Come degli angeli custodi

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Era il 13 luglio di quest’anno. Io iniziavo il mio percorso con uno dei tanti angeli custodi presenti sulla faccia di questa terra. Si chiama Francesca e il primo giorno che l’ho vista ho capito che sarebbe stato un pezzo di puzzle importante della mia vita adolescenziale. Non venivo da un periodo felice ero in crisi per svariati motivi, forse il più importante era la ragione per cui ero lì, in quella stanza a cercare di rimettere insieme i pezzi.

Per farla breve avevo subito un intervento chirurgico di un certo tipo, non del tutto leggero e lei è stata designata come la mia accompagnatrice, una di quelle persone che incontri per la strada e senza chiedere nulla in cambio offrono la loro mano per te.

Così Francesca ha iniziato la sua opera di “restauro” su di me con passione e dedizione per sei lunghissimi mesi senza mai retrocedere un passo; anche quel giorno in cui mi ha visto arrivare di nuovo con le stampelle magari pensando che bisognava ricominciare tutto da capo, lei è andata avanti imperterrita nel compiere la sua opera di bene.

In questo centro di riabilitazione che porta il nome di un prete da poco beatificato ho potuto vedere persone che lasciano da parte i loro problemi per alleviare le ferite di altre persone.
Persone che toccano con mano le tue sofferenze e le tue cicatrici e che con il sorriso sincero di una persona che altro non vuole che vederti felice riesce a rimarginare anche quei segni invisibili dentro di te.

Persone di cui spesso non ci ricordiamo eppure loro come degli angeli custodi continuano a portare avanti la loro opera di bene, continuando a donarsi giorno per giorno a chi è più debole e ha bisogno di aiuto.

Oggi che tutto è finito mi guardo indietro e non posso fare altro che ringraziarla per tutto, per le sue mani, per il suo sorriso, per la sua simpatia, per la sua voglia di non arrendersi mai.

E non posso fare altro che ringraziare tutte le persone come lei che nel loro lavoro prima dei soldi mettono la salute delle persone e la loro felicità.

Per tutte quelle persone che lavorano nel sociale e che non avranno mai abbastanza spazio tra le brutte notizie rilasciate dai mass media, voglio urlare il mio grazie di cuore.

Cogitoetvolo