E’ bello ciò che è bello, o è bello ciò che piace?

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Un antico detto popolare recita: ”Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace!” Fermiamoci un attimo a riflettere: questa frase, molto spesso pronunciata con deliberata leggerezza, si rivela portatrice di numerose implicazioni di non poco conto. Se infatti, perchè una cosa sia reputata bella, è sufficiente che piaccia, allora ciò significa che ogni cosa, convinzione, gesto, azione, qualsiasi esso sia, se di gradimento anche solo ad un essere umano può avvalersi del titolo di “bello”. Ma può la Bellezza essere subordinata a delle categorie come quelle umane? Se la risposta che si darebbe è sì allora forse ciò significa che si sta lentamente perdendo la cognizione del fatto che nella realtà vi sono degli elementi non soggetti alle interpretazioni dell’uomo in quanto assolutamente oggettivi. Perchè la Bellezza, essendo un puro ideale, un valore assoluto a cui l’uomo tende ogni momento, in virtù del presupposto che è espressione di un qualcosa più elevato del suo stesso essere, non può venire ordinata tramite gli strumenti umani, dato che li trascende. Un’opera d’arte, un edificio, un gesto, una persona sono belli a prescindere dal fatto che essi risultino piacevoli, perchè dotati di un determinato carattere che li rende tali. Ciò che permette di ascrivere qualcosa nella categoria del “bello” è l’intento con il quale quel qualcosa viene realizzato: se tale realizzazione è volta alla ricerca del trascendente, allora sì che si può legittimamente parlare di Bellezza.

La Bellezza ha dunque come sua conditio sine qua non la spiritualità: intendiamoci, la spiritualità non ha nulla a che vedere con la religiosità, ma è proprio quel carattere di cui sopra, indispensabile per definire, in maniera comunque insufficiente e parziale, i canoni della Bellezza stessa. In parole povere si vuole semplicemente affermare che tutto è ordinato in vista di un fine, di uno scopo, e solo ciò che scaturisce dalla mente e dalle azioni dell’uomo e che è indirizzato alla scoperta e conoscenza di questo fine ultimo è adatto ad essere definito bello.

Pensiamo ad un’opera d’arte: molto spesso,soffermandosi ad osservarne una, scappa di dire: ”E’ molto bella”, esprimendo semplicemente il nostro gradimento rispetto (nel caso di un dipinto ad esempio) ai colori o alle tecniche pittoriche di cui l’artista si è avvalso nella sua realizzazione. Ma se ricercassimo nei volti dei personaggi, nella cura con cui ha steso il colore sulla tela e nell’attenzione che ha riposto in ogni singolo particolare, non solo una risposta ai nostri ideali estetici, ma anche il motivo che lo ha indotto a dipingere tale soggetto, il reale significato della rappresentazione, potremmo ancora dire: “E’ molto bello”? Se sapessimo che l’artista non voleva attribuire all’opera alcun significato ma che l’ha realizzata per puro passatempo, senza impegno e dedizione, certo, riusciremmo a scorgere ancora al suo interno gli elementi che ci avevano emozionato o ammaliato, ma avrebbero perso tutta la loro aura di bellezza.

Nel caso delle persone questo non succede. Semplicemente perchè ogni essere umano, anche il più derelitto e misero, ha in sé la capacità d’amare, che rende inevitabilmente bello tutto ciò che viene compiuto in suo nome. Ogni uomo ama ed è amato. E solo per il fatto che, se non fosse mai esistito, le altre persone sarebbero private del suo amore e, contemporaneamente, della possibilità di donare il loro, ciascuna persona (al di là della piacevolezza fisica) è da considerarsi bella.

Ricercare la Bellezza equivale a ricercare l’Amore, perchè ogni cosa bella nasce dall’amore di qualcuno che ha impiegato se stesso con dedizione per realizzare qualcosa che rendesse felici i suoi simili. Se sapremo e vorremo ricercare la Bellezza in ciò che ci circonda riusciremo a vedere tutto con occhi nuovi, che ci permetteranno di cogliere anche nelle piccole cose una bellezza nascosta, ma che, soprattutto, ci indurranno ad amare con semplicità e senza sosta.