Crisi di pensiero?

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Qualche giorno fa sono stato ad un convegno, incuriosito da uno degli argomenti trattati: le prospettive dell’educazione oggi. Il relatore era una persona che conosco e che stimo molto.

A un certo punto del suo intervento ha citato il Papa, Benedetto XVI, il quale da tempo insiste sull’idea che i problemi che assillano le nuove generazioni, soprattutto in Italia, sono il risultato di una vera e propria emergenza educativa. Ed ha aggiunto: l’emergenza educativa è emergenza di pensiero, crisi di pensiero, perché le persone non pensano più, soprattutto i giovani, che vengono spinti a non pensare dalla cultura nichilista che ci avvolge.

Sono rimasto molto colpito da questa affermazione: crisi educativa = crisi di pensiero.

Ma è proprio vero che non pensiamo più? Che siamo più o meno tutti malati di appiattimento intellettuale? Che è una malattia di cui soffrono soprattutto i giovani?

Ho iniziato a pensare agli inizi di Cogitoetvolo… al motivo per cui è nato il sito… Alla mia convinzione sulle grandi risorse che hanno i ragazzi ed al fatto che molti non riescono ad usarle perché schiacciati da chi fa di tutto per manipolarli e condizionarli: consumismo, pubblicità, luoghi comuni… E finiscono per non pensare più con la propria testa.

Eppure la soluzione ci deve essere… C’è… E’ dentro di noi… Va tirata fuori… Forse non è facile, ma si può. Dopo tutto, alcuni di noi ci stanno provando.

Mi chiedo e chiedo a voi, lettori di Cogitoetvolo: che cosa fare per reagire al conformismo in maniera intelligente? Come uscire dall’appiattimento mentale nel quale si dibattono molti ragazzi e ragazze? Che strumenti abbiamo per recuperare la capacità di meravigliarci e di stupirci di ciò che è bello?

Sappiamo che è difficile ma la meta è ambiziosa e quindi vale la pensa perseguirla: cambiare il mondo, partendo dal pensiero forte e dalla cultura della vita….

 

Saverio Sgroi

Educatore con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo dei giovani, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono stato il "capitano" fino alla fine del 2016. Poi ho lasciato la barca ai più giovani, con la convinzione che sapranno condurla verso porti sempre più prestigiosi.