Ci vorrebbe un Dante…

0

Nella società del “Bunga Bunga”, Uomini e Donne, il Grande Fratello e tutta quella infinità di cose che non fa altro che contribuire al processo di regressione dell’essere umano, ci sarebbe tanto bisogno di un Dante Alighieri. Da giovane adolescente, sento la mancanza di quegli ideali, che stanno alla base di una società, in cui credere. Studiando Platone, Dante, avverto il bisogno di una personalità del genere in questa società. La nostra realtà, cos’ha in più rispetto a quella medievale che si dice fosse “corrotta dal peccato”? La Chiesa non è più mondanizzata, ma in compenso periodicamente salta fuori qualche brutto episodio, come la pedofilia. L’Italia è unita, ma politicamente è come se non lo fosse.

A distanza di settecento anni, credo che l’utopia di Dante sia ancora da considerarsi tale. Immagino che inferno affollato ci sarebbe, se il povero Dante dovesse scrivere una commedia oggi. Oppure quanto sarebbe deriso, se condividesse nella bacheca di face book della sua innamorata, “Tanto gentile e tanto onesta pare”. Non potrebbe neanche provare a definire la nostra lingua, come fece nel De Vulgari Eloquentia, perché della nostra lingua rimane soltanto uno stile: quello degli SMS.
L’inferno sarebbe decisamente più affollato di quello del 1300: oggi non si ha la minima idea di cosa significhi la parola etica, morale.

Non vi è più la paura di peccare, l’uomo fa del libero arbitrio l’unica sua religione, ed è l’amore nei confronti del “dio-denaro” a guidare ogni sua azione.

Mi rifiuto di pensare ogni essere umano a questa stregua, ma purtroppo, volendomi avvalere del pensiero di Dante, uno dei due soli è totalmente spento, privo di quella luce che dovrebbe condurre il corpo alla salvezza terrena. Proprio oggi, in cui i due soli potrebbero brillare di luce propria, come avrebbe sognato Dante, dove sono le persone, sia a destra che a sinistra, in grado di ricoprire quei ruoli istituzionali, dotate di quell’altezza d’ingegno, o di portare avanti lo stato?

Dante e tutte le intelligenze del suo tempo si spensero senza potere realizzare o vedere realizzati i propri sogni. Oggi gli spiriti eletti non devono commettere lo stesso errore di aspettare un Enrico VII di Lussemburgo, che non arriverà mai. Devono, dobbiamo essere noi nel nostro piccolo gli Enrico VII di Lussemburgo: cominciamo a spegnere il Grande Fratello, Uomini e Donne, a non comprare quella cartaccia che parla del “Bunga Bunga” e scandali varii, e a riscoprire quei valori, quegli ideali per cui è nato l’essere umano.