Colpa delle stelle

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Un film di Josh Boone. Con Ansel Elgort, Shailene Woodley, Laura Dern, Sam Trammell, Nat Wolff. Produzione: 20th Century Fox. Paese: USA. Anno: 2014. Genere: Drammatico. Uscita: 4 settembre. Durata: 125 min. Target: 14+. Titolo originale: The fault is our stars. Tratto dall’omonimo romanzo di John Green.

Con ironia e pathos Hazel e Gus riescono a sfidare il cancro e a vivere un amore infinito.

In che modo può essere raccontata una storia triste che susciti tenerezza e non una finta pietà? Sarà stata questa la domanda che John Green si è posto nel momento in cui ha deciso di scrivere una storia toccante e amara che non può lasciare indifferenti. E allo stesso modo, con cautela e rigore, attenendosi alle immagini del romanzo per non tradire le aspettative dei fans, Josh Boone ha portato sul grande schermo questo che non è un amore qualunque.

E non può esserlo perché, nonostante i protagonisti vivano la bellezza di questo primo forte batticuore con quell’intensità e con quella passione propria di ogni primo grande amore, il destino li sottopone a prove tanto dure da rendere precari non solo se stessi ma anche tutto ciò che li circonda.

Hazel Grace, 17 anni, reduce da un tumore tiroideo che si è lentamente irradiato nei polmoni, riesce a sopravvivere grazie alle cure di un farmaco sperimentale che pare dare su di lei buoni risultati. E’ una ragazza sensibile, matura, forse fin troppo per la sua età, combattiva e dotata di un grande senso del reale che non la allontana mai né dalla vita né dal destino di una morte incombente. E coi suoi occhi immobili e attenti rivela la voglia di vincere sempre e di non smettere mai di lottare. Augustus Waters ha 18 anni e una gamba bionica a causa di un cancro osseo che ha combattuto e che ha vinto. E’ spaccone fuori, e fragile dentro, terribilmente affascinante con quel suo sguardo sornione e ammaliante, incredibilmente ironico e amante della vita. Si incontrano – o sarebbe meglio dire, si scontrano – per caso in un gruppo di sostegno all’interno del quale teenangers che, come loro hanno sperimentato i dolori del cancro, chiacchierano e socializzano.

Ma ad accomunare Hazel e Augustus non è solo la terribile malattia, bensì un senso dell’umorismo che non li incattivisce e che li rende autoironici e strenui guerrieri. Sono forti tanto da dimenticare il mostro che è dentro di loro per vivere quell’amore che è un infinito più grande di tanti altri infiniti. Sono giovani ma già adulti perché combattono battaglie di una guerra che devono assolutamente vincere. Guardano con occhi veri la realtà, non desiderando l’altrui pietà, ma risposte utili per capire la vita e ciò che può continuare a esistere senza di questa.

Sperimentano il dolore nelle sue massime forme, ma restano adolescenti, innamorati della loro vita, sebbene si reggano su gambe finte, sebbene abbiano polmoni che non li ossigenino. Vivono così il loro amore con quel senso d’eternità e quel respiro di assoluto che accomuna tutti i grandi amori, combattendo sempre più eroicamente per annientare quel male che lentamente li allontana dalla Terra.

Da buon equilibrista, Boone oscilla tra il melodramma di un cancro che chissà se sarà annientato – e lo spettatore teme così l’accadere del peggio da un momento all’altro – e un’ironia spicciola e derisoria nei confronti di quello stesso male che tormenta e affligge i due bei protagonisti. Ed è proprio grazie a loro che Colpa delle stelle riesce ad alternare sorrisi e lacrime, gioia e dolore, compassione e rabbia, pathos e umorismo, non stancando mai, commuovendo sempre, e debellando così quella cinica idea per cui da una tragedia simile possa nascere un veicolo commerciale.

E’ un amore avversato dalle costellazioni quello di Hazel e Gus, due vite, le loro, fatte di trepidanti attese e di scarsa serenità. Nonostante ciò, sanno regalare sguardi felici e speranza da vendere anche a chi, come noi, ha ricevuto in sorte stelle meno avverse e una vita decisamente più fortunata.

 

Amo leggere, affidare i miei pensieri alla scrittura e viaggiare per scoprire la bellezza di tutto ciò che mi circonda. I classici latini e greci sono la mia più grande passione - e di questi ho fatto la mia ragione di vita -, insieme all'arte e alla pittura.