Europa, non aver paura

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Le tartarughe spaventate si nascondono. Gli Stati europei non devono prendere esempio.

Quando una tartaruga ha paura si nasconde all’interno del suo guscio. Convinta di possedere una corazza indistruttibile, la tartaruga crede di aver risolto il problema. Ma se la minaccia che la impaurisce è più grande di lei, è inutile nascondersi cercando protezione perché il pericolo incombe.

Ecco. La tartaruga non è solo un rettile, è anche la strategia politica dei singoli paesi europei che, impauriti dai continui attacchi terroristici, si chiudono in sé stessi, creano barriere, innalzano muri, convinti di poter autonomamente proteggersi dal nemico.
Ma è vana illusione. Il nemico ha una potenza assurda. Riesce a passare controlli, aeroporti… È un furetto! A volte nasce e si sviluppa all’interno di confini nazionali apparentemente sicuri. Altro che migranti potenzialmente pericolosi, i terroristi spesso ce li abbiamo in casa e non lo sappiamo.
Che senso ha chiudere le frontiere? Che senso ha affondare i barconi? Che senso ha prendersela coi più deboli quando i grandi problemi del terrorismo e dell’immigrazione non si risolvono isolandosi come tartarughe?

Immediatamente dopo l’attentato di Bruxelles, il presidente francese Hollande ha dichiarato che un problema mondiale ha bisogno di soluzioni mondiali. È finalmente arrivata l’ora di una presa di coscienza collettiva? I leader europei hanno forse capito che l’unione fa la forza?
Mi auguro di sì. Mi auguro che più nessuno pianga le conseguenze di questa mostruosa violenza, mi auguro che la solidarietà eviti ulteriore sofferenza ai poveri migranti, spesso accusati di far parte del marcio che è l’ISIS. Mi auguro un’Europa unità contro il nemico, un’Europa solidale e coraggiosa, un’Europa che non alzi mura inutili e razziste.

La mia paura, una paura vera, è che questo odio nei confronti del prossimo possa sfociare in altro odio, paragonabile a quello che noi stessi rinneghiamo.
“Non voglio che un islamico spari sulla mia vita, quindi sparo ad un barcone di islamici: potrebbe nascondersi un terrorista”.
È proprio questa la paura che ho, che una semplice idea di questo tipo possa tramutarsi in fatti. Ecco perché mi auguro che non si ripeta la strategia della tartaruga. La chiusura in sé stessi, all’interno dei propri confini, non porta a nulla, solo peggioramenti.
Basta tartarughe.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.