E’ passato un anno ma quanti dubbi ancora rimangono…

0

BRUXELLES  – Un uomo da cinque anni in stato vegetativo a causa di un incidente automobilistico ha risposto "sì" e "no" attraverso il pensiero rilevato da una nuova tecnica di risonanza magnetica. Lo ha annunciato un comunicato dell’Università di Liegi segnalando che le conclusioni di questo studio sono state pubblicate oggi dal New England Journal of Medicine. Vengono riportate dichiarazioni di medici che prospettano un possibile impatto di questo studio su problematiche scelte etiche quali l’eutanasia. L’uomo in questione ha 29 anni, vegeta in un imprecisato "paese dell’Europa dell’Est" e non può muoversi né parlare. La sua attività cerebrale è stata monitorata con la moderna tecnica delle immagini da "risonanza magnetica funzionale", l’ "Irmf", utilizzata da equipe dell’Università belga e di Cambridge: è emerso che quando al paziente venivano poste domande semplici come "Vostro padre si chiama Thomas?" si attivavano le stesse aree del cervello che si innescano nelle persone sane.
Lo studio è stato condotto su 23 pazienti dichiarati in "stato vegetativo" e in quattro di loro, con questa tecnica, sono stati rilevati "segni di coscienza"…
(da Ansa.it)

ROMA – Salvatore Crisafulli, il 38enne catanese rimasto in stato vegetativo per poco più due anni, dopo che il suo motorino si era scontrato con un furgone mentre andava al lavoro, si è risvegliato. «I medici dicevano che non ero cosciente, ma io capivo tutto -dice Crisafulli, intervistato da Tgcom – e piangevo perchè non riuscivo a farmi capire». Dell’incidente l’uomo non ricorda nulla ma di tutto quello che accadde dopo quel maledetto 11 settembre 2003 sì. «Sentivo mio fratello che diceva che secondo lui invece capivo tutto – racconta Crisafulli – e lo sentivo urlare perchè non gli credevano. Ma io non potevo parlare, non potevo muovermi, non potevo far nulla per fargli capire che c’ero, che li sentivo. Così piangevo».
Dopo un periodo di ricovero in un centro di Arezzo, dove, a distanza di un anno e mezzo dall’incidente, ha ricevuto le prime vere cure, era stato trasferito in Sicilia, a casa della madre. «Dal ministero della Salute ci hanno assicurato – riferisce il fratello Pietro Crisafulli – che sarebbero venuti a casa ogni giorno degli specialisti per seguirlo. E infatti lo stanno curando benissimo. Negli ultimi tempi abbiamo anche fatto arrivare un macchinario che gli permette di stare in piedi e che ha migliorato la postura del tronco e del corpo. Ora riesce a girare la testa a sinistra e, grazie alla fisioterapia, muove il braccio destro. Ma che parlasse, questo nessuno di noi se lo sarebbe mai aspettato».
05 ottobre 2005
(dal Corriere della Sera)

Ieri è stato l’anniversario della morte di Eluana Englaro, donna morta alle 19.35 del 9 febbraio 2009.
Eluana è stata una donna che nel suo stato vegetativo ha chiamato tutti gli italiani a interrogare le proprie coscienze ed esprimere dei giudizi. Giudizi che hanno diviso l’Italia in due blocchi contrapposti: uno che sosteneva le battaglie legali del signor Beppino Englaro ed un altro che invece sosteneva il diritto alla vita della signorina Eluana Englaro.

Intorno a questa donna, rimasta in stato vegetativo permanente da 17 anni, è nata una questione politica, sociale e culturale; questione che ha dato il via ad una lunga serie di peripezie che si sono concluse con l’eutanasia. E’ stata "staccata la spina" (metaforicamente, perchè non era attaccata a nessuna macchina ma solo alimentata da un sondino) ad Eluana e lei è morta privata del sostenimento alimentare.
Sono sicuro che alcuni di voi considerano questa morte una liberazione ed un gesto d’amore che ha reso Eluana una donna libera da una tortura durata ben 17 anni.

Ma questa opinione è solo una lunga serie di parole e le parole, per quanto possano essere abbellite e pronunciate con enfasi e passione dai migliori oratori, sono e resteranno sempre e solo parole, niente di più e niente di meno.
Io mi affido solamente ai fatti e mi considero cercatore della verità.
E’ per questo che considero il processo scientifico una delle basi della nostra società e la Scienza (complesso organico e sistematico delle conoscenze che si posseggono intorno ad un determinato ordine di fenomeni) è arrivata a determinare ancora una volta la verità.

I fatti ci hanno dimostrato che non sempre persone in stato vegetativo sono prive della consapevolezza. Come facciamo a sapere se la loro reale volontà è quella di farla finita? Come facciamo ad avere la certezza che esse siano veramente prive di coscienza? E soprattutto chiediamoci se è nelle nostre facoltà scegliere quando una persona è degna di vivere o meno.

 

Cogitoetvolo