Diminuiscono gli aborti? No, aumenta l’ignoranza

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Il ministro della Salute Fazio, con la consueta relazione annuale al Parlamento, ha reso noto i dati sul numero di aborti avvenuti nel 2010 che ammontano a più di 115.000. Si registra una flessione del 2,7% rispetto al 2009 e del 50% rispetto al 1982, anno in cui le italiane abortirono di più in assoluto. C’è da rimaner contenti dunque? Di primo acchito verrebbe da dire di sì, dato che gli aborti negli ospedali diminuiscono.

Ma poi, ad un esame più attento di questi dati e di altri, l’allegria evapora immediatamente. Innanzitutto una sola vita innocente stroncata nel ventre della madre e addirittura con la benedizione dello Stato grida vendetta al cielo. E qui le vite innocenti sono esattamente 115.372. Una città di medie dimensioni cancellata in un solo anno. Un aborto ogni 4 minuti e mezzo. Se per ipotesi qualcuno ci informasse che nei campi di concentramento nazisti o nei gulag sovietici il numero delle vittime era in decremento durante gli ultimi anni di totalitarismo, di certo nessuno di noi farebbe i salti di gioia.

In secondo luogo c’è da domandarsi se quella cifra di 115.000 è comprensiva davvero di tutti gli aborti procurati che avvengono nel nostro paese. Purtroppo no. Infatti mancano all’appello gli aborti prodotti dalla pillola del giorno dopo, che può avere effetti non solo contraccettivi ma anche anti-impiantatori. Dato che l’anno scorso sono state vendute 380mila confezioni – di cui circa il 50% a giovani sotto i 20 anni – si calcola che gli aborti provocati da questo preparato chimico siano intorno ai 70.000. A questi dobbiamo sommare anche quelli della cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo, la Ellaone (reperibile agevolmente sebbene nel 2010 fosse ancora fuori legge), del Cytotec, che non è un preparato abortivo ma nel mercato nero viene venduto con tale funzione, della pillola anticoncezionale, perché anch’essa in alcuni casi può provocare aborti, della spirale e dei cerotti ormonali. Quanti sono? Difficile dirlo dato che sono cripto-aborti. Comunque facendo una stima al ribasso sicuramente qualche centinaia di migliaia.

Da appuntare poi il fatto che molti di questi preparati sono di ultima generazione e quindi è facile supporre che le donne negli anni abbiano preferito la via della pillola più o meno abortiva piuttosto che il ricovero in ospedale. Dunque il numero di aborti ufficiale diminuisce dai primi anni ’80 ad oggi anche perché, con buona probabilità, gli aborti chirurgici si sono trasformati in aborti chimici. Questi ultimi forse sono pure aumentati. Se infatti andiamo a vedere ad esempio il numero di confezioni vendute di pillola del giorno dopo constatiamo che questo numero cresce di quasi 10.000 unità all’anno.

Ma il computo di morte, ahinoi, non si ferma qui. Il Ministero della Giustizia ci informa che nel 2010 i procedimenti per aborto clandestino ammontavano a 199. E il trend, ci conferma sempre Ministero, è in crescita. Ora è intuibile che questo numero è la punta dell’iceberg di un fenomeno assai più esteso, dato che si finisce davanti ad un giudice solo se nella pratica dell’aborto clandestino qualcosa è andato storto. Se fila tutto liscio e nessun fa opera di delazione è quasi impossibile che il fattaccio finisca in aula di tribunale. Tutto questo per dire che i 199 aborti clandestini registrati dal Ministero sono solo la parte emersa di un continente di aborti clandestini di ben più ampie dimensioni e di difficile calcolo. Alla faccia poi di chi diceva che grazie alla 194 la piaga degli aborti praticati in clandestinità sarebbe stata debellata.

In sintesi, anche se è difficile fare stime precise a motivo delle modalità al buio attraverso cui avvengono questi aborti, forse i bambini che nel nostro paese non riescono a vedere la luce perchè soppressi nel seno della propria madre potrebbero sfiorare complessivamente il milione.

Insomma gli aborti non stanno diminuendo, quello che sta diminuendo semmai è la nostra conoscenza reale del fenomeno, sempre più occulto e sempre meno “socializzato”, per usare un’espressione cara al fronte pro-choice.

Allora il vociare entusiasta intorno alla 194 come legge che funziona è ingiustificato. Non solo per i dati prima riportati, ma a monte anche per una considerazione quasi banale nella sua evidenza. La 194 è una legge che permette di abortire. Ora un norma che agevola una condotta di certo non fa diminuire il numero di persone che fanno propria quella condotta, ma lo fa aumentare. Se domani si depenalizzasse il furto, questo ex reato da domani di certo si diffonderebbe maggiormente. Perciò è certo che la 194 ha fatto aumentare il numero di aborti e non li ha diminuiti. Con buona pace delle relazioni ministeriali.

Articolo tratto da La Bussola Quotidiana

 

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