EXPO: il mondo scommette su se stesso

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Dall’incontro di centinaia di culture nasce il coraggio di scommettere su un mondo migliore: più pulito, più produttivo, meno affamato.

Quando arrivi alla stazione “Rho Fiera Expo Milano” e le porte del treno si aprono, non sai cosa ti aspetta. Sei curioso e speranzoso. Desideri stupirti, divertirti, emozionarti. Ti avvii verso la meta seguendo le molteplici indicazioni così colorate e festanti. A destra i volontari, a sinistra la polizia, davanti a te i tanto desiderati tornelli per fare il tuo ingresso in quella misteriosa piccola città che hai tanto immaginato.

Non fai in tempo a riporre il biglietto in borsa, per conservarlo gelosamente, che davanti a te si staglia un’imponente scritta: “Divinus halitus terrae”. È il Padiglione zero, ci sei. Per le prossime 8, 10, 12 ore puoi anche dimenticare come sia fatta la tua città, che lingua parli la gente che conosci, quali profumi tu sia abituato a sentire. Expo è un altro mondo. Il Padiglione Zero ti catapulta nel cuore dei problemi che Expo vuole affrontare: il progresso sostenibile, la memoria del passato che deve sorreggere il futuro, il paradosso dello spreco, la forza della natura che sovrasta l’immensa opera umana. Questi temi vengono comunicati a te, visitatore, con una potenza tale da renderti impossibile dimenticare cos’è il mondo, da dove viene e verso dove va.

Fuori dal Padiglione Zero, sta a te la scelta. Il Decumano, la strada lunga 1 kilometro e mezzo costeggiata dalle centinaia di padiglioni dei vari Paesi partecipanti, ti offre una varietà di colori, strutture, profumi, immagini che non avresti mai potuto immaginare. Irlanda, Belgio, Corea, Ungheria sono solo alcuni dei paesi che in quell’istante smettono di essere distanti, e ti accolgono con calore.

Ti sentirai dire “buongiorno!” in francese, tedesco, giapponese, arabo; ti spiegheranno che produrre la vodka non è soltanto un’attività industriale russa, ma è un fatto culturale che ha delle radici profonde; che l’olio spagnolo è una sorta di oro liquido che sorregge immense campagne di un paese così caldo e accogliente; ti diranno che se vai in Colombia non hai bisogno di attendere l’estate per vedere il sole e l’inverno per vedere la neve, perché avrai a disposizione tutti i climi; ti inviteranno a scoprire tutte le colture brasiliane, e ad assaporare le innumerevoli qualità di caffè; ti inebrieranno con i profumi delle spezie francesi; ti stupiranno con i giochi d’acqua e di luci cinesi. Procedendo verso il Cardo incontrerai gente di qualsiasi cultura, proveniente da qualsiasi Stato, e sentirai forte la tua italianità, la stessa che comincerà a pulsare più forte dentro di te mentre ti avvicinerai al Palazzo Italia. Un edificio imponente, indescrivibile, che sovrasta gli altri padiglioni insieme all’Albero della Vita: fa capolino mentre percorri il Decumano, ma ti sconvolge quando ti immetti nel Cardo. In quell’intreccio di materiali ultra moderni c’è un’Italia che ha vinto. Un’Italia che non teme nessuno, che coraggiosamente dimostra cosa ha di bello, quali potenzialità hanno i suoi prodotti. Palazzo Italia ha il grande merito di celebrare le regioni italiane: che si tratti di prodotti agricoli, di monumenti, di prodotti potenzialmente sostenibili, ogni regione ha qualcosa da offrire ad un mondo futuro. Si celebra la potenza dell’Italia in tutte le sue sfaccettature: la potenza della natura, della bellezza naturale e architettonica, e anche tu, visitatore, sentirai battere il tuo cuore sempre più veloce quando in grandissime sale di specchi ti vedrai circondato dalle più belle immagini delle meraviglie italiane. Ti dirai: questo è il mio Paese, come non esserne orgoglioso?

Expo è una vittoria dell’Italia e degli italiani, che ancora una volta hanno sfoderato l’arte del sapersi dar da fare, nonostante il marcio che rappresenta, in ogni eventualità, un ostacolo da superare. Expo è un evento che rimarrà nei ricordi di milioni di persone, che verrà raccontato ai bambini che non vi avranno partecipato, e che ha in sé un potenziale enorme: quello di porre i riflettori sui problemi della fame nel mondo, della necessità di uno sviluppo sostenibile, dell’opportunità di sfruttare tecnologie nuove e meno invasive. La meraviglia delle strutture e delle opere di design va di pari passo con la meraviglia suscitata dalle centinaia di suggerimenti, di spunti che Expo ci dà affinchè il mondo che lasceremo ai nostri figli sia più pulito, più produttivo, meno affamato.

Expo è tutto questo e molto altro. È un pianeta che, oggi, si estende su poco più di un milione di metri quadri, ma che ha la grande ambizione di prendere il posto, un domani, di tutti gli sbagli che stanno minacciando il nostro futuro.

Rossella Angirillo

Laureata in Giurisprudenza, ho sempre affrontato la vita con intraprendenza e determinazione: è difficile distogliermi da un mio obiettivo e non mi spaventano le nuove sfide. Tra codici e sentenze, nel tempo libero accontento la mia parte sognatrice: sono molto riflessiva, e mi piace affidare alla scrittura tutti i miei pensieri.