Cogitiamo con la Costituzione: art. 10

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La Costituzione ci fa capire come le libertà democratiche, per essere davvero tali, non devono essere custodite come un tesoro prezioso, ma condivise con tutte le donne e gli uomini che, per un motivo o per un altro, si trovano a vivere sul nostro territorio.

“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.”

Stupisce sempre vedere come la Costituzione, in alcune delle sue parti, possa essere così attuale.
La bellezza e l’importanza della Carta più importante del nostro Stato risiede proprio in questa sua caratteristica: la capacità di parlare ai nostri cuori in ogni momento, dettandoci una linea di comportamento valida ed universale.
La Costituzione, dopo aver definito con precisione i caratteri interni del nostro ordinamento, si proietta in una prospettiva internazionale, dettando le regole di comportamento che il nostro Stato deve osservare quando si rapporta con quelli stranieri.

Particolarmente interessanti sono, dal nostro punto di vista, le norme dettate a protezione degli stranieri.
Come non pensare, mentre leggiamo l’articolo 10, alle migliaia di persone che ogni giorno solcano le nostre acque, in cerca di una vita migliore?
In un’Italia, e in un’Europa, sempre più xenofoba, sempre più intimorita e infastidita dagli stranieri che abitano sul nostro territorio, sempre più arroccata nella difesa dei propri confini, l’articolo 10 è una di quelle norme che andrebbero più attentamente considerate.

Di diritto d’asilo se ne parla spesso, anche se in Italia non esiste una legge specifica al riguardo. Eppure, la Costituzione parla chiaro: il nostro Stato ha l’obbligo di concedere il diritto d’asilo a tutti gli stranieri che, nel loro Paese, non godono delle stesse libertà democratiche che sono riconosciute nel nostro.
Ciò significa che, ad esempio, chi vive in uno Stato in cui non è possibile esercitare il diritto di esprimere la propria opinione, può chiedere diritto d’asilo in Italia, dove tale diritto è garantito dall’art. 21 della Costituzione.

L’articolo 10, quindi, se è facilmente applicabile nei confronti di una famiglia siriana che scappa dalla guerra o ad un ghanese politicamente perseguitato dal regime del suo Paese, diventa problematico quando deve essere applicato nei confronti di chi scappa dalla fame, in cerca di un futuro economicamente migliore.

La differenza tra richiedenti asilo ed extracomunitari è una distinzione meramente giuridica, rilevante solo per il mondo per il diritto. La Costituzione, pur essendo un prodotto del diritto, ci invita a guardare oltre queste spicciole differenze, a guardare l’essere umano che si cela dietro l’etichetta di richiedente asilo, a provare a capire la storia che si legge sul volto di un extracomunitario.

La Costituzione, una volta di più, ci parla di accoglienza, di integrazione, di rispetto per il diverso. Ci fa capire come le libertà democratiche, per essere davvero tali, non devono essere custodite come un tesoro prezioso, ma condivise con tutte le donne e gli uomini che, per un motivo o per un altro, si trovano a vivere sul nostro territorio.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.