Codici ELS nella Bibbia

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Siamo nel XIII secolo quando il rabbino Bachya ben Asher fece pubblicare un libro nel quale spiegava come estraendo lettere ad intervalli regolari nella Torah  si riuscivano a comporre frasi di senso compiuto. Il metodo utilizzato e inventato da questo rabbino oggi viene indicato con l’acronimo ELS (Equidistant Letter Sequences). Nonostante siano trascorsi parecchi secoli l’interesse per questo argomento si è mantenuto acceso come testimoniato sia dalle recenti ricerche  che dalle nuove pubblicazioni: studi sull’Els sono stati resi famosi dal libro “The Bible Code” redatto da Michael Drosnin e Eliyahu Rips.

Molto probabilmente ad attrarre così tanto gli studiosi è il fatto che con questa tecnica possano essere estrapolate parecchie informazioni circa eventi politici e sociali che hanno cambiato il corso dell’umanità: secondo i sostenitori dell’autenticità dei codici, infatti, nella Bibbia potrebbero esserci chiari riferimenti alla vicenda delle Torri Gemelle, dell’elezione di Bush, dell’esplosione di una bomba nel Federal Building ad Oklahoma City. Dunque secondo loro, la Bibbia è anche l’unico testo nel quale sono presenti rimandi a tutti gli eventi della storia passata, presente o futura. Per quanto queste osservazioni possano sembrare bizzarre, si è speso molto nelle ricerche.

Dopo gli studi del primo Rabbino, altri tentativi sono stati condotti da suoi successori ma con scarsi e inefficienti risultati. Passi in avanti sono invece riconducibili all’attività di un altro rabbino Michael Ber Weissmandl risalente al 1957. Ma ciò che, invece, ha creato maggiore entusiasmo è l’esperimento condotto da uno dei due autori del libro citato: Eliyahu Rips. Quest’ultimo infatti ricercò nella Torah nomi, date e luoghi di nascita dei maggiori rabbini della storia ebraica e ottenne informazioni molto dettagliate per ognuno di loro, verificando che coincidessero con quelle tramandate tradizionalmente; si aggiunse inoltre che la probabilità che si trattasse solo di un caso si aggirasse intorno a una su più di settecento milioni. Quando questa notizia arrivò alle orecchie di Harold Guns, uno dei più grandi matematici, collaboratore al Pentagono, decise di  adoperarsi per dimostrare l’inattendibilità di questi dati, ma continuando l’esperimento confermò quanto già steso dagli studiosi ed aggiunse inoltre altre informazioni sui rabbini prima trascurate. Oggi Guns è uno dei maggiori sostenitori di queste sensazionali scoperte, che a suo dire confermano l’autenticità divina della Bibbia. Chiaramente non mancano critiche da parte degli scettici, essi infatti portano delle contro-dimostrazioni sorprendenti almeno quanto lo sono quelle dei sostenitori… Un critica, abbastanza significativa, fa riferimento alla pronuncia flessibile dei nomi ebraici e alla sostituzione da parte di Rips di lettere ebraiche antiche con quelle moderne.

L’altra confutazione d’ambito statistico-probabilistico ci dice che, quantunque sia molto improbabile trovare parole ad incastro in stretta vicinanza fra loro, è anche molto semplice riuscire ad identificarle, se si decide di  partire da un punto qualsiasi di un lunghissimo testo, peraltro scegliendo arbitrariamente l’intervallo spaziatore tra le lettere. Si riportano importanti esempi: durante una trasmissione televisiva americane un certo John Safran ricavò, seguendo il metodo ELS, rimandi all’attentato delle Twin Towers nei test delle canzoni di Vanilla Ice, un rapper statunitense.
Addirittura la confutazione più grande delle teorie ELS legate alla Bibbia è arrivata quando si sono ricercati dati relativi all’assassinio di Yitzhak Rabin, politico israeliano, sia nel Deuteronomio che in Moby Dick. Il risultato fu che in Deuteronomio compaiono le seguenti parole: Ytzha Rabin (nome e cognome della vittima) e Amir (cognome dell’assassino), mentre in Moby Dick: Rabin (nome della vittima), Amir (cognome dell’assassino), Igal (il suo nome), Ilan (l’università che frequentava), Eyal (il gruppo estremista di cui faceva parte), Oslo (i trattati di Oslo furono il movente dell’omicidio).

A questo punto pare evidente che i codici ELS –  per i quali si sono potute apprezzare le precise informazioni fornite riguardo a eventi lontani nel tempo –  possano essere applicati a qualunque testo che sia abbastanza esteso. Le critiche però vengono anche dal mondo ebraico e cristiano, il quale non riesce a comprendere  perché debbano essere tenute nascoste informazioni del genere in un testo Sacro. Gli obiettori rispondono invece di aver trovato riferimenti espliciti alla presenza dei codici in Daniele 12:4: “Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine. Molti lo studieranno con cura e la conoscenza aumenterà” e ancora in Daniele 12:9: “Va’ Daniele; perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine”.  L’attenzione tuttavia non si spegne, oggi sono acquistabili nella rete vari software che provvedono a svolgere le ricerche delle parole inserite dell’utente per un’autonoma analisi, basta digitare in un motore di ricerca “Bible code software”.

 

Cogitoetvolo