Colonia: ad essere aggredita è la libertà della donna

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La vicenda di Colonia dimostra che troppo spesso le aggressioni alle donne vengono sottovalutate

Prima Colonia, poi Amburgo. Ora Bielefeld. Sono sempre di più le denunce per molestie sessuali ricevute da donne di tutte le età durante la notte di Capodanno. Storie agghiaccianti, che raccontano un incubo difficile da dimenticare: mani che toccano, prendono tutto ciò che trovano addosso e anche di più. Prendono la gioia di una serata di festa, le speranze di un anno che arriva. Lasciano segni indelebili, che non si possono ignorare. Alcuni visibili, come le ferite della ragazza a cui è stato infilato un petardo nella giacca. Altri no, ma non per questo meno gravi. Una violenza che ha colpito anche gli uomini: fidanzati, mariti e amici che hanno assistito inermi ai palpeggiamenti, perché due paia di mani possono fare ben poco contro trenta. La BBC racconta il caso di un uomo che era lì a festeggiare con la compagna e la figlia quindicenne, quando si sono viste circondare da un gruppo di uomini troppo numeroso. Erano troppi: su questo concordano tutte le denunce ricevute. Impossibile capire quello che dicevano, testimonia una diciottenne alle telecamere della BBC, ma sono in molte ad indicare che i volti avevano tratti nordafricani.

Un’azione organizzata e senza precedenti, che fa tanta più rabbia se si pensa con quanto ritardo abbia ricevuto una dovuta attenzione. La polizia avrebbe potuto fare di più? Difficile dirlo, soprattutto visto che una delle poliziotte è stata a sua volta molestata. Nessuno poteva certamente prevedere che un tale numero di uomini avrebbe attaccato nello stesso momento ed è chiaro che le forze dell’ordine siano state colte impreparate. Ma è unicamente un problema di numero? Le dichiarazioni del 1 gennaio che attestavano che l’atmosfera era “rilassata” erano soltanto un tentativo di insabbiare una situazione non adeguatamente gestita? La questione è decisamente più complessa, da qualunque lato la si affronti.

Da come è stata riportata la notizia sulla stampa, è emersa una certa reticenza a divulgare le informazioni circa la nazionalità dei molestatori, diventata subito una questione su cui fare politica. L’attenzione si è di conseguenza spostata sul dibattito migranti, in cui spesso si abusa di retorica sofista e astratto buonismo, curandosi ben poco dei fatti. A fare di un’erba un fascio si fa sempre torto a qualcuno: forse però in un atto esteso come questo una condanna aperta ci voleva. Una difesa di quei diritti che le donne europee si sono sudate: rendiamoci conto che in quelle piazze e in quelle stazioni c’erano donne che stavano festeggiando. Come mai a nessuno è venuto in mente di sottolineare che una donna dovrebbe avere il diritto di passare una serata in compagnia delle amiche o del fidanzato senza essere molestata? Troppa paura di essere additati come xenofobi? D’altra parte la caccia all’ “-ofobo” è sempre aperta, si cambia all’occorrenza il prefisso. Peccato che “misogino” termini con un altro suffisso, forse è per questo che se ne parla così poco.

Dietro al silenzio stampa iniziale c’è probabilmente un’altra ragione che purtroppo accomuna troppe culture, residuo di un passato -non ovunque così passato- che vede la donna come un oggetto da possedere. Quante volte capita che uno stupro di gruppo venga considerato una “bravata” da ragazzi? Denunce prese ancor meno sul serio se la ragazza ha bevuto o è vestita in un certo modo. Motivo per cui la prostituzione non è così condannata; anzi, periodicamente viene proposto di legalizzarla. La pianificazione e l’estensione dei fatti di quella notte sono state le due caratteristiche che hanno fatto scattare l’allarme rispetto a un atto che altrimenti non sarebbe stato considerato rilevante. In fondo, per un gruppo di uomini, palpare una donna per divertirsi non costituisce una violazione della persona. Finché non verrà sradicato questo pensiero malato, le denunce passeranno sempre sotto silenzio.

Colonia ha dimostrato esattamente che non c’è giustificazione all’abuso femminile. Non importa come sei vestita, con quante amiche sei, in questo caso neanche se sei in mezzo a tanta gente. Colonia è l’emblema del fatto che le donne non sono ancora sufficientemente tutelate. Questo è il lato della questione che andrebbe affrontato: come garantire sicurezza alle donne nelle loro città. Non è una richiesta così utopica. Peccato che non sia mai all’ordine del giorno.

Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…