Cose che nessuno sa

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La perla che si forma in una conchiglia. Potenza delle immagini.

Cose che nessuno sa è un viaggio. Il viaggio di Margherita che cerca suo padre, sparito da casa dall’oggi al domani senza dire nulla. Il viaggio dell’adolescente che attraversa le tempeste della vita per diventare donna. Il viaggio di un professore un po’ in affanno che si è nutrito di amore poetico e deve fare i conti con l’amore in carne e ossa. Il viaggio del lettore in una riflessione profonda sull’amore e il dolore.

Intorno alla vicenda di Margherita danzano le famiglie: c’è la sua, infranta, c’è quella d’altri tempi della nonna Teresa, quella numerosa e affascinante della compagna di banco Marta, c’è la non-famiglia di Giulio, abbandonato dai genitori e cresciuto in una casa-famiglia.

Tutto comincia il giorno prima del primo giorno di liceo. All’ansia di un nuovo inizio si aggiunge la notizia ferale: suo padre non tornerà più a casa, è andato via, così, senza dire nulla. L’insicurezza della protagonista diventa un montagna insormontabile. Si sente sbagliata, fuori posto, aggredita dal mondo. Si chiude in un guscio. Si chiude nel bagno della scuola. La strada è in salita. Come la conchiglia che si chiude attorno a un brandello di corazza del predatore che vuole farla fuori, Margherita comincia ad elaborare il dolore, a confrontarlo con quello che vede e sente intorno a sé e in sé. Cerca i consigli dei più grandi, la nonna anziana e saggia, il professore di italiano che sembra saperne molto, la nuova amica Marta, solare anche se un po’ bislacca. Ma si rende presto conto che tocca a lei fare delle scelte. La lettura in classe di alcune pagine dell’Odissea svegliano in lei il coraggio di andare alla ricerca del padre per riportarlo a casa: anche lei, come Telemaco decide di non essere più una bambina e di affrontare la fatica di diventare grande. Abbraccia il suo sogno e si lancia in un’avventura che la farà diventare quello che il suo nome significa, una perla, preziosa e resistente…

Il secondo romanzo del D’Avenia è corale e molto ben costruito. Scorre con grande fluidità, le vicende dei personaggi si intrecciano in modo interessante e i sentimenti forti sono ben resi da una lingua piena di immagini e di metafore. Ogni tanto ci sono squarci di riflessioni che andrebbero incorniciate per la loro profondità e la loro verità. Parlano di amore, di femminilità, di vita, di coraggio, e anche di Dio. E non sono pensieri astratti e disincarnati. Vi si legge dietro l’esperienza e il contatto con la realtà. Come il professore del romanzo, il D’Avenia ha imparato che le storie sono belle, la poesia riempie il cuore, la letteratura fa sognare, ma la vita vera è sempre più ricca di qualsiasi libro, per quanto profondo e illuminato. Ed è piena, la vita, di cose che nessuno sa.

Come la ricotta nelle cassate della nonna Teresa, siciliana doc come l’autore, la grande letteratura infarcisce le pagine di Cose che nessuno sa, in modo esplicito (soprattutto l’Odissea, ma anche Shakespeare, Lee Masters, Il piccolo principe e tanti altri), ma anche implicito (Nietzsche in un sogno di Giulio, ragazzo che vive fuori dalle regole; Teresa d’Avila e le sette stanze del suo Castello interiore; echi potteriani nei pezzi di un puzzle a cui Margherita consegna pezzi della sua anima, ecc.).

E c’è spazio anche per tanta musica (De Andrè, soprattutto, e poi i Coldpaly, De Gregori e le colonne sonore dei film).

Nel gran calderone c’è tutto, e tutto va al suo posto. Il quadro che ne viene fuori è un piccolo capolavoro, colto e avvincente, spirituale e carnale, con pagine memorabili, come l’autore ci ha abituato in Bianca come il latte, rossa come il sangue.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Cose che nessuno sa
Autore: Alessandro D'Avenia
Genere: Sentimentale
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 334
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.