Ed è di nuovo Enya

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Dopo una lunga attesa, a breve l’uscita del suo nuovo album “Dark sky island”

La musica di Enya cova e si produce nel silenzio della riflessione. Il ghiaccio  acquisisce lucentezza gelandosi lentamente, e allo stesso modo la sua musica. D’altronde, con  settantacinque milioni di copie vendute nel corso della carriera, svariati premi, sette world music awards, quattro grammy awards e una nomination all’oscar, il peso e la responsabilità da trascinarsi dietro sono davvero consistenti.

Quasi otto anni di attesa per i fan della cantante e musicista irlandese, otto anni dalla pubblicazione del suo ultimo album And winter came (2008) il cui tema cardine era l’inverno e il suo fascino notturno connesso con l’atmosfera natalizia.  V’è da avere pazienza solo fino al prossimo 20 novembre, data prevista per l’uscita del suo ultimo e meditato lavoro, Dark sky Island.

E chi non potesse attendere di pasteggiare sue melodie inedite, potrà accontentarsi del singolo proposto in anteprima: Echoes in rain. All’ascolto di questo singolo, che in nulla traligna dallo stile di Enya, sarebbe ben giustificato chi provasse una sensazione di “già ascoltato”. Si tratta infatti di un effetto voluto e studiato, in quanto esso si pone in continuità col famosissimo e lontano nel tempo Orinoco flow, suo primo successo internazionale che ha proiettata la allora novella cantante in vetta a tutte le classifiche internazionali. Ma se Orinoco flow rappresentava la canzone del viaggio e dell’euforia ad esso connesso,  questo tardivo “sequel” ne  rappresenta il ritorno a casa nella quiete notturna, sotto un cielo cupo puntellato di stelle.

E dalle varie indiscrezioni trapelate, dalle dichiarazioni lasciate dalla stessa Enya, proprio la notte scura e il cielo stellato dovranno rappresentare il nucleo tematico del nuovo album; come d’altronde facilmente desumibile dal titolo (l’isola dal cielo scuro). E il luogo cui si fa riferimento, fonte d’ispirazione per il nuovo lavoro, è la minuscola isola di Sark, nel canale tra Francia e Inghilterra, abitata da circa 600 abitanti. Un’isola che  non viene sfiorata dalla modernità:  nel cui interno non sono ammessi mezzi di trasporto a motore (unica eccezione, i pochissimi trattori per la produzione agricola); inoltre, priva di qualsiasi tipo di illuminazione pubblica,  anche l’utilizzo di luce elettrica nelle case è strettamente limitato. Tutte caratteristiche – lontananza dal continente e scarsa presenza di luce elettrica- che la rendono un posto unico per la visione del firmamento notturno, tanto da essere la prima comunità in Europa ad essere designata col titolo di dark sky community (da cui il titolo).

Ogni canzone di Enya deposita nella mente un’immagine, un ricordo, una sensazione primigenia: il cristallino sussurro di acqua limpida, il morbido tocco dell’erba, il calore emanato da un fuoco in una notte d’inverno. E questo album non sembra dover disilludere le aspettative. Come ha dichiarato la stessa cantante “è un album davvero diverso, sotto il profilo commerciale. Non somiglia a nessun lavoro fatto da altri: si canta in gaelico, ci sono canzoni in latino e in loxian” (la lingua artificiale inventata da Enya e dalla sua collaboratrice Roma Ryan, ispirata alla lingua elfica di Tolkien, e utilizzata in tre singoli del penultimo album Amarantine).

Le premesse sembrano davvero confortanti, e gli amanti della sua musica non saranno delusi. D’altronde, la fonte di ispirazione e il metodo di lavoro rimangono gli stessi di sempre: “Se ho un’ispirazione – un momento stupendo, un paesaggio, una storia raccontata; qualsiasi incontro di questo tipo – rimango ad ascoltare, non mi metto a scrivere sul momento. E’ davvero troppo imporre questi momenti alla musica. Mi fermo a meditare se la sensazione è forte abbastanza, allora vado nel mio studio. Inizialmente mi siedo per conto mio, e scrivo la canzone. E’ davvero terapeutico”… quindi, non c’è nulla da temere.

 

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.