Ettore Fieramosca

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Quello che è considerato il capolavoro letterario di Massimo Taparelli d’Azeglio prende le mosse dall’attacco verbale dei francesi al valore dei militanti italiani, allora a servizio degli spagnoli. Per riscattare l’onore italiano si stabilisce quindi il combattersi di un duello tra la parte lesa e gli Oltralpe. Si dimostrano nettamente superiori in battaglia gli italiani che, capitanati dall’impavido Ettore Fieramosca, vincono i cavalieri francesi riducendone dodici in prigionia e uccidendo soltanto Graiano d’Asti, piemontese traditore della Patria. Sullo sfondo della vicenda storica si intrecciano le fitte trame amorose di Ettore, la castamente amata Ginevra, sposa a Graiano d’Asti, il focoso Fanfulla, la tanto rinomata Elvira e il perfido Cesare Borgia.

L’autore, presidente del Consiglio dal 1849 al 1852, fu certamente uno dei personaggi di maggior rilievo nel processo di unificazione dell’Italia, grazie al suo contributo, sia politico che letterario. Massimo d’Azeglio sposò Giulietta Manzoni, figlia del celeberrimo Alessandro. Quest’ultimo aveva resa nota la prima stesura de “Il Fermo e Lucia” nel 1827 e sicuramente l’autore de “Il Fieramosca”, edito nel 1833, ne trasse ispirazione e ciò ci permette di  individuare alcuni parallelismi tra i due romanzi. Non si può non notare lo stretto legame tra le figure di Ginevra e la Lucia manzoniana: entrambe sono donne devote che non mancano di rivolgersi a Dio e alla Vergine per implorare aiuto e misericordia e sono inserite in un ambiente conventuale per tutelare la loro incolumità. Inoltre ne “I Promessi Sposi” Lucia, sull’imbarcazione che la portava a Monza, rimpiangeva gli affetti e il borgo natio nel famoso “Addio ai monti” del capitolo ottavo, allo stesso modo Ginevra, quando abbandona il convento, si dispiace di essere costretta a lasciare il luogo che l’aveva accolta con così tanta benevolenza. Cesare Borgia, duca di Valentinois, donde l’appellativo di duca Valentino, può essere accostato alla figura di don Rodrigo, per l’ossessione persecutrice verso un’indifesa e, al contempo, all’Innominato seppur differenziandosene; infatti, entrambi si trovano ad avere nelle loro potenti mani le sorti di due giovani esuli, ma rispondono l’uno avendo pietà e lasciandosi convertire dalle parole e dalla salda fede di Lucia, l’altro facendosi beffe delle suppliche di Ginevra arrivando persino a violare il suo corpo. Si individua anche un rapporto tra Fra Cristoforo e Fra Mariano, religiosi in cui le due donne trovano conforto, consolazione e perdono dei peccati tramite il sacramento della Riconciliazione.

Non è casuale nemmeno che la donna oggetto dell’amore proibito del cavaliere valoroso si chiami Ginevra, con evidente rimando ai protagonisti del Ciclo Bretone, Lancillotto e la sua amata.

Tuttavia la vera importanza dell’opera, ciò che l’ha resa un best-seller del Risorgimento, è la dichiarata intenzione del d’Azeglio di “mettere un po’ di fuoco in corpo agl’italiani” così da infondere un inedito spirito unitario. È ricca la volontà di quest’uomo di cultura e notevoli capacità politiche di contribuire ardentemente, con genuina passione, al risveglio delle coscienze degli italiani di allora. Attraversa tutto il romanzo l’ideale della solidale alleanza tra tutti gli abitanti della penisola, il quale trova il suo apice nel discorso di incitamento per la disfida di Prospero Colonna: “Vedo fra voi Lombardi, Napoletani, Romani, Siciliani. Non siete forse tutti figli d’Italia ugualmente? […] Non siete voi a fronte di stranieri che gridan gl’Italiani codardi?”.

Queste parole, profferite con cotanta enfasi, sono certamente il miglior modo per iniziare l’anno in cui si festeggerà il sesquicentenario dell’Unità d’Italia, con commemorazioni in ogni parte della Penisola. Perché in fondo noi tutti siamo questo: un mosaico di costumi, tradizioni e storia i cui tasselli sono sì diversi nelle sfumature, ma che disegnano una sola immagine. Un’immagine che se mancasse anche di un solo tassello non sarebbe più così perfetta e irripetibile.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Ettore Fieramosca
Autore: Massimo D'Azeglio
Genere: Romanzo
Editore: BUR
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 310

Mi piace scrivere e leggere tutto ciò che stuzzica la mia curiosità, motivo per cui ho deciso di studiare Fisica. Amo la musica, in particolare quella classica: suono il pianoforte e canto come soprano in un coro da camera.