CV Talent #4. Elia: futuri piloti imparano a volare

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Elia Silvestris, 19 anni, insieme ad alcuni amici appassionati ha ideato la Virtual Fighter School, una scuola di volo virtuale che ha l’obiettivo di avvicinare i ragazzi e le ragazze al mondo dell’Aeronautica.

Questo mese il nostro talento vola lontano. In alto, nel cielo. Su un aeroplano virtuale. Sto parlando di Elia Silvestris (19 anni) che insieme ad alcuni compagni ha ideato Virtual Fighter School, una Scuola di Volo virtuale sviluppata sul programma di addestramento Allievi Piloti dell’Aeronautica Militare Italiana, che offre la possibilità di affrontare in prima persona le sfide e le emozioni vissute da un pilota.

Nei primi anni il team di Elia ha riprodotto il reparto militare di una delle Aerolinee Virtuali più grandi d’Italia. In seguito, la collaborazione con alcuni Ufficiali Piloti dell’Aeronautica Militare e personale ATC ha permesso la genesi della scuola di volo, che non è soltanto «un appassionante percorso ludico-formativo», ma anche un programma di addestramento e una community di amici. Tecnicamente parlando, il progetto VFS crea plugin per un programma sviluppato da una azienda aeronautica, la Lockheed Martin.

Grazie alla passione dei suoi ideatori il progetto VFS è cresciuto moltissimo e inizia a comunicare con altre realtà, con l’intento «di espandere la community e diventare uno dei punti di riferimento del volo militare virtuale».

Prima di entrare nel vivo del progetto, Elia, parlaci un po’ di te.

Frequento la quarta liceo linguistico a Milano. La mia più grande passione è quella per il volo, nata quando ero piccolo grazie alla vicinanza di una base militare e quindi dei velivoli che sfrecciavano sopra casa. Il mio interesse è maturato, sempre di più, e mi ha portato ad approfondire molti tecnicismi grazie anche all’aiuto di alcuni piloti militari con cui poi ho sviluppato il progetto. Oggi VFS occupa buona parte del mio tempo libero.

Una bellissima passione, sicuramente poco comune! Com’è nato il progetto?

Tutto è nato dalla collaborazione di un gruppo di amici, ovviamente appassionati del settore, che ho avuto il piacere di conoscere bazzicando nell’ambiente. Ci siamo dati come obiettivo la possibilità di ricreare attraverso il simulatore buona parte dell’Iter formativo. La prima fase è stata quella di analisi e adattamento del programma di addestramento reale alle capacità del simulatore, anche attraverso il consulto di piloti reali. La seconda fase ci ha portato alla creazione del materiale (scenari di volo, missioni, aeroporti, ecc). La terza fase è stata quella della formazione di nuovi istruttori virtuali per aumentare l’organico iniziale; gli istruttori hanno il compito di supportare i nuovi iscritti alla scuola di volo virtuale e di seguirne la formazione. Logicamente, dovendosi adeguare alle procedure reali, la struttura è sempre in continuo aggiornamento e ogni giorno si raggiunge un nuovo traguardo.

Il vostro obiettivo?

Il progetto VFS vuole avvicinare i ragazzi al mondo aeronautico, in altre parole essere il punto di riferimento per chi vuole diventare un pilota militare, ma anche per chi ha preso un’altra strada e tuttavia coltiva da sempre nel cuore il sogno di volare».

Immagino che il progetto richieda tantissimo lavoro. Quanti siete a gestirlo?

Ad oggi siamo venti membri attivi per la parte piloti. I controllori del traffico aereo invece sono reali controllori di Forza Armata tutt’ora in servizio e vanno a rotazione in base alla disponibilità.

Quali collaborazioni vi hanno dato più soddisfazione?

Le collaborazioni più importanti sono state quelle con alcuni gruppi europei simili a VFS che ci hanno portato a volare nei cieli virtuali di quasi tutta Europa.

Avete avuto delle battute d’arresto?

Per ora no, non abbiamo avuto crisi.

Perché un ragazzo dovrebbe entrare nell’aeronautica?

L’Aeronautica ricopre un ruolo di fondamentale importanza per il bene del paese. Oltre ad assicurare la sorveglianza e la difesa dello Spazio Aereo italiano garantisce servizi sanitari per le persone in pericolo di vita utilizzando i propri assetti. Per entrare in Aeronautica ci vuole grande passione e soprattutto si deve essere consapevoli del fatto che la vita del pilota non è come i film tipo Top Gun fanno credere.

Quante delle persone che usano il vostro programma sono donne? C’è una differenza nel loro percorso formativo per diventare piloti?

In VFS non è ancora presente una quota rosa, ma se dovessimo avere adesioni femminili la formazione come in real non varierebbe e le difficoltà sarebbero le stesse in cui si imbattono i piloti maschi. Anche in AM la distinzione dei sessi ai fini del percorso non incide minimamente al giorno d’oggi.

Quali sono i tuoi progetti personali per il futuro?

Da qualche anno sono convinto di voler trasformare questo hobby in un lavoro. Dopo aver finito le superiori vorrei provare a entrare nell’Aeronautica come pilota e quindi accedere alla facoltà di Scienze Politiche.

Quali sono i progetti per il programma invece?

Il programma VFS è sempre in continuo aggiornamento e ogni giorno si possono presentare novità o nuovi progetti; sicuramente l’obbiettivo primario è quello di aumentare i piloti, mantenendo lo standard medio-alto.

 

Ringraziamo Elia per aver condiviso con noi la sua passione e il suo progetto. Se volete entrare nella Virtual Fighter School seguite questo link.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".