Come una rosa

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Non so se qualcuno di voi abbia mai provato a coltivare una pianta di rose: tutto sembra semplice, la pianti, le dai l’acqua, e lei ti dà delle bellissime rose. In realtà non è affatto così: se uno infatti si limita a fare solo queste cose essenziali, la pianta di rose, anche se fosse la specie più bella e profumata, al massimo vi darà delle piccole roselline un po’ rachitiche che non farebbero una gran bella figura. Dove sta allora il problema? Il problema è che ci siamo limitati a dare a quella pianta di rose il minimo, acqua e terra. E lei ci restituisce il minimo: vive e fiorisce, l’essenziale per non morire.

Se invece vogliamo avere delle rose belle, con uno stelo lungo, belle da presentare, grandi e profumate, rigogliose, tali da far restare ammirato chiunque passa e le vede, dobbiamo dedicare alla pianta di rose una cura quasi quotidiana; non possiamo limitarci all’acqua e alla terra, ma dobbiamo seguirne la crescita passo dopo passo, dobbiamo zappare attorno per togliere le erbacce cattive, dobbiamo potarla in modo opportuno, dobbiamo proteggerla dai parassiti che le si attaccano, dobbiamo togliere con amore i boccioli in eccesso, lasciando quelli giusti, dobbiamo concimarla e innaffiarla negli orari giusti… Dopo tutte queste premurose cure, essa ci regalerà una rosa stupenda, che potremo cogliere e contemplarne la bellezza, e riempirci del suo profumo e dei suoi stupendi colori. Insomma, se daremo il massimo alla rosa essa ci regalerà, senza nemmeno farcene accorgere, il meglio di sè; in poche parole l’amore non richiede mai il minimo, ma l’amore, qualunque amore, richiede tutto, necessita del massimo sforzo, esige la totalità.

Già, perchè non ho scritto tutto questo per parlarvi di rose e giardini, ma per parlarvi di amore e di relazioni, relazioni tra persone a vario grado, dall’amicizia fino all’amore degli sposi.

Ogni relazione infatti è come una rosa: se vogliamo che fiorisca bene, che diventi quella rosa che tutti passando ammirano stupefatti, deve essere curata con tutte le attenzioni di cui si è capaci, bisogna prestare cura costante e, se è il caso, tanto sacrificio, perché nel giorno in cui preferiresti stare a casa sul divano devi alzarti e correre in giardino sotto il sole cocente per strappare le erbacce o per smuovere la terra.

Ogni relazione è un giardino in cui non puoi limitarti a dare il minimo, perché in questo modo sì, certamente le piante non moriranno (o almeno non subito), ma si renderanno pian piano rachitiche fino a quando, nel momento in cui uno non se lo aspetta, si scende in giardino e si trova una giungla di erbacce cattive che ha soffocato la rosa facendola morire lentamente, quella stessa rosa che poteva essere la più bella del mondo.

Ho conosciuto infatti giardini che erano dotati di tutte le caratteristiche per essere dei piccoli Eden, ma che per scarsa cura si sono trasformati in lande desolate, paludi malariche e selve oscure; sono le tante storie con un brutto finale di chi non ce l’ha fatta, di chi si illudeva che portare uno stipendio a casa, pulire e stirare le camicie bastasse a far vivere una coppia, di chi pensava che mangiare insieme la pizza il sabato bastasse per essere amici, di chi si era convinto che salutarsi velocemente una volta a settimana bastasse a mantenere una relazione… E quando meno se lo aspettavano si sono ritrovati con un giardino completamente arido e la carcassa di una rosa secca.

Ma dall’altro lato ho conosciuto anche giardini simili al Genoardo Reale, all’Eden primordiale, ricchi e rigogliosi. Sono i giardini di chi dimentica se stesso per il bene dell’altro, di chi sa che in tutto quello che fa deve aggiungere altro amore e, dopo averlo aggiunto, ne aggiunge altro ancora. Sono i giardini di chi non si risparmia nel lavorare e se sbaglia non si adagia e cerca di imparare a fare meglio. Sono i giardini di chi dopo una settimana di duro lavoro torna a casa tardi e trova il tempo di farsi bello per stare un poco solo con la sua sposa; di quella sposa che lascia tutto per dare una carezza al proprio marito o di quell’amico che sa cambiare i propri piani per venire incontro ai bisogni dell’altro, o di chi sacrifica le proprie cose per vederti solo per 5 minuti. Questi sono quei giardini dove il contadino scende e trova una splendida rosa, la guarda stupito dimenticando tutte le proprie fatiche e la raccoglie con cura portandola a casa alla sua sposa come il regalo più bello.

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!