Elio e le storie tese

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Normalmente si tende a classificare la loro musica come rock demenziale, ma loro stessi preferiscono una defnizione da loro stessi coniata che è:”Musica per Sognare”.

Inventori del Gezz (che si basa sull’improvvisazione del testo anzichè della musica, come nel più noto jazz)  gli “Elio e le Storie Tese (EelST)” in verità spaziano dal rock duro (John Holmes, Rock’n’roll, Omosessualità, Urna, Catalogna) al blues (La saga di Addolorato, Puliletti Blues) al reggae (Abbecedario) al twist (Noi siamo i giovani) alla canzone italiana (Uomini col borsello, [Gomito a gomito con] l’Aborto) al progressive (Plafone) al psychedelic rock (Psichedelia) al country (Indiani (A caval Donando), Bobbi Burrs (Baby Birds)) al jazz (Mustasì, La Ditta) al beat (Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan) al soul (Caro 2000) e folk (La cunesiùn del pulpacc) alla dance anni ’70 (Discomusic, La chanson, Pipppero) al latino-americano (El pube) alla contaminazione di brani classici (You) e operistici (Farmacista).

Per non parlare della parodia di specifici autori (per esempio di Ligabue in Bis, di Jovanotti in La visione, degli 883 in Shpalman, del Quartetto Cetra in Nella vecchia azienda agricola, dei Pink Floyd in La follia della donna, del Trio Lescano in Suicidio a Sorpresa e ne La cinica lotteria dei rigori).

Sono inoltre specialisti nell’inserire nelle loro canzoni parti di brani noti o meno di altri autori (la vendetta del fantasma formaggino), arrivando a realizzare addirittua interi pezzi costituiti da melodie saccheggiate qua e là (Indiani [a caval donando]).

Formatosi nel 1980, il loro primo concerto fu di fronte ad un pubblico di una decina di pensionati!!! Fra il 1985 e il 1986 il gruppo si esibì in una serie di storici locali milanesi come il Magia Music Meeting e lo Zelig. Alcuni di questi spettacoli furono registrati su cassette pirata che vennero poi rapidamente diffuse tra gli adolescenti di Milano e del Nord Italia.

Ed è proprio da questo che parte il loro grande successo, grazie soprattutto alla loro bravura nel comporre opere che facciano ridere e allo stesso tempo non cadano nella volgarità, purtroppo tipica del cabaret moderno. Parteciparono nel 1996 al festival di San Remo con la canzone “La Terra dei Cachi”, e le loro esibizioni non passarono inosservate: durante la seconda serata Elio apparve con un braccio finto, per poi tirare fuori quello vero da sotto il maglione. Invece, nella serata in cui i concorrenti del festival avevano un solo minuto per riproporre un estratto della loro canzone (e tutti i cantanti optarono per cantare il ritornello), gli EelST eseguirono il loro brano in versione accelerata, cantando l’intero brano in soli 55 secondi. Infine si esibirono travestiti da Rockets, in abiti da alieno e con la testa rasata colorata di argento (in realtà indossavano tutti delle calotte, tranne Elio, che si era rasato davvero). Dal successo riscontrato, sembrerebbe che il brano, potesse vincere realmente Sanremo, ma la vittoria andò al brano di Ron e Tosca e “La Terra dei Cachi” si piazzò seconda. Nel 2008 condussero poi il dopofestival di San Remo ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica, tanto da entrare nella Top Ten dei migliori programmi televisivi alla 48° edizione del Premio Regia Televisiva.

eelst1.pngIl successo della band(che presenta i nomi inventati come Elio, voce; Faso, basso elettrico; Cesareo, chitarra; Rocco Tanica, tastiera; Meyer o Extracomunitario date le sue origini svizzere , batteria; Jantoman, tastiere, che non compare mai nell’iconografia e nelle fotografie del gruppo), sta proprio nel far ridere il pubblico con trovate sempre originali, partendo appunto dai rifacimenti di pezzi di altri autori, e finendo con concerti dove la normalità é quasi inesistente: durante la trasmissione “Night Express” di Italia 1 l’esibizione degli EeLST fu caratterizzata , al termine di ogni brano, da continue contestazioni nei confronti del gruppo. Durante il momento in cui il pubblico venne lasciato libero di porre domande al gruppo, Elio, spazientito, si scagliò contro uno dei contestatori, scatenando una sorta di rissa che costrinse la conduttrice Tamara Donà a dare la linea alla pubblicità. Nonostante l’assurdità di queste scene e l’evidente combine alla base della stessa (i contestatori erano, in realtà, componenti del fans club), nei giorni successivi i giornali e alcune trasmissioni tv parlarono di quella rissa, credendola vera.

Pochi giorni dopo il gruppo ricevette il premio come best italian act agli European Music Awards di MTV: in quell’occasione, i musicisti decisero di riproporre in mondovisione i principali stereotipi con cui sono rappresentati gli italiani. Salirono sul palco in canottiera e, senza pronunciare nemmeno una parola in inglese, Elio, dopo aver reso un sincero omaggio a Feiez (sassofonista del gruppo morto durante un concerto stroncato da una emorragia cerebrale), improvvisò una sorta di sceneggiata napoletana, mentre il resto del gruppo fingeva di farsi i fatti propri.

Gli Elio e le Storie Tese, come avrete potuto capire, non sono solo un gruppo di musicisti (di una bravura allucinante) che scherzano solo nei testi delle canzoni, ma sono veri e propri artisti del palcoscenico: per loro la musica va di pari passo con la presenza scenica, che però non è volgare o eccessiva come alcuni gruppi metal, ma è proprio divertente, innovativa e a volte molto rischiosa, anche se, come abbiamo già visto, non è sempre compresa immediatamente.

Il video di “La terra dei cachi”:

[youtube width=”580″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=qhkKRsKqWKU”]

 

E l’esibizione a Sanremo in 55 secondi:

[youtube width=”580″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=6hf0eyV9isY”]