Dio di illusioni

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Richard Papen vive a Plano, California, ha due genitori gretti e il sogno di andare a studiare in un college prestigioso. Riesce a entrare, contro il parere della famiglia, ad Hampden, nel Vermont, a migliaia di chilometri da casa. Lì, subito, rimane affascinato da un gruppetto di cinque ragazzi che costituiscono l’elite del college. Sono belli, ricchi e liberi. Frequentano i corsi tenuti da Julian Morrow, un professore di antichità classiche piuttosto eccentrico e autonomo che fa scuola nel suo studio e sceglie solo gli studenti migliori. E Richard, che ha studiato un po’ di greco e ama la letteratura, riesce a entrare nel gruppo dei ‘prescelti’.

Julian affascina i suoi studenti con lezioni poco convenzionali sulla cultura greca e latina. Parla con loro in greco antico e cerca di trasmettere loro il culto della bellezza. Oltre a Richard seguono il corso Henry, dalle capacità linguistiche fuori dal comune, il pupillo del professore, ragazzo ricco e carismatico, in cui tutti riconoscono il leader del gruppo; Francis, un ragazzo di famiglia nobile, viziato, ipocondriaco, esteta; Edward detto ‘Bunny’, rozzo e impulsivo, dice sempre quello che pensa, è meno smart degli altri e per questo trattato da loro con complesso di superiorità; e poi Charles e Camilla, due gemelli, lui irrequieto e passionale, scontroso, lei eterea, indecifrabile, di una bellezza non appariscente ma che pure fa innamorare.

È intorno a questi sei studenti, tutti ben caratterizzati, che si costruisce il romanzo. Il racconto in prima persona di Richard ripercorre un anno di vita al college e le complesse relazioni che si intrecciano tra loro. Relazioni di complicità, ma anche gelosie e incomprensioni, rancori. Sullo sfondo un mondo classico del quale i ragazzi hanno assorbito il fascino che viene soprattutto da una religiosità irrazionale, da una bellezza fatta di eccessi, dall’elemento dionisiaco (è lui, Dionisio, il dio di illusioni).

«È un’idea tipica dei greci, e molto profonda» insegna Julian ai suoi studenti. «Bellezza è terrore. Ciò che chiamiamo bello ci fa tremare. E cosa potrebbe essere più terrificante e più bello che perdere ogni controllo?»

Tutto il romanzo è animato da questo pensiero: il fascino di non avere limiti, di poter vivere una vita oltre ogni regola. La ricerca dell’evasione come sogno di una vita, la ricchezza che risolve ogni problema col denaro: Henry, Richard e i loro colleghi, sono affascinati. È un fascino che all’inizio attira ma può avere esiti drammatici. Il libro inizia in modo drammatico: uno del gruppo muore, e sono proprio i suoi compagni a causarne la morte. Da questo evento prende avvio il racconto di Richard che nella prima parte cerca di spiegare come si sia giunti a quel punto e nella seconda cosa è avvenuto dopo. Fino al termine, per certi versi inaspettato, per altri quasi necessario.

Non è un romanzo leggero. La storia è dura. La vita del college, e in particolare di questi ragazzi invasati, esaltati dalla loro ‘cultura’, è fatta di feste, alcol, qualche pasticca di troppo. Credono di poter trasgredire ogni regola. Uno di loro, più fragile, ha tendenze omosessuali. Tra i due gemelli c’è una intimità che in qualche momento fa pensare che vada oltre quella che ci può essere tra fratelli. Ma di tutto questo si parla senza compiacimento. Non c’è morbosità. Anzi, sembra di assistere allo sgretolamento della personalità di questi giovani che avrebbero potuto attingere a ciò che di più ricco ed elevato hanno trasmesso gli antichi e invece finiscono per rovinare le loro esistenze. Non ci si può abbandonare a una ricerca della bellezza senza coscienza, senza morale, sembra concludere Richard. E, ciò che più dispiace, il professore che avrebbe dovuto spiegarlo ai suoi studenti, osserva tutto senza intervenire.

Quando uscì, nel 1992, Dio di illusioni fu un caso letterario, con milioni di copie vendute in tutto il mondo. Donna Tartt, allora appena ventottenne, era alla sua prima opera. Ma già dimostrava una ottima padronanza della penna e una grande capacità introspettiva, che è ciò che più si apprezza nei suoi romanzi e in particolare in questo.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Dio di illusioni
Autore: Donna Tartt
Genere: Romanzo di formazione
Editore: BUR
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 622
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.