E se gli puzzassero i piedi?

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L’altro giorno su facebook un’ “amica” ha pubblicato la foto di un gioco che si faceva da bambine alle elementari: vi ricordate quel gioco dove si scriveva su un foglio al centro, all’interno di un quadrato, l’età in cui avremmo indossato l’abito bianco e, ai quattro lati, alcune città, alcuni nomi di maschietti più carini, il loro lavoro, per scoprire l’età in cui ci saremmo sposate, con chi, dove, quanti figli ecc…? Mi ricordo vagamente come funzionasse quella misteriosa “palla di vetro” che svelava il futuro, non ci credevo nemmeno, però mi divertivo anch’io a scoprire che mi sarei sposata alla veneranda età di 19 anni con un infermiere, saremmo andati a vivere a Roma, avremmo avuto cinque figli e non ricordo cos’altro…

Ovviamente nulla di tutto ciò è accaduto: ho 24 anni, il mio ragazzo non è infermiere, nulla al momento fa pensare che andremo a vivere a Roma e di figli neanche l’ombra, naturalmente.
Vallo a spiegare a quella bambina di 8 anni che a 19 ti chiamano teenager, a 24 sei ancora troppo giovane, e che comunque ormai, nel 2012, il matrimonio è passato di moda e non è così semplice come nelle fiabe della Disney, dove arriva il principe, bacia la fanciulla e vissero felici e contenti nel ricco castello. Il castello non c’è e nemmeno il ricco forziere, è piuttosto una caccia al tesoro e, nell’attesa della casa, del posto fisso, della macchina buona, della cerimonia lussuosa (rigorosamente in chiesa, ché come scenografia è ottima) e, soprattutto, del momento giusto, ora c’è un periodo di prova con garanzia illimitata, soddisfatti o rimborsati.

Il fidanzamento! No no cara bambina, si tratta di un test vero fatto sul campo: la convivenza pre-matrimoniale. Nell’attesa di trovare il momento migliore per sposarsi (forse), si va a vivere insieme nello stesso appartamento, si pagano l’affitto, le tasse, si cucina per due, si lava per due, si stira per due, si consuma per due, però non ci si può sposare, perché non si ha il lavoro giusto e i soldi per mantenersi: per pagare l’affitto, le tasse, per cucinare gli stessi due piatti di pasta, per lavare le stesse magliette e stirare quelle stesse camicie, per fare tutte quelle cose insieme, per sempre. Perché, come fai a sposare un uomo se prima non lo “provi” e non sai nemmeno come sparecchia la tavola? Prima devi provare se è compatibile, se la storia insieme può funzionare, se siete fatti per vivere per sempre insieme: sarebbe impensabile poter condividere la stessa tavola per sempre se lui i piatti unti di olio li butta nel lavello insieme ai bicchieri d’acqua e tu a spiegargli, inutilmente, che così non si fa! Oppure, ti immagini, quale brutta sorpresa scoprire, solo dopo aver detto “sì, lo voglio” questo qui, per sempre, che gli puzzano i piedi? Ahià!

Io e lui non conviviamo – e meno male! ti immagini iniziare già da ora a sopportare ogni mattina quel “cara! non trovo la camicia azzurra!”, “caro, è nell’armadio, come sempre!” – però mi è bastata quella volta in cui l’ho visto sparecchiare la tavola per dirgli “vabbè, ho capito, poi tu andrai a buttare l’immondizia, i piatti meglio se li lavo io”. Piatti chiari, amicizia lunga.

Quando diventerai grande, cara bambina, troverai in giro anche quelle riviste con test del tipo “Scopri se è l’uomo giusto che fa per te!”, con domande strane…sul “funzionamento”, la compatibilità… Non ti preoccupare, è normale, c’è chi, per capire se gli vuole davvero tanto tanto bene e vuole stare sempre con lui, ha bisogno prima di fare il collaudo, sì, come per le macchine. E se non funziona bene? Eh…se non funziona bene…

Che strani e complicati questi adulti, eh? Diglielo tu, ma che ci vuole a capire che l’amore è una cosa semplice e non ha bisogno di “prove”!”L’amore è quando una donna vecchia e un uomo vecchio sono ancora amici anche se si conoscono bene”.

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"

  • Ilaria T.

    Quel gioco divertiva anche me da bambina! ahah! 🙂
    …e che aggiungere? Condivido tutto al 100%

  • mariachiara

    Ahaha mi piace tantissimo come scrivi! e condivido pienamente! 🙂