Coldplay: dodici anni sempre al top

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32.000 biglietti bruciati nel giro di tre giorni, 15.000 in meno di un’ora. Se non è un record, quello certificato dai Coldplay per il loro unico concerto tenuto in Italia, precisamente a Torino il 24 maggio, poco ci manca. Non capita tutti i giorni, infatti, nel nostro Paese, che una band straniera riesca a fare un “tutto esaurito” alla velocità della luce. Non a caso, gli ultimi sono stati gli U2.

Un exploit, questo, che spiega meglio di qualsiasi parola il livello di popolarità raggiunto dai Coldplay naturalmente non solo in Italia, ma nel mondo, con 50 milioni di album vendutida esporre nella propria vetrina. Niente male per Chris Martin, Jon Buckland, Guy Berryman e Will Champion, i “titolari” della premiata ditta che un bel giorno hanno deciso di puntare tutti i loro sogni nella musica.

Era il settembre del 1996 e alla prima settimana di College Chris e Jon s’incontrano alla festa delle matricole. Tra i due si accende subito la scintilla della simpatia, alimentata dalla comune passione per il rock e dal fatto che suonano entrambi uno strumento. Pensare di mettere su una band è quasi un gioco da ragazzi e ben presto alla coppia si aggiungono Guy e Will.

Il gruppo, all’inizio, non prende la cosa troppo sul serio. Sono quattro studenti che hanno solo voglia di suonare e che si esibiscono quando capita. Raccolgono però applausi e consensi e quando, nel 1998, un amico di Chris suggerisce quale nome dare alla band, Coldplay, qualcosa incomincia a cambiare.

Il quartetto macina concerti e un’etichetta minore pubblica un EP, Safety, e un paio di promo che non fanno certo sfracelli, ma attirano l’attenzione della casa discografica EMI, che li mette sotto contratto. È il 2000, e i Coldplay debuttano ufficialmente con il cd Parachutes, che vola subito in cima alla chart inglese, per poi dare l’assalto anche nel resto del mondo. «È stata una piacevole sorpresa – ricorda Chris – ; fino a qualche mese prima suonavamo in piccoli posti e non sapevamo quanto le nostre canzoni potessero piacere. All’improvviso, toccavamo il cielo con un dito, ci sembrava un sogno».

Non sapevano ancora che quel sogno sarebbe durato nel tempo, anzi, si sarebbe trasformato in un vero trionfo. A testimoniarlo, la carriera della band, infiorettata da altri tre album sempre in crescendo, non solo per quanto riguarda le vendite ma soprattutto per la qualità delle canzoni. «In ogni cd – commenta Jon – abbiamo provato a fare dei passi avanti, a mettere delle idee nuove a livello compositivo e sonoro. Non ci piace dormire sugli allori».

I Coldplay, considerati all’inizio una specie di anello di congiunzione tra gli U2 e i Radiohead, definiscono così un loro preciso sound, una solida base su cui innescare varie novità senza stravolgere la propria identità. Un percorso che paga, tanto da essere indicati come la rock band più popolare degli ultimi dieci anni. «È un’esagerazione – dice Chris – , la vera popolarità è quella dei Take That, gruppo che ammiro. Non potremo mai bissare il loro successo, né avere la loro stessa sicurezza di riempire le arene di fan, ma va bene così, non ci lamentiamo».

“Normalità” è la parola d’ordine che circola nella band, che ha sempre badato a lavorare sodo sulle canzoni, senza concedere troppo spazio alle attenzioni dei media. Unica eccezione al gossip, la storia d’amore tra Chris e la celebre attrice Gwyneth Paltrow, finita in un matrimonio felice nel 2003 e la nascita di due bebè.

Oggi i Coldplay, se non si fosse capito, sono una specie di corazzata che si muove sicura nelle agitate acque della musica. Dopo 12 anni di navigazione, difficilmente sbagliano rotta. Lo hanno di nuovo dimostrato con l’ultimo cd Mylo Xyloto, uscito lo scorso ottobre e finito dritto in cima alle classifiche di oltre 32 Paesi e incassando il record di download da iTunes.

«Siamo contenti del risultato ottenuto – sottolinea Guy – perché ci abbiamo davvero messo tutto noi stessi nel realizzare i brani, cercando di non ripeterci e prendendoci dei rischi. Ormai il successo non è scontato: se sbagli nel fare un cd, sei fuori». Aggiunge Chris: «Siamo arrivati a un punto in cui o pubblichi qualcosa di buono o smetti. Non puoi vivere di rendita».

L’impegno dunque c’è stato, soprattutto nel mettere qui e là qualche sorpresa. «Le chitarre di Jon – suggerisce Will – , per esempio, hanno un ruolo di primo piano come mai lo avevano avuto in passato; i brani seguono la storia di due ragazzi, quasi fosse una colonna sonora, e anche questa è una novità; poi c’è Rihanna ospite di un pezzo».

Già, la popstar compare in Princess of China, mix ben riuscito tra dance e rock. Rivela Chris:«L’ho scritta quasi per lei e ci è voluto un po’ perché gliela proponessi. Alla fine, ci siamo incontrati a Los Angeles, ho suonato la canzone al piano, ero un po’ nervoso, ma ha detto “sì”, le piaceva. Alla fine, il pezzo mi sembra davvero riuscito, il contrasto tra le nostre voci è efficace».

Adesso li aspetta il tour, uno dei più attesi dell’anno. E che i Coldplay siano ormai delle… stelle nel firmamento del rock, lo conferma persino la NASA. Nello scorso luglio, durante l’ultimo volo dello Shuttle, l’astronauta Doug Hurley ha chiesto di svegliare l’equipaggio alla mattina con il brano Viva la Vida tratto dal precedente cd della band. Insomma, più stelle di così!

Articolo tratto da Mondoerre

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