E poi, dall’altra parte del mondo… c’è un papà che ogni giorno fa 30 km a piedi

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Si dice che le cose si apprezzino quando mancano, che ci accorgiamo davvero della loro importanza quando non sono più così scontate.

Per noi è scontato avere una macchina per spostarci, dei genitori che ci accompagnano a scuola da bambini…  Ecco, una scuola in cui proprio non ci vogliamo studiare e la mattina nemmeno ci vorremmo alzare.

E poi, dall’altra parte del mondo… c’è un papà che ogni giorno fa circa 30 km a piedi, attraversando strade di campagna, per portare il figlio a scuola. Xiao Qiang ha 12 anni, è il più bravo della classe, il suoi sogno è quello di studiare e  iscriversi poi al college, e il papà, Yu Xukang, fa di tutto per farlo studiare. Xiao è disabile e non può andare a scuola con le sue gambe; inutile dire che nel suo povero villaggio della Cina meridionale manca il pullmino della scuola, anzi, manca proprio la scuola. L’unico modo per poter andare a scuola sono quindi le spalle e le gambe di suo padre che, ogni mattina, lo fa sedere su un cesto di vimini che porta sulle spalle e lo porta fino alla borgata di Fengyi Fengxi, a quasi 6 km di distanza. Lo lascia a scuola e poi torna a lavoro, lo va a riprendere e poi ritornano nuovamente insieme a casa; tutto questo ogni giorno, alzandosi alle 5.00 del mattino e non rientrando prima di sera. Tutto questo per garantire al figlio un’istruzione e un futuro migliore del suo. Una grande dimostrazione di amore e una lezione di vita, un papà eroico che insegna al figlio come diventare grandi, anche se si è piccoli di statura. 90 centimetri di statura sono troppo pochi per poter lavorare quella povera terra in un Paese in cui le istituzioni sono molto meno sensibili alle disabilità che da noi, e questi due piccoli “eroi” ce la stanno mettendo tutta per vincere la povertà e la disabilità.

Una lezione di vita anche per noi, che ormai diamo così per scontato il diritto allo studio, mentre le storie di bambini che in ogni parte del mondo si alzano all’alba, attraversando fiumi, percorrendo chilometri a cavallo, caricandosi anche la legna per riscaldarsi a scuola, sono tante, e tutto questo per un posto chiamato scuola.

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"