Colazione da Tiffany

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New York: Holly Golightly (Audrey Hepburn) e Paul Vasrjac (George Peppard) si ritrovano ad abitare nello stesso edificio: Holly ama trascorrere le sue mattinate di fronte al negozio di gioielli Tiffany; Paul è uno scrittore che si fa mantenere da una matura e ricca signora. Fra loro nasce da subito un sentimento di intesa. Finiranno presto con l’innamorarsi.

Un film di Blake Edwards. Con Audrey Hepburn e George Peppard. Durata 115 min. Paese: USA. Produzione: Paramount. Anno: 1961. Nuova distribuzione: Nexo Digital, 2014. Uscita: 14/02/2014. Target: 14+

In occasione della ricorrenza di San Valentino, eccezionalmente, la Nexo Digital  ha riproposto in versione restaurata per una serata unica ed indimenticabile uno dei film cult della storia del cinema e tratto dal romanzo di Truman Capote. Non solo per l’indimenticabile “Moon River”colonna sonora della pellicola, per alcune battute divenute celebri, ma anche e soprattutto per il tocco inconfondibile di eleganza, classe e raffinatezza di una splendida Audrey Hepburn, maestra di stile senza tempo che ancora oggi detta le regole della moda e del buon gusto.

E’ l’alba. Il sole illumina la 5th Avenue e una figura in tubino nero con grandi occhiali da sole ammira estasiata la vetrina della storica gioielleria newyorchese Tiffany. Si tratta di  Holly Golightly, una giovane che vive da sola in un modesto appartamento e che tiene con sé solo un gatto senza nome. La sua routine è  piena di impegni mondani con uomini galanti, da lei classificati come vermi e supervermi,  che riempiono le sue notti, ma non la sua vita. Tutto improvvisamente cambia quando un nuovo vicino di casa viene da abitare nel suo stesso palazzo. Si tratta di Paul Varjak, uno scrittore fallito, che vive mantenuto dalla sua amante. I due sentono di avere molto in comune e per tale ragione stringono presto amicizia.

Holly, comincia ad confidarsi, a sentirsi meno sola e racconta al suo nuovo amico che sta faticando, con poco successo, per poter mettere da parte una somma che le permetta in futuro di condividere con il fratello Fred, lontano ed in guerra, una vita serena come lo era stata la loro infanzia. Ma la notte è spesso segnata da incubi, paure, incertezze. Sarà proprio l’essere profondamente ingenua e per certi versi infantile e sognante che spingerà Paul a frequentare con costanza Holly, tra passeggiate da Tiffany, al parco, in biblioteca, e festini. Dietro questa frivola apparenza però, si cela una verità più dolorosa. In realtà il vero nome di Holly è Lullaby e, appena ragazzina, era fuggita dalla casa di un uomo modesto che le aveva fatto da padre per poter vivere in maniera libera ed indipendente a New York, in cui sperava di poter avere un’esistenza migliore. I due protagonisti, immersi nei loro rispettivi dispiaceri, finiranno per innamorarsi. Ma Holly non può permetterselo. La possibilità che un ricco uomo del Sud America, invaghito di lei, la sposi e le dia modo di cambiare ancora una volta la sua vita, ulteriormente sconvolta dalla perdita del fratello amatissimo, le impone di non attaccarsi a Paul, di scappare e di evadere.

“Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.” Così, l’ammonisce Paul in una grigia e piovosa giornata autunnale, mettendo Holly davanti la dura verità della sua vita, ma dandole allo stesso tempo, la possibilità del riscatto.

Colazione da Tiffany è un film toccante e che tratta in modo delicato la precarietà della vita, spesso contorta, ingarbugliata e incomprensibile. Holly cerca disperatamente di fuggire il dolore, rinunciando così anche alla possibilità di essere amata per quello che è e non per quello che mostra di essere, nascondendo dietro la sua avvenenza fisica, la sua reale bellezza. Solo il cuore e la sensibilità di Paul, che vede in lei una creatura fragile e bisognosa d’amore, riusciranno a conquistare definitivamente la schietta fanciulla dai modi garbati e dal sorriso abbagliante. Paul va oltre l’apparenza, oltre quell’armatura di difesa che Holly ha costruito intorno a sé per non soffrire, per non sentirsi tradita e ferita. Solo l’amore vero, allora, trasforma ogni debolezza, fragilità, ogni difetto in qualcosa da amare, perché dell’altro si accettano anche le mancanze. Perché non c’è amore più grande di chi, fidandosi, regala il proprio dolore all’altro.

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»