Creatività al potere

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Nell’immaginario collettivo la creatività sembra essere una specie di forza irrazionale, una sorta di trance, grazie alla quale alcune persone sono capaci di inventare storie, produrre musica, realizzare opere pittoriche o scultoree uniche. Non è così: conta il genio, che senz’altro gioca un ruolo determinante, ma accanto ad esso è necessario il lavoro di persone che siano capaci di tradurre l’idea geniale in un’opera fruibile, apprezzata dal suo pubblico, capace di suscitare emozioni o trasmettere idee. E, last but not least, fare soldi..

In nessun altro posto al mondo tutto questo è vero come a Hollywood, la fabbrica dei sogni. Come funziona questa ‘fabbrica’, cosa si propone chi produce i film, quanto lavoro c’è dietro alla realizzazione di un blockbuster è oggetto di Creatività al potere, che è un po’ come un viaggio dietro le quinte del cinema americano. Un viaggio in cui vieni a sapere, ad esempio, come si è costruito il sistema-Hollywood, dominato dalla sei maggiori case di di produzione, le Big Six (Paramount, Warner Bros, 20th Century Fox, Universal, Sony-Columbia, BuenaVista-Disney)  con tutta la rete di società satelliti e i loro legami con le grandi reti televisive americane (e non solo). Scopri cosa sia e come funzioni una  mailroom, luogo da cui comincia praticamente ogni carriera all’interno di una major del cinema. Vai a curiosare nelle dinamiche economiche del product placement o del marketing che spesso influisce a diversi livelli nella produzione dei film. Capisci cosa si vuol dire quando si afferma che l’industria cinematografica è in mano agli ebrei. Ti convinci, con dati ed esempi molto ben argomentati, che è proprio vero: alla fine ciò che fa il successo dei film è la storia se tocca le corde giuste del cuore di ogni uomo. Il potere della creatività, la creatività al potere.

Ma la parte più interessante di questo libro, che si legge quasi come un romanzo, è forse l’ultimo capitolo, dove si racconta la straordinaria storia della Pixar, la casa di produzione che dalla sua nascita a oggi ha prodotto tredici capolavori di animazione che hanno fatto sognare grandi e bambini di tutto il mondo (i tre Toy Story, Alla ricerca di Nemo, Gli incredibili, Up, Ribelle-The brave, ecc.). Steve Jobs, John Lasseter e i loro collaboratori sono stati capaci di realizzarlo perché hanno messo al centro della loro attenzione le storie (story first), hanno puntato molto sulla qualità (quality is the business plan), hanno creduto che la collaborazione costante, e non la competizione estrema, sia il contesto corretto per la nascita di storie indimenticabili.

A far da guida in questo avvincente viaggio nel backstage di Hollywood è un addetto ai lavori, che sa dove andare a cercare le informazioni. L’abbondante e precisa bibliografia del libro testimonia la validità delle ricerche e delle opinioni che l’autore espone. E per non accontentarsi solo di fonti indirette,  Fumagalli -che è anche direttore di un Master universitario dell’Università Cattolica di Milano per la forma sceneggiatori per la tv e che ha avuto tra i suoi docenti sceneggiatori come Randall Wallace (Braveheart, Pearl Harbour) e Vincenzo Cerami (La vita è bella)- ha intervistato personalmente molti protagonisti dell’industria cinematografica.

Dopo la lettura di un saggio così guardare un film non sarà più come prima.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Creatività al potere
Autore: Armando Fumagalli
Genere: Saggio
Editore: Lindau
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 347
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.