Cogitiamo con la Costituzione

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“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.”
Pietro Calamandrei, 22 dicembre 1947

Il suo nome viene ripetuto continuamente. Viene enunciato con solennità nei tribunali, utilizzato con leggerezza nei dibattiti politici, urlato con frustrazione negli scioperi, usato con monotonia da migliaia di studenti. Alcuni ne chiedono spesso, troppo spesso, una non meglio precisata “riforma”, altri la definiscono “intoccabile”.
Ma la nostra Costituzione, nonostante nel corso degli anni sia stata variamente interpretata, manipolata, persino stravolta in alcune sue parti, continua a rimanere, nonostante i suoi quasi settantanni di vita, un punto di rifermento importante in grado di dirci moltissimo, ancora oggi.
A questo punto, sorge spontanea una domanda: quanti di coloro che si nascondono dietro il nome Costituzione l’hanno davvero letta?
Quanti l’hanno davvero amata?
Quanti l’hanno vissuta?

Ecco, crediamo di non sbagliare quando affermiamo che la Costituzione vada, prima di tutto, vissuta. Perché è viva, perché regola il nostro vivere comune, perché getta le basi fondamentali su cui si regge la nostra società.
La Costituzione non è semplicemente un assemblaggio di norme giuridiche noiose e polverose, conosciute solo da pochi cultori del diritto. La Costituzione è molto, molto di più.
È il faro che illumina i nostri passi, la bussola che dirige il nostro cammino nel mondo, la mappa che orienta e conforma il nostro essere cittadini, il manifesto delle nostre più intime libertà.
La Costituzione non solo delinea l’assetto fondamentale del nostro Stato, non semplicemente crea delicati e perfetti equilibri istituzionali che hanno permesso alla “macchina” Italia di camminare, pur faticosamente, per quasi settant’anni.
La Costituzione ci dice che ognuno di noi, per il solo fatto di appartenere alla razza umana, gode di diritti, ha una sfera di libertà inviolabile che nessuno, né un altro essere umano né nessun governo, può permettersi di infrangere o invadere.
La Costituzione parte infatti da un presupposto fondamentale: l’uomo. L’uomo, prima ancora che il cittadino, è il destinatario e al tempo stesso il necessario presupposto delle parole della carta costituzionale.
E l’uomo viene considerato a tutto tondo, inteso come un essere pensante che non ha diritto semplicemente ad un lavoro, ma ha diritto ad un lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito.
L’uomo non ha diritto semplicemente a formare una famiglia, ma può avere la legittima pretesa che lo Stato lo aiuti, anche economicamente, in questo difficile compito.
L’uomo ha diritto non solo a ricevere un’istruzione, ma, se meritevole e capace, ha diritto ad arrivare ai gradi più alti degli studi anche se è privo di mezzi.
L’uomo ha diritto a ricevere cure adeguate e ha diritto a rifiutarle quando più lo ritenga opportuno.
L’uomo ha diritto ha esprimente pienamente la sua religiosità, ha diritto ad associarsi per meglio raggiungere i suoi obiettivi, ha diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, senza timori di ritorsioni.
L’uomo ha tutti i diritti e le libertà che lo aiutino ad esprimere pienamente la propria personalità, i suoi desideri ed aspirazioni.

La Costituzione, quindi, è uno dei più nobili strumenti che abbiamo per pensare, per capire cosa volere esattamente dalla nostra nostra vita.
Per questo motivo, Cogitoetvolo propone di gettare uno sguardo più attento alla Costituzione, attraverso il commento dei primi dodici articoli, in cui sono racchiusi i principi fondamentali.
Ogni articolo verrà analizzato più a fondo il 27 di ogni mese. La data non è casuale, se si considera che la Costituzione venne approvata il 27 dicembre 1947, prima di entrare in vigore il primo gennaio del 1948.

Quindi, non ci resta altro che leggere insieme la Costituzione, sederci sulle sue ginocchia e lasciarci trasportare dalla sua saggezza, esattamente come facevamo con i nostri nonni quando eravamo bambini.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.