Come sarà l’agonia di Eluana

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In questi giorni si sta consumando una delle storie più tristi degli ultimi anni in Italia. Una donna sta morendo. Non sta morendo di morte naturale ma perchè qualcuno sta seguendo un “protocollo medico” preparato per non accanirsi più su di lei, in stato vegetativo permanente da 17 anni. Il protocollo prevede che le si tolga cibo e acqua. Il protocollo la porterà alla morte per fame e per sete. Ci vorranno diversi giorni, perchè un uomo a cui viene tolta l’alimentazione non muore subito: ci vuole del tempo e, sempre, arriva alla morte dopo atroci sofferenze. Ma Eluana forse non sentirà nulla. Forse. E dato che nessuno può affermarlo con certezza, il protocollo prevede che le si diano dei sedativi…

Ecco la descrizione di cosa di fatto sta già accadendo dal momento in cui le è stata interrotta l’idratazione.

15 giorni o forse di più per morire
Prima vengono ridotte del 50% alimentazione e idratazione. Poi, piano piano in tre o quattro giorni, si arriva alla sospensione totale. Una lunga o una breve agonia? I medici parlano di quindici giorni. Ma loro stessi sanno che ogni corpo ha le sue forze, le sue evoluzioni, le sue volontà. E’ dal’92 che Eluana vive sotto i colpi più duri del destino. Non è possibile fare un conto col calendario alla mano, ripetono gli esperti. Le saranno ridotte le dosi e, il funzionamento dell’organismo, andrà di pari passo con l’alimentazione. Il dimezzamento dell’apporto calorico, con il passare delle ore, si farà sentire su tutte le funzioni del corpo.

Prima i danni al cervello, poi al cuore
«Il primo organo che verrà colpito da questo “taglio” – spiega Giustino Varrassi, docente di Anestesia e rianimazione dell’università dell’Aquila – sarà il cervello. Che funziona grazie ad un mix equilibrato e costante di zucchero e ossigeno. Stiamo parlando di un organo che non ha la possibilità di metabolizzare altri elementi. E viene, dunque, danneggiato per primo. Sia si stia parlando di una persona con un cervello in buone condizioni sia ci si riferisca a pazienti celebrolesi». La testa, senza alimentazione e idratazione, è, dunque, la prima a non rispettare più le “regole” del corpo umano. Poi, il cuore. E, in questo caso, i danni sono fatali. Portano direttamente alla morte. «Il cuore è un muscolo e, come tutti i muscoli – aggiunge Varrassi – ha bisogno di liquidi ed elettroliti. Nel caso in cui dall’esterno non arrivi più nulla l’apparato cardiaco si blocca».

Disidratazione
E’ la mancanza di idratazione a “punire” l’organismo. Quello di Eluana come quello di ognuno di noi. Senza acqua e senza liquidi non abbiamo scampo. Lo squilibrio elettrolitico che ne deriva da questo deserto distrugge, ora dopo ora, il meccanismo a cascata del nostro organismo. «Privo di cibo, anche per lunghi periodi, il corpo umano può sopravvivere senza danni irreversibili – aggiunge Varrassi – ma, senza acqua, questi tempi si accorciano di molto».

Soffrirà? Un interrogativo a cui nessuno sa rispondere…
Dal ’92 è ferma in quel letto, nessuna comunicazione con l’esterno, una presenza assenza che ha portato il padre a questa battaglia Eluana, nelle prossime ore, soffrirà? Si accorgerà di quello che si sta facendo sul suo corpo? Domande banali, domande di pancia che sembrano sottigliezze di fronte alla polemica che sovrasta la sua vita. Eppure vere. I medici, di fronte a simili questioni, non rispondono con certezze. Chi le toglierà il sondino assicura che per lei il destino senza alimentazione e idratazione non le riserverà altre sofferenze. Probabilmente neppure nessuno spasimo. In tal caso si potrebbe intervenire con la sedazione. Ma un dato sembra ormai incontrovertibile: non sarà mai possibile accertare se Eluana soffrirà. Si può sapere con certezza se una persona ha dolore solo quando lo può esprimere, lo può raccontare con le parole, con il corpo, con il viso. Ma Eluana, da quel maledetto gennaio di 17 anni fa, non parla e non si muove.

Articolo di Carla Massi, Il Messaggero, 6 febbraio 2009

 

Saverio Sgroi

Educatore e giornalista, con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo degli adolescenti, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono il "capitano". Ma come tutti i capitani, non potrei nulla senza una grande squadra ;-)