Donne e stupri: impariamo a proteggerci!

0

Mentre le notizie di donne stuprate sono costantemente all’ordine del giorno, impariamo a tutelarci, a non fidarci, a difenderci, a evitare quelle situazioni in cui le cose degenerano e potrebbero finire male.

Non so voi, ma io ogni volta che apro un giornale o accendo il TG sento parlare di uno stupro. Rimini, Firenze, Roma, la mappa delle violenze sulle donne si espande ogni giorno. Non voglio parlare della polemica sul “doppiopesismo dei media”, secondo cui gli stupratori di Rimini, extracomunitari, sono più brutti e cattivi dei carabinieri di Firenze (che per il momento sono ancora presunti stupratori). Non voglio neanche raccontarvi la dinamica dei singoli eventi, perché non serve srotolare particolari, affermazioni, urla e posizioni per comprendere la gravità del fatto – e su questo purtroppo molti giornalisti la pensano diversamente.

Quello che interessa a me, come donna, è capire se e dove hanno sbagliato le ragazze, cioè come hanno fatto a finire in quelle situazioni. Si sono fidate di sconosciuti? Sono passate per luoghi isolati? Hanno fatto amicizia troppo velocemente? Sono tornate a casa da sole a notte fonda? La risposta, nella maggioranza dei casi, è sì.

Ora, suppongo di non essere l’unica persona al mondo ad aver avuto genitori accorti, per intenderci di quelli che ogni sera ti chiedono quando torni? e con chi torni? I miei genitori si sono sempre preoccupati del mio ritorno a casa e mi hanno insegnato a fare altrettanto. Conosco però tante ragazze che non lo fanno, che tornano a casa a notte fonda, su mezzi pubblici, da sole, passando per parchi o strade isolate. Mi piange il cuore a dire certe cose, perché sogno un mondo migliore in cui ogni donna può andare in giro da sola, a qualunque ora, senza sentirsi in pericolo. Ma il mondo di oggi non è così, perciò, ragazze, IMPARIAMO A PROTEGGERCI.

A proteggerci anche dai nuovi amici. Perché non è detto che il ragazzo che conosci in discoteca, anche se ti piace, anche se vi scambiate i numeri e se lui sembra carino e gentile, non è detto che sia davvero carino e gentile. Ancora una volta, è brutto da dire, ma IMPARIAMO A NON FIDARCI, a conoscere bene le persone prima di tornare a casa con loro, prima di farci dare un passaggio in macchina, prima di appartarci chissà dove. Dopotutto ce lo insegnano anche i film che le persone peggiori spesso si nascondono dietro le facce più rassicuranti. Un momento di incoscienza può costarci la vita. E se dovessimo spendere qualche soldo in più per chiamare un taxi – invece che tornare coi mezzi, a piedi o con degli sconosciuti – allora beviamo un drink in meno e garantiamoci un ritorno sicuro.

E ora veniamo al bere. Non sarò certo io a dire che non bisogna mai bere quando si esce la sera. Però 1) c’è modo e modo di bere, 2) bisogna valutare l’ambiente in cui si beve. Mi spiego meglio, prima di alzare il gomito è bene – anzi, doveroso – valutare dove e soprattutto con chi lo facciamo. Siamo in un posto protetto o in un luogo pubblico? Siamo con degli amici fidati o con degli sconosciuti? Dobbiamo tornare a casa da sole o un amico/amica ci dà un passaggio? Sono tutte considerazioni importanti, che già di per sé non garantiscono l’assoluta sicurezza – perché quando si è ubriachi, purtroppo anche tra amici o nonostante la presenza di amici, possono accadere cose brutte – ma devono essere fatte prima di iniziare a bere.

Poi la vita è imprevedibile, può essere stuprata la ragazza più accorta (lo stupro di Rimini è avvenuto su una spiaggia pubblica e la ragazza era insieme a un amico) così come può non accadere nulla alla ragazza più incosciente. Ma nonostante la fortuna, o sfortuna, dobbiamo IMPARARE A DIFENDERCI dalle persone che potrebbero farci del male.

Noi donne abbiamo un sesto senso per queste cose, che spesso mettiamo a tacere per divertirci o rilassarci. Sbagliato! Dobbiamo tenerlo sempre all’erta, allenato, pronto a scattare quando vede avvicinarsi la situazione pericolosa. E ricordarci che in un mondo in cui diventiamo sempre più forti, culturalmente, socialmente, politicamente, rimarremo sempre troppo deboli per difenderci fisicamente contro un uomo.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".