Cogito et volo intervista il regista Emmanuel Exitu

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Palermo, venerdì 16 marzo. Arriviamo all’aula magna della facoltà di Medicina dove sarà  presentato il documentarioIo sono qui: sette giorni di appunti della vita di Mario Melazzini, al quale partecipano lo stesso regista Emmanuel Exitu e il  dott. Melazzini

Il  regista bolognese, Emmanuel Exitu, autore del documentario “GREATER – Sconfiggere l’Aids” che ha vinto il Babelgum Contest a Cannes nel 2008, ha voluto raccontare sette giorni di vita ordinaria del dottor Melazzini: dalla mattina, all’arrivo a lavoro in ospedale, le diagnosi ai pazienti, suoi compagni di malattia…

Ci spostiamo all’entrata sul retro dell’aula Ascoli: il dottor Melazzini entrerà da lí e speriamo di poterlo intervistare. In attesa del suo arrivo la nostra attenzione è stata catturata da un uomo dall’accento bolognese, di aspetto simpatico che di tanto in tanto si affaccia per vedere se Melazzini è arrivato: si tratta proprio del regista Emmanuel Exitu. Non possiamo perdere l’occasione di scambiare due chiacchiere anche con lui.

Com’è nata l’idea di realizzare questo documentario? Come ha conosciuto il dottor Melazzini?
Nel 2007 ho fatto un documentario sull’AIDS in Uganda; ho vinto un premio importante a Cannes, scelto da Spike Lee, e siccome mi interessava raccontare la speranza, ho usato il premio in denaro di questo documentario per cercare storie, e ho incontrato Melazzini. In quel periodo c’era stata  la questione Welby da poco tempo e Mario  era intervistato a destra e a manca e veniva presentato come l’anti Welby. A me questa cosa non andava giù: lui non  era l’anti Welby, lui è Mario, e aveva qualcosa da dire.

Ricordo che era anche sceso in piazza con altri malati di SLA…
Sì, lui ha fatto questo appello che si chiama “Liberi di vivere”, perché effettivamente, quando a te viene diagnosticata una malattia di questo genere oppure rimani paralizzato, è vero che il primo pensiero può essere il suicidio, però se hai gli strumenti adeguati per vivere, il supporto delle persone che ti amano e cioè vieni trattato come un cittadino normale, il 99% delle persone affette da queste malattie non ti chiede più di essere ammazzato, ti chiede di poter vivere. Io faccio un’osservazione molto semplice, che è la seguente: ci sono 5000 malati di questo genere in Italia, uno si è fatto ammazzare, altri due chiedono e combattono le battaglie dei radicali, ma il problema è che ci sono 4997 persone che non chiedono questo! E perché devono fare più rumore i tre che chiedono di morire dei 4997 che non chiedono di morire ma di essere aiutati a vivere? Quindi in questo caso fa più…come dite voi…scruscio, fa più scruscio…come dire…la foresta che cresce invece che l’albero che cade. E questa cosa mi interessa raccontarla.

Quindi, per sintetizzare, l’idea è nata dal voler raccontare che…
…perché si può sperare? perché si può sperare in una situazione del genere?

È un’idea propositiva, non un volersi difendere o attaccare qualcuno…
Sì, l’idea non è tanto fare “qualcuno contro qualcuno”: la libertà non si tocca. Dio non tocca la libertà degli uomini e nemmeno io e nemmeno mi interessa toccarla, però, come comunque Mario vi può dire molto meglio di me, chi fa una scelta di morte, la cosa che si può dire è che lui è libero di farlo, ma io posso dire che per me è una scelta sbagliata, perché non è tutto lì: si sta male, e però la nostra visuale è ridotta quando uno pensa questa cosa, cioè che la vita non si può vivere.

Questo perché forse pensa che è un peso per chi lo accudisce?
E infatti, la battaglia di Mario è esattamente questa, lui dice: uno dei grossi problemi per cui non ci stai davanti è il fatto che ti senti un peso per la tua famiglia. Allora, siccome io sono un  cittadino come tutti gli altri, voglio essere trattato come un cittadino come tutti gli altri. Quindi, adesso che ho bisogno chiedo di essere sostenuto. Lui  si sta impegnando per aprire dei punti dove la gente può essere sostenuta in questa difficoltà, infatti adesso apre anche a Messina. Poi lui gira come un pazzo, infatti io la battuta che gli dicevo durante le riprese era “fermati ché se no ti buco le rotelle!” Perché correva come un pazzo, cioè veramente, da questo punto di vista è uno che non si ferma…

Quindi è importante l’aiuto, l’aiuto delle istituzioni e…
E sì, perché sono malattie che colpiscono le famiglie, colpiscono la persona e colpiscono la famiglia e la famiglia deve essere aiutata. Ad esempio apre questo centro NEMO a Messina, per malattie neuromuscolari, ed è  molto. La cosa interessante è che… Mmm! Mi sa proprio che è arrivato, ho visto passare un macchinone!

Si scherza un po’ e tra una battuta ed un’altra si riprende.

E precisamente alle istituzioni, quindi anche allo Stato, cos’è che chiede?
Chiede gli strumenti per poter vivere: se io non riesco a camminare ho bisogno della carrozzina, se non riesco a respirare ho bisogno del respiratore, se non riesco a nutrirmi ho bisogno dell’intervento della PEG, se non riesco a comunicare ho bisogno dei computer per poter comunicare…

Chiede la libertà di vivere e non di morire…
Sì.

È una battaglia dura, forse perché è più facile incentivare chi vuole morire e non fornire la carrozzina…
Sì, forse. Il problema è che quando una persona muore non costa più. Questo è interessante. Però i malati possono anche dire: “sì, vabbè noi siamo un costo, ma a me che me ne frega?Io voglio vivere! E quindi ho bisogno di queste cose e…”

È arrivato? Ah eccolo!

Mario, ti stavamo aspettando, vedi che accoglienza i siciliani?

(continua con l’intervista al dottor Mario Melazzini)

 

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"

  • Cogitoetvolo

    Molto interessante. Immagino che lo sarà ancora di più l’intervista a Melazzini

  • Troppa censura c’è in questa intervista XD