Desiderata

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Martedì pomeriggio. Sono in una sala d’attesa di uno studio medico. Sono seduta qui già da quaranta minuti e sto giocherellando con il cellulare. Il tempo non passa comunque, mi sto davvero annoiando. Osservo un po’ intorno a me. C’è la signora che racconta ogni cosa del suo quartiere, quella che le risponde lamentandosi dei suoi vicini, c’è il signore infastidito che scuote l’orologio per accertarsi che funzioni ancora (funziona!), la ragazza che sfoglia un settimanale, il suo fratellino che divora una dopo l’altra le caramelle che stanno sul tavolo, il ragazzino connesso su facebook, il signore che fa commenti sulla situazione meteorologica (il fine settimana porta pioggia). Annuisco dispiaciuta a quest’ultimo e abbasso nuovamente lo sguardo sul telefonino. Scorro il menù sempre più annoiata. Non so più cosa fare. Questa volta invece di fissare le persone, osservo le pareti gialle. I soliti poster informativi, uno colorato sull’anatomia del corpo umano, uno sull’importanza dell’igiene quotidiana, un dipinto paesaggistico e poi un testo più o meno lungo che da qui non riesco a leggere. Sono miope. E ho lasciato gli occhiali a casa. Considerato che è passata un’ora e il mio fondoschiena  si è davvero appiattito (ottimo per la prova costume), decido di alzarmi per sgranchirmi le gambe e mi avvicino a quel testo sfocato, che a poco a poco diventa sempre più leggibile per me. In alto c’è scritto “Desiderata”. Non ne ho mai sentito parlare. In basso a sinistra, invece, sta scritto “Trovata nell’antica chiesa di San Paolo, Baltimora, 1692”. La leggo e mi piace. Penso sia davvero bella. Ho giusto il tempo di segnare il titolo e arriva il mio turno, finalmente.

Tornata a casa, accendo il pc e mi ricordo di quella poesia che avevo letto nella sala d’attesa. Inserisco il titolo nel motore di ricerca e la trovo al primo colpo. Ci sono tantissimi risultati. Praticamente sono l’unica a non conoscerla (e quando mai!). A quanto pare, però, l’indicazione riguardante la data e il luogo di ritrovamento è errata. La Desiderata infatti è una poesia in prosa dello scrittore statunitense Max Ehrmann, che la scrisse e la pubblicò nel 1927. Nel 1957 (Ehrmann era morto nel 1945) la poesia fu inserita in una raccolta di preghiere, compilata dal reverendo Frederick Kates, parroco della Saint Paul’s Protestant Episcopal Church di Baltimora. Il titolo della raccolta era “Old Saint Paul’s Church, Baltimore A. D. 1692”, anno della fondazione della chiesa. Negli anni seguenti  si diffuse la falsa notizia che la Desiderata fosse stata rinvenuta in tale chiesa e che fosse stata composta da un autore anonimo proprio nel ‘600. Continuando a leggere la curiosa storia di questa poesia, scopro che una sua copia fu ritrovata sul comodino del politico statunitense Adlai Stevenson, morto nel 1965. Questo ritrovamento rese così famosa la prosa della Desiderata, tanto da farla diventare, in seguito, un simbolo pacifista per il movimento Hippy, che contribuì alla diffusione del testo. A seguito del suo successo, fu appurato che l’autore della Desiderata è Max Ehrmann, e che la data di composizione è, appunto, il 1927.

Riporto di seguito una traduzione italiana della Desiderata. Non inserisco commenti o analisi alcuna. Ho paura di sporcare questa semplice verità che è la Desiderata: un augurio, un consiglio, un promemoria giornaliero. La Desiderata.

 

Passa serenamente tra il rumore e la fretta,
e ricorda quale pace ci può essere nel silenzio.

Finché è possibile, senza cedimenti,
conserva i buoni rapporti con tutti.
Di’ la tua verità con calma e chiarezza,
e ascolta gli altri,
anche il noioso e l’ignorante,
anch’essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone volgari e aggressive,
esse sono un tormento per lo spirito.

Se ti paragoni agli altri,
puoi diventare vanitoso o aspro,
perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.

Rallegrati dei tuoi successi come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benché umile,
è un vero patrimonio nelle fortune mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari,
poiché il mondo è pieno di inganno.
Ma questo non ti renda cieco su quanto c’è di virtuoso,
molte persone lottano per alti ideali,
e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso.
Specialmente non fingere negli affetti.
E non essere cinico riguardo all’amore,
perché a dispetto di ogni aridità e disillusione
esso è perenne come l’erba.

Accetta serenamente l’insegnamento degli anni,
abbandonando con grazia le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d’animo per difenderti dall’improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie oscure.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di una sana disciplina,
sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell’universo,
non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no,
senza dubbio l’universo va schiudendosi come dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi affanni e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la pace con la tua anima.

Nonostante tutta la sua falsità, il lavoro ingrato ed i sogni infranti,
questo è ancora un mondo meraviglioso.
Sii allegro.
Sforzati di essere felice.

Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.