Compagni di classe…da non perdere!

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Quando a scuola qualcosa con i compagni non andava bene e per un po’ era difficile convivere, c’era chi mi diceva che “i compagni di classe non ce li scegliamo e che non per forza devono essere tutti amici”. Insomma, bisognava avere pazienza e andare avanti, poiché le cinque ore sarebbero passate oppure impegnarsi per rendere migliore i rapporti interpersonali e di gruppo? Mentre si ragionava su queste possibilità, spesso, passavano non solo le giornate ma i mesi e pure gli anni; ci si ritrovava alla maturità e a dirsi “che sarà della nostra classe, che sarà di noi”?

Col senno di poi e con l’esperienza, si può affermare che molto dipende da cosa e come si è costruito negli anni: chi ha messo su muri, difficilmente potrà abbatterli, ma chi ha realizzato ponti, avrà l’occasione di renderli più solidi nel tempo, anche a distanza di anni. In ogni caso, quando si ritrovano le tradizionali foto di classe, quelle in cui si fa fatica a riconoscere se stessi, anche i “costruttori di muri” non possono fare a meno di ripercorrere quei vecchi tempi con un po’ di nostalgia. La tecnologia ormai, grazie ai social network, permette di far ricongiungere, a volte alla maniera di “Carramba che sorpresa!”, generazioni di studenti e crescono le pagine Facebook di vecchie classi che si ricercano. Naturalmente questo è solo il primo passo, poiché il secondo è quello incontrarsi per una pizza e, nel caso in cui siano passati molti anni, è facile essere “scortati” dal coniuge e dai figli.

L’estate che di solito divide gli studenti per le vacanze o per la fine di un ciclo, è pure il periodo migliore per le rimpatriate: chissà quante ce ne sono state da poco. Alcuni studenti, invece, riescono a mantenere i legami sin dall’inizio, in qualche realtà persino l’intera classe si vede puntualmente in diverse occasioni, sperando sempre che non siano funerali! Ma come si fa a non perdersi di vista? Possibile che dopo 1000 e più giorni passati insieme, nella buona e cattiva sorte, troppe volte si diventa in poco tempo degli sconosciuti? Come si dice: “Raccogliamo ciò che seminiamo”! Nel modo in cui avremo creato legami o rotture tra quei banchi, alla stessa maniera vivremo il dopo con i compagni.

La responsabilità non è solo degli studenti, infatti, importante è il modello di aggregazione che offre la scuola, la progettualità nel campo delle relazioni definita dai consigli di classe, la capacità del singolo docente di mostrare la bellezza di non essere ciascuno un’isola sperduta bensì isole interdipendenti in un bell’arcipelago. Quel ponte, realizzato nella sincerità da soli o con l’aiuto di qualcuno, sarà resistente pure quando non sarà percorso per anni, forse un po’ altalenante, ma sempre il luogo di incontro di due o più cuori che, per dirla con “Il piccolo principe”, si sono addomesticati a vicenda e hanno imparato a ritrovarsi a distanza, a valorizzare i minuti. Dimenticheremo le nozioni scolastiche, cambieremo l’aspetto, però non scorderemo mai chi abbiamo voluto bene davvero!

Ufficialmente Prof. di Lettere in un liceo di Catania, quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista, scrittore e educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire.