CV Talent #1: Anna Tonazzi, una voce nel coro

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“Quel che è certo è che continuerò a cantare. Sempre. Perché quel che sa regalare un Coro è bello da far piangere: la tua voce è fondamentale, ma proprio per questo non deve essere né sarà mai sola”.

Anna Tonazzi ha 22 anni e una grande passione: la musica. Ha iniziato ha cantare in un coro da bambina e da allora non ha più smesso, coltivando e alimentando con costanza un amore che sta fiorendo in numerose soddisfazioni e progetti. Perciò noi di Cogito siamo lieti di raccontare la sua storia.

Partiamo dal principio, quando nasce una passione come la tua?

Il mio primo approccio con la coralità è avvenuto all’asilo, un istituto durissimo dove si stava seduti al banco in silenzio durante la gran parte della giornata. A parte nell’ora di musica, quando la maestra Alessandra ci riuniva, trasformandoci in un coro. Ricordo con commozione la felicità che provavo nel sentire come il silenzio potesse esser reso bello dalle nostre voci, con la sicurezza che ognuna sarebbe stata supportata dalle altre senza mai sentirsi sola.

Emozione, divertimento, bellezza… ma la musica è anche disciplina.

Alle elementari eravamo obbligati a frequentare le attività di musica nella grande aula magna, dove il maestro Gilberto ci dirigeva con passione. E’ stato lui a insegnarmi la disciplina e la costanza nell’impegno, qualità che non ho mai dimenticato di conservare. Il maestro dirigeva anche un coro nel Duomo della città, tra tutti gli allievi della scuola chiese a me e a un altro ragazzo di entrarne a far parte. Ero ancora troppo piccola per comprendere l’importanza di quello che stavo vivendo. Pensavo che eseguire i vocalizzi fosse noioso, in realtà è fondamentale per imparare la tecnica.

Una passione ancora giovane, quindi. Quando è maturata?

In seconda media ho scoperto il coro del Liceo classico Jacopo Stellini, il 4 ottobre del 2010 mi sono presentata alla prima prova come soprano. Sono stati anni straordinari, meravigliosamente appaganti. Ho partecipato per cinque volte al Festival di Primavera a Montecatini Terme, una rassegna nazionale dedicata ai cori scolastici, che offre ore di studio con docenti di provenienza nazionale e internazionale e uno scambio arricchente con altri cori d’Italia e esteri, oltre alla possibilità di portare il proprio repertorio al cospetto di una realtà vasta e totalmente nuova. Abbiamo lavorato con Mauro Marchetti sulla musica rinascimentale, con Luigi Marzola su Vivaldi, con Luigi Azzolini su Handel, con Ennio Clari su brani per voci femminili da lui arrangiati e con Maud Hamon-Loisance su un repertorio di brani dedicati alle donne.

Nella storia di ogni giovane talento c’è sempre una possibilità o un’audizione chiave, importante e irripetibile. Qual è stata la tua?

Nell’agosto 2016 ho scoperto un’opportunità che mi ha lasciato senza fiato: l’audizione per il Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia, che sarebbe stato diretto da Petra Grassi, maestra di fama internazionale. Studiai autonomamente, mi applicai con tutte le mie forze, desideravo essere ammessa più di qualsiasi altra cosa: sapevo che sarebbe stata una svolta. Ce la feci, e tuttora sono parte di questo Coro che è sempre più la mia seconda casa, il luogo dove posso essere me stessa, dove non sono mai sola.

Sei tornata per la sesta volta al Festival di Primavera?

Sì, siamo tornati a Montecatini per il progetto Officina Corale del Futuro organizzato da Feniarco, l’ente nazionale responsabile del supporto delle realtà corali italiane. Grazie a Michael Gohl abbiamo avuto la possibilità di studiare brani di epoche e lingue diverse e di conoscere i colori che dipingono le armonie del Sudamerica sotto la guida di Virginia Bono. Abbiamo raccontato con la musica la storia della nostra regione agli altri undici Cori giovanili regionali. E abbiamo cantato nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze con il Coro Giovanile Italiano e altri 27 cori scolastici il brano scritto apposta per l’occasione da Giovanni Bonato e Andrea Venturini, Multi unum corpus sumus. Un’esperienza straordinaria, che porteremo sempre nel cuore.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il Coro Giovanile del Friuli ha in programma, oltre a numerosi concerti, la partecipazione al festival europeo Europa Cantat a Tallinn, in Estonia, nell’estate del 2018. Per quanto riguarda me, a maggio ho iniziato a studiare canto, il che non solo mi ha dato sicurezza, ma mi ha permesso anche di essere accolta nell’ensemble vocale Vikra, gruppo di cui sarò membro ufficiale da settembre 2017. Con Vikra parteciperò a eventi di notevole importanza tra cui Corovivo, il concorso regionale che si terrà a Cividale il 29 ottobre, e il Concorso Nazionale ad Arezzo che si svolgerà a novembre. Non dimentichiamo che Vikra ha alle proprie spalle diverse vittorie, come il recente primo posto al Concorso Nazionale di Vittorio Veneto.

E il tuo sogno nel cassetto?

Ultimamente in un centro estivo mi sto impegnando a creare un piccolo laboratorio corale in cui cerco di trasmettere ai bambini la mia passione e il mio entusiasmo. Ma il mio progetto più ambizioso è provare l’audizione per il Coro Giovanile Italiano. Sarà difficilissimo, ma darò il massimo. Quel che è certo è che continuerò a cantare. Sempre. Perché quel che sa regalare un Coro è bello da far piangere: la tua voce è fondamentale, ma proprio per questo non deve essere né sarà mai sola. E questa per me è l’essenza della vita, un sogno che con una manciata di note e di voci consapevoli diventa realtà.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".