Cogitiamo con la Costituzione: art. 5

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La grande risorsa italiana che l’articolo 5 vuole salvaguardare è la pluralità, per costruire uno Stato unito che tuteli le autonomie locali

“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

L’articolo 5 della Costituzione riassume in poche righe ciò che in linea di principio dovrebbe essere lo Stato italiano. La Repubblica è una e indivisibile e se pensiamo alla storia del nostro Paese, ci accorgiamo dell’importanza della sfida che i padri costituenti si sono proposti e da ciò risulta evidente il motivo per cui questo articolo si trova tra i principi fondamentali. Quando pensiamo al concetto di unità, viene subito in mente la data che sancisce una prima unione politica dell’Italia, il 1861. Allora eravamo però ancora ben lontani dal costituire uno Stato unitario: sotto lo stesso nome si trovavano persone con esperienze storiche e tradizioni differenti, che spesso non erano neanche in grado di capirsi, vista la pluralità e la diffusione dei dialetti. L’Italia di Manzoni, “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”, non c’era ancora e un interessante punto di riflessione sarebbe valutare se sia effettivamente mai esistita un’Italia così.

Questa pluralità all’interno del territorio italiano è la grande risorsa che questo articolo vuole salvaguardare. Lo Stato è unico ma garantisce libertà alle autonomie locali. Chi siano queste autonomie e quale sia il loro potere amministrativo è definito nel Titolo V della Costituzione: si tratta di Regioni, Province, Comuni e Città. L’autonomia di questi enti non è assoluta, altrimenti ci troveremmo ad essere uno Stato federale come gli Stati Uniti. Il riconoscimento delle autonomie nello Stato italiano deve accompagnarsi al concetto di unitarietà, per puntare a garantire il diritto di accesso agli stessi servizi a tutti i cittadini della repubblica. Sono di esclusiva competenza dello Stato questioni come le norme generali sull’istruzione, la previdenza sociale, l’immigrazione, l’ordinamento civile e penale, la tutela dell’ambiente e dei beni culturali. L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare uno Stato egualitario e non polarizzato in termini economici, politici e sociali in un Nord e un Sud indifferenti l’uno al destino dell’altro.

La ragione per cui si dibatte ampiamente sul grado di autonomia di questi enti rispetto allo Stato riguarda il grande nemico della legge, ovvero il denaro. Sul versante economico si è cercato perciò di intraprendere la via del federalismo fiscale al fine di ampliare l’autonomia finanziaria degli enti locali. Senza addentrarsi nelle conseguenze di questo tipo di scelta, l’articolo 5 e i continui tentativi di riforma dei parametri di applicazione del principio di cui si fa portavoce offrono un ampio spunto di riflessione per noi giovani. Riteniamo che il principio di unitarietà e indivisibilità della Repubblica sia effettivamente applicato? Pensiamo che l’Italia possa permettersi di essere frazionata in un federalismo regionale?

L’articolo 5 dipinge un’Italia unita, che riconosce e protegge le storie e le ricchezze che hanno ispirato letterati e poeti di tutto il mondo. Il patrimonio dell’Italia non è quantificabile in termini economici: è nell’arte, nei monumenti, nel paesaggio, nelle fiere e nelle tradizioni locali. A noi giovani il compito di uscire dagli schemi dell’ottica finanziaria e utilitaristica e costruire uno Stato che sappia valorizzare le esperienze uniche e individuali dei cittadini che lo compongono.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.