Eagle Eye

0

Un film di D.J. Caruso. Con Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton, Ethan Embry. Thriller, durata 118 min. – USA, Germania 2008. – Universal Pictures

In Afghanistan il comando americano decide, nonostante gli alti rischi evidenziati dal suo sistema di rilevazione, di bombardare un villaggio credendo di eliminare un terrorista e causando invece una strage che scatena istantanee rappresaglie nel mondo musulmano. Tre giorni dopo in America, Jerry Shaw, un giovane vissuto sempre all’ombra del fratello gemello, e Rachel, mamma single che ha appena imbarcato il piccolo Sam su un treno per Washington, vengono scagliati da un misteriosa voce femminile in un intrigo molto più grande di loro? Il giorno dopo il funerale del gemello, Jerry Shaw, rientrando nel suo appartamento a malapena ammobiliato, si trova circondato da apparecchi e strumenti da servirsi per attentati terroristici fai-da-te. Riceve una telefonata da una voce che gli intima di fuggire subito perché inseguito dall’FBI. Anche Rachel Halloman, riceve una telefonata dalla stessa voce femminile. I due saranno costretti ad incontrarsi e a seguire sotto ricatto una serie di ordini attraverso minacce alla loro vita e alla loro famiglia. Ignari dello scopo della loro missione, Jerry e Rachel saranno braccati dai servizi di sicurezza americani che li considerano pericolosi terroristi. Sospettosi uno dell’altro fin dall’inizio, si rendono presto conto di essere entrambi alla mercè di questa sconosciuta senza un corpo, che controlla ogni loro mossa, e sembra avere un potere assoluto sui loro destini. I due non sanno che l’ esistenza degli Stati Uniti d’ America posa sulle loro spalle.

La lotta di due common people come i personaggi di Shia LaBeouf e Michelle Monaghan (non-coppia bene assortita) contro un misterioso occhio che li muove come pedine, è un déjà vu. Elementi come la minaccia al Presidente degli Stati Uniti, l’esasperata connettività o la frenetica corsa contro il tempo concentrata nell’arco di poche ore, non possono non riportare alla memoria una serie famosa della tv contemporanea come 24.

Lo spirito che pervade questa pellicola action non è molto originale: il complotto di un sistema statale schiavo di un cervello meccanico troppo sviluppato fa parte di un genere che vede War Games e Minority Report come fonte ispiratrice.

Prendendo spunto da molte pellicole e libri di fantascienza, Eagle eye ha ingredienti giusti : l’occhio del “grande fratello” che spia tutto e tutti, la lotta al terrorismo post 11 settembre. La storia di un mondo dominato (ma nessuno ancora se ne accorge) da un computer che tutto prevede e tutto organizza e che ha come scopo primario tentare di prevenire gli attentati terroristici e le guerre planetarie. Come l’Hal 9000 di 2001: odissea nello spazio (cui assomiglia enormemente grazie al suo monocolo) il novello pc futuristico ha modi professionali, passa le sue giornate a spiare la vita delle persone.

Qui le cose vanno un po’ oltre quando il grande occhio si trasforma in un grande cervello, in grado di decidere autonomamente quando è giunto il momento di punire il mondo a proprio piacimento. Non solo ci sono riferimenti a film come Nemico pubblico o Speed, ma molti critici americani hanno accusato il regista, di aver preso intere sequenze da film di Alfred Hitchcock e non sarebbe neanche la prima volta dato che il suo precedente film, Disturbia altro non era che un remake non autorizzato de La finestra sul Cortile.

Le incoerenze di sceneggiatura e coincidenze troppo improbabili sono esagerate persino per un pc impazzito. Riuscita e sicuramente d’effetto la sezione tecnica di Eagle Eye: buona la fotografia, audio e colonna sonora fungono bene allo scopo, accrescendo il senso di tensione della pellicola, e la regia di D.J. Caruso è apprezzabile, rifacendosi più o meno palesemente ai maestri del thriller e dell’action movie, e riesce a stuzzicare la curiosità dello spettatore anche se, dal momento in cui viene svelato il mistero, il film si sgonfia perdendo d’interesse riducendosi a frenetici inseguimenti e fragorose esplosioni.

Più interessanti forse da analizzare, le implicazioni sociologiche. In una società come la nostra, è sempre più potente l’ossessione di essere diretti da un “grande fratello” capace di prevedere le illimitate variabili del nostro agire e direzionarlo a piacimento, disorientarci acquisendo il potere della nostra vita e morte, rendendo ininfluenti le nostre decisioni, la nostra parola, annullando la nostra libertà.

Come in ogni buon film d’azione, sarà il “fattore umano” a fare la differenza. Ciò che colpisce, come sempre, è la storia fantastica che può capitare ad uno che, alla fine, è proprio come voi e come me.

 

Cogitoetvolo