E i prati si sdraiano sotto di noi

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E i prati si sdraiano sotto di noi
e i cieli s’incurvano dietro agli astri
e d’improvviso il futuro
soffia tra gli alberi
tra i nostri capelli
negli occhi
– soffia, non sbuffa più-

C’è vento, togli la giacca,
così lo senti sulla pelle
– vivere è spogliarsi di sicurezze
per rabbrividire in santa pace-

E chissà che si dicono
lucciole e grilli
nella notte
(mistero sordomuto)
probabilmente parole
più sensate delle nostre
noi che non abbiamo meriti
per questo tappeto d’aria scura
eppure lo sgranocchiamo di nascosto
facendoci piccoli perché l’immenso si vanti.

E i prati s’incurvano sotto gli astri
e i cieli si sdraiano dietro di noi
e d’improvviso capiamo
abbracciati dal buio
quello che dicono
lucciole e grilli
nella notte
urlano e si sbracciano
nella notte
ma chi li sente, sono briciole
nella notte
(mistero sordomuto)

Sbraitano
sotto cieli gobbuti
mentre soffia il futuro
gridano
tra alberi capelli e occhi
che nessuno è troppo piccolo
per la bellezza,
lei tanto è immensa
– regge con vanitose dita
il tetto della notte.

Copertina a cura di Sabrina Sapienza

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.