Ella e John – The Leisure Seeker

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Da oggi in sala il primo film americano di Paolo Virzì con un cast del tutto eccezionale. La recensione in anteprima per Cogito et Volo.

Dopo il grande successo de La pazza gioia e Il capitale umano, Paolo Virzì torna nelle sale italiane con il suo primo film in lingua inglese, seconda esperienza oltreoceano a quindici anni da My name is Tonino. Ella & John – The Leisure Seeker è stato presentato in anteprima alla 74° Mostra di Arte Cinematografica di Venezia e sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 18 gennaio.

In questo mese febbricitante per il mondo del cinema, che si è appena lasciato alle spalle i Golden Globe e attende avido le nominations degli Academy Awards, The Leisure Seeker è una delle pellicole più attese. Merito soprattutto dello straordinario cast raccolto da Virzì, che vede presenti i due premi Oscar Helen Mirren e Donald Sutherland. Helen Mirren per questo ruolo ha ottenuto una nomination come migliore attrice protagonista ai Golden Globe, mentre Donald Sutherland riceverà durante la notte degli Oscar 2018 (il 4 Marzo) il premio Oscar alla carriera.

Liberamente tratto dal romanzo di Michael Zadoorian In viaggio contromano, il film racconta la storia di un’adorabile coppia di anziani Ella e John Spencer che improvvisamente decidono di rimettere in moto il loro vecchio camper, soprannominato appunto il Leisure Seeker (in italiano il “cercatore di svago”). Sulle note di Janis Joplin partono per un ultimo viaggio, percorrendo la Old Route 1 in direzione Key West, per esaudire l’ultimo desiderio di John: visitare la casa di Hemingway.

I due protagonisti formano una coppia molto interessante: Ella, da sempre casalinga, è la roccia della famiglia, lucida, energica e determinata a portare a compimento il viaggio anche se divorata dal cancro; John, professore di lettere in pensione, gode invece di un’ottima salute fisica ma soffre di perdite di memoria, l’unica cosa impressa nella sua mente sono le parole dell’amato Hemingway. I due sembrano quindi due facce della stessa medaglia, che solo insieme creano un’unica persona.

Il loro viaggio on the road è la fuga da un futuro fatto di ospedali, invasive cure mediche e case di riposo, che i due figli ormai adulti hanno loro programmato; non sorprende che siano molto preoccupati per la loro inaspettata partenza. Guardando ogni sera le diapositive dei loro ultimi cinquant’anni insieme, Ella e John si ritroveranno a ripercorrere le tappe della loro vita, dalle feste in famiglia e con gli studenti, ai ricordi della vicina di casa, ai momenti più difficili del loro matrimonio. Ma anche nei momenti più bui, quando John non sembra più ricordare che è sua moglie la donna davanti a lui e vengono a galla segreti che avrebbero dovuto rimanere tali, il loro amore rimane forte e puro.

The Leisure Seeker è un road movie magnificamente recitato: Mirren e Sutherland ci regalano ancora una volta una grande interpretazione, estremamente toccante; si vede la professionalità e la passione di due giganti del cinema devotamente calati nelle loro parti: riescono a farci entrare in empatia con i personaggi, a emozionarci con un solo sguardo. Paolo Virzì mantiene salda la sua poetica dedicandosi prima di tutto alla componente umana ed emozionale delle sue storie. Accesa e luminosa la bellissima fotografia del direttore Luca Bigazzi, fedele compagno di Sorrentino.

La sceneggiatura invece non risulta convincente, non osa abbastanza; pur avendo l’opportunità di affrontare temi di notevole importanza, di prendere fermamente posizione, decide di sorvolare sul contesto politico e sociale americano: più volte tornano sullo schermo le manifestazioni elettorali per il candidato alla Casa Bianca Trump, le discussioni sulla malasanità, sul sistema ospedaliero, sulle situazioni degradanti delle case di riposo, ma vengono sempre lasciate sullo sfondo. Nemmeno l’alzheimer, la malattia di cui effettivamente John soffre, viene chiamato con il suo nome: sembra un tentativo di non spaventare lo spettatore. «Non volevo cadere in un cliché» si difende Virzì.

È da apprezzare il coraggio del regista per quest’avventura con un cast e una troupe quasi interamente americani e per questo tentativo di ricordarci, con il suo usuale sorriso, le difficoltà dell’anzianità. Tuttavia, The Leisure Seeker è un film che non sorprende, non brilla per originalità. Merita però ugualmente di essere visto, perché racconta una grande storia d’amore: l’amore che i giovani sognano per il loro futuro e quello in cui i più adulti possono ritrovarsi.

Helen Mirren ha dichiarato in un’intervista: «Questa è la storia più normale e banale, in ogni famiglia sul pianeta c’è una storia così. Non sono delle creature meravigliose. Ma pochi registi avrebbero saputo affrontare temi del genere con tanta umanità, comprensione e senso dell’umorismo». Ed è vero: il tema dell’anzianità è particolarmente in auge in questo periodo, come si vede dal successo della serie tv Grace and Frankie o dal film prodotto da Netflix Our souls at night, che vedono entrambe protagonista una splendida Jane Fonda. Ma l’ultima pellicola del regista livornese ha qualcosa in più:

The Leisure Seeker è una fuga verso la libertà, un viaggio alla ricerca della dignità personale. È la disperazione e la stanchezza di due innamorati che tentano di vivere la loro vecchiaia come un’ultima giovinezza. È la dolce malinconia di una vita giunta ai suoi ultimi palpiti.

Studio filosofia all'Università di Padova. Adoro leggere, scrivere, viaggiare, Kant, ma solo due volte mi sono davvero innamorata: la prima, quando sono salita su un palcoscenico per il primo spettacolo e ho deciso che avrei trascorso la mia vita in un teatro; la seconda, quando ho messo piede al festival del cinema di Venezia. Amo lasciarmi emozionare e turbare da quello che vedo, amo cercare il senso delle cose, delle azioni, delle parole. Come diceva De Filippo: "Il Teatro (e il Cinema, aggiungo io) non è altro che il disperato sforzo dell'uomo di dar un senso alla vita".