Disabili? No, supereroi!

0

Un giovane ingegnere robotico ha inventato delle protesi per bambini ispirate al mondo dei supereroi, per trasformare la disabilità in un superpotere.

Accettare di non avere una mano o un braccio e di doverlo sostituire con una protesi non è facile e lo diventa ancora meno quando si parla di bambini. Come se l’handicap di per sé non bastasse, il costo delle protesi tradizionali è molto elevato, si aggira tra i 30 e i 40 mila euro, perciò raramente un’assicurazione sanitaria è disposta a coprirne le spese. Eppure le persone amputate nel mondo sono circa 11 milioni, 1 milione dei quali sono bambini. Per questi ultimi, poi, il costo delle protesi diventa ancora più elevato, poiché devono essere cambiate regolarmente, di pari passo con la crescita. Tuttavia, è proprio nei momenti e nei contesti più difficili che nascono gli eroi.

Joel Gibbard, laureato in robotica all’Università di Playmouth (UK), ha avuto l’idea in grado di migliorare la vita di migliaia di bambini. Grazie a uno scanner digitale e alla stampa 3D è riuscito a progettare e creare un nuovo tipo di mano artificiale, funzionale ma soprattutto economico. Infatti, pur essendo ad altissima tecnologia, un singolo apparecchio, fatto da un filo di plastica, costa “solo” 3 mila euro, il che lo rende accessibile a molte più famiglie rispetto a una protesi tradizionale.

Quando si parla di protesi, però, la tecnologia non è tutto: la psicologia gioca un ruolo chiave, specialmente nell’età evolutiva, quando si corre maggiormente il rischio di sentirsi “diversi” nel senso negativo del termine. Ed è qui che entra in gioco il genio dell’ingegnere inglese: le protesi, infatti, non sono disegnate per essere simili agli arti naturali, ma per assomigliare a quelli dei supereroi. È così che la start-up fondata da Gibbard, la Open Bionics, definisce i suoi apparecchi sostitutivi:«le mani bioniche più piccole del mondo», destinate a trasformare i bambini da “diversi” a “super”. Le protesi, infatti, sono dotate di luci a led con una doppia valenza: da una parte ludica, perché offrono al bambino che le indossa uno spettacolo di luci a ogni movimento, rendendole più simili a giocattoli, dall’altra clinica, poiché servono ai medici per rilevare la forza della presa del bambino.

La Open Bionics ha presentato il suo progetto al Techstars’ Disney Accelerator Demo Day, un programma di tre mesi che mette in palio 120 mila dollari per le start-up più innovative e interessanti che vogliono coinvolgere l’universo Disney. Per l’occasione sono state ideate tre tipi di protesi, rispettivamente ispirate al braccio bionico di Tony Stark (Iron Man), ai poteri della regina delle nevi Elsa (Frozen) e alla spada laser di un jedi (Star Wars).

«La missione è quella di creare e rendere democratica la tecnologia» dice Gibbard «Noi trasformiamo le disabilità in superpoteri». Ed è così che, attraverso un mix di creatività, competenza e generosità, Gibbard ci dimostra che ognuno di noi ha il potere di cambiare in meglio le vite degli altri. Perché in qualunque ambito, dall’economia alla politica, dalle scienze alla letteratura, spesso basta una piccola idea, un piccolo progetto, per dare un grande aiuto a chi ha bisogno.

 

 

 

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".