Di che cosa sa un bacio di attesa e desiderio?

3

E’ una bellissima ragazza, lei. Eppure a me interessava andare aldilà di questo. Volevo scoprire che cosa custodisce il suo cuore, i suoi sogni, progetti e ideali. Per questo volevo conoscerla, senza fretta e senza prenderla in giro, e per questo nelle nostre prime uscite non c’è stato un bacio”. Parole, queste, che sanno tanto di attesa e di desiderio. E che stupiscono nella loro semplicità e bellezza, soprattutto se è una ragazzo di vent’anni a confidarmele.

Una scelta che sorprende. Che scardina la superficialità dei comportamenti di tanti ragazzi e ragazze, disposti a condividere una sola serata, nulla di più. Le delusioni sono state troppe, forse, e i sogni più desiderati infranti. Così non c’è più voglia di attesa perchè non se ne coglie più nemmeno il senso.

E’ difficile aspettare. Il fatto è che non aspettiamo più nulla, e abbiamo dimenticato troppo facilmente quel sapore di magia e di attesa che rende le cose più belle, più vere e più piene. Diventa faticoso non avere tutto e subito, in particolar modo in amore. Ma c’è un’intensità diversa, se c’è attesa, e la realtà acquista il colore di una sfumatura preziosa e meravigliosa.

Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d’amore  […]. Che interesse avrebbe una scogliera, una foresta, un rudere se non vi fosse implicata un’attesa? E attesa di che se non di lei, della creatura che ci potrebbe fare felici?” (Dino Buzzati, Un amore).

E quando poi incontriamo quello sguardo, quella persona che ci pone a faccia a faccia con il destino, e quando il destino si svela attraverso quell’incontro e quell’incontro non è mai come l’avevamo immaginato, è facile essere travolti dalla velocità a cui ci costringe il mondo di oggi. Scoprire che ci sono ragazzi capaci di aspettare per stupire e farsi stupire a poco a poco è una grande bellezza e una grande ricchezza. Ci accorgiamo allora quanto vale l’istante di uno sguardo, l’incontro di un volto e il silenzio di un sorriso. Dietro tutto ciò si nasconde un cuore alla ricerca di una relazione autentica, piena di verità e di significato, senza finzione e data di scadenza. Perché se “l’attesa è lunga; il mio sogno di te non è finito”.

Articolo tratto da Il blog Letterario

Ventenne, con tanti sogni e progetti. Intanto studia Lettere Moderne. Quando può prende la valigia e se ne va. Non importa dove: ama viaggiare come scrivere. Si annoia facilmente, per questo ha aperto il suo blog www.ilblogletterario.com dove parla del bene e del bello nascosti nella quotidianità.

  • Ilaria T.

     Perché se “l’attesa è lunga; il mio sogno di te non è finito”…. 🙂 L’arte della pazienza dell’attesa è tra le più difficili da imparare…direi quasi che è seconda solo all’arte di amare 🙂

  • Mi piace anche a me!

  • Giorgio Crico

    e che dire allora, di uno che conosco, che sta corteggiando, incessantemente, tutti i giorni una ragazza da 8 mesi e passa e la tratta dandole tutto sé stesso senza metterle fretta o pressione? può sembrare uno zerbino, ma secondo me è solo uno che sa amare davvero