Cogitiamo con la Costituzione: art. 8

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Possiamo rispondere alla violenza dell’Isis con le armi della tolleranza e dell’accoglienza: il nucleo centrale dell’articolo 8 è proprio questo.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

È di pochi giorni fa la notizia secondo la quale il governo italiano avrebbe dato autorizzazione a quello americano di utilizzare la base aerea di Sigonella, in Sicilia, per il lancio di velivoli senza piloti – i droni – per bombardare le roccaforti dello Stato Islamico sulle coste della Libia.
E se la notizia ha sicuramente un preminente rilievo nell’attuale quadro internazionale e diplomatico, sono sicura che vi starete domandando cosa c’entra tutto questo con l’articolo 8 della Costituzione.
Come possono essere correlate la lotta armata al terrorismo – armata perché, e lo storia lo insegna, gli statunitensi non sembrano conoscere altra via che quella di utilizzare la loro forza militare – con una norma pacifica, vecchia di settant’anni, che sancisce l’assoluta parità delle confessioni religiose che si professano nel nostro Paese? Come può la libertà religiosa essere in qualche modo collegata al terrorismo?

In realtà, la lotta che i militanti dello Stato Islamico stanno mettendo in atto ormai da molti mesi a questa parte è uno scontro di civiltà, una lotta frontale tra due religioni diverse, una guerra tra due distinte visioni del mondo e delle relazioni tra popoli.
L’Isis, e gli attentati di Parigi lo dimostrano in modo tristemente egregio, semina terrore e odio per separare, per dividere: è una fabbrica di odio militarizzata che ha come unico obiettivo quello distruggere ogni forma di coesistenza pacifica tra i popoli, tentando di assoggettare i musulmani a questa visione del mondo, fondata sulla separatezza, sull’odio, sull’apartheid e sulla diffidenza.
E chi reagisce al terrore dell’Isis con la violenza cieca dei droni, o con l’odio generalizzato verso i musulmani o verso i migranti, non fa altro che fare esattamente il gioco dello Stato Islamico.

In tutto ciò, è la Costituzione che può fornirci un’ancora di salvezza. Possiamo rispondere alla violenza dell’Isis con le armi della tolleranza e dell’accoglienza. Il nucleo centrale dell’articolo 8 è proprio questo: l’Italia, pur essendo un paese storicamente cattolico, non solo ammette la possibilità che sul suo territorio vivano persone che professano una religione diversa, ma ne sancisce l’assoluta parità davanti alla legge. D’altronde, non possiamo aver dimenticato la lezione di uguaglianza che ci ha lasciato l’art. 3, che vieta ogni discriminazione basata anche sulla religione.

Pensiamo all’art. 8, nel momento in cui siamo tentati di guardare con odio e diffidenza il musulmano che vive accanto casa nostra.
La nostra Costituzione (e la nostra fede!) ci impone di operare affinché l’umanità possa vivere in pace, in un clima di libera e democratica convivenza tra fedi, etnie, culture e convincimenti diversi.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.