Fame di fama

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Il prode guerriero avanzava nella polvere. Il drago, che aveva seminato terrore nel villaggio, cercava di evitarlo. Adesso era quella creatura mostruosa ad avere timore dell’uomo. Questi voleva a tutti i costi esaudire la fama della sua spada e, quando il drago si inarcò e quasi si distese sopra di lui, il guerriero lo colpì mortalmente con il suo ferro. Il corpo morto del drago lo ricoprì, ma il nostro eroe riuscì a sostenere l’immane peso e a ribaltarlo sulla nera terra. Estrasse la spada dal mostro e, dopo aver compiuto con il capo un veloce scatto verso destra per liberarsi dalle gocce di sudore che gli colavano dalla valorosa fronte, alzò la spada verso il cielo, attendendo il plauso della Fama.

«Scusami amico» disse questa mostrandogli il suo Iphone «mi hanno appena fatto notare che è stato pubblicato il video di un tizio che spacca i cocomeri con la testa. Fantastico, vero? Pare che stia riscuotendo un successo enorme! Il suo video è tra i più visti del momento. Perdonami ma devo correre da quest’uomo». E la Fama se ne andò, lasciando il guerriero senza un minimo riconoscimento. «Io te l’avevo detto!» gli si avvicinò sua madre «dovevi partecipare ad un Reality show invece di correre dietro a stupidi draghi! Non cambierai mai! Come tuo padre d’altronde!». E anche lei lo abbandonò.

Ma davvero oggi la fama si ottiene solo con i social media o con i Reality e Talent show? Secondo la nostra modesta opinione occorre fare una distinzione tra quella che è la vera fama, quasi eterna, e quella passeggera, che rende gli uomini famosi per un periodo di tempo più o meno breve (potrebbe anche superare un anno, si badi bene). La differenza, nella nostra prospettiva, non riguarda tanto la durata di tempo, quanto piuttosto la qualità del ricordo che le gesta dei personaggi famosi lasciano in ognuno di noi. Sebbene sia vero che la fama di uno “spacca-cocomeri” non può avere la stessa durata di quella di Foscolo, è anche vero che il ricordo di una poesia è sicuramente più piacevole e degno di fama dell’immagine di un uomo che distrugge angurie. Ma questo non significa che oggi la fama abbia perso il suo valore originario, né che la televisione voglia crearne un nuovo prototipo. Semplicemente riteniamo che l’industra televisiva abbia trovato un modo facile per fare ascolti, senza preoccuparsi del “problema fama”, il cui valore appare così sminuito.

Ognuno di noi, poi, sogna di vivere quel minuto di notorietà, durante il quale poter mostrare le proprie doti, come nel caso del Talent show, o solo per mostrare al mondo sé stessi, o meglio quei modi di essere che sono presenti in noi, ma che gli altri non conoscono. Soffermiamoci un attimo su un social network come Facebook: lì tutti, o quasi, sono altro da quello che mostrano di essere quando sono realmente e materialmente tra la gente. Lì, forse, sono quello che vorrebbero essere. Certo è che non manca, ovviamente, chi cerca di raggiungere la fama anche attraverso Internet, mostrando foto o video che ritraggono sé stessi come protagonisti di serate indimenticabili, di gesta eroiche, di azioni che superano la soglia della decenza e della sopportazione mentale.

Si può davvero pensare di entrare nella storia, perché è questo che la fama comporta, con un profilo Facebook, con una lite apparsa in tv durante un reality show, con un video divertentissimo che scala le classifiche di Youtube? Sì, assolutamente sì, altrimenti come si spiegherebbe questo generale bisogno di apparire, di mostrarsi, di leggere il nostro nome sulla copertina di una rivista? Ma forse la domanda che dobbiamo porci è un’altra: davvero la storia ci ospiterà se le chiediamo di aprire le porte alla fama effimera che abbiamo cercato di costruire in tutti i modi? Perché è questa la sottile differenza tra la fama eterna e quella quotidiana: la passione, l’arte, il sogno hanno reso gli uomini grandi in eterno, non la voglia e la consapevolezza di diventare tali. Ma non abbiate paura, i quindici minuti di notorietà, come disse Andy Warhol, arrivano per tutti. Noi li spenderemo per riflettere sulla fama…e voi?

«Vi risponderemo in seguito» risposero in coro gli studenti, durante un incontro con alcuni professori “famosi”« in questo momento abbiamo ricevuto una notifica su Facebook!».

 

Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.