Famiglie alle corde

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Famiglie alle corde, il disagio corre di casa in casa. Da anni il filo rosso della povertà famigliare corre in silenzio nel nostro Paese. Territori diversi e storie parallele di chi, facendo sacrifici e debiti, ieri poteva almeno sognare in un futuro migliore per i propri figli.

Ma questo purtroppo non è più tempo di sogni. La precarietà, i salari bassi, i rincari dell’euro, la disoccupazione nella mezza età hanno affossato soprattutto i nuclei monoreddito e quelli numerosi. E dietro la povertà economica affiorano solitudine, depressione, la malattia psichica, separazioni e divorzi che nascono dai problemi economici.

La situazione in Italia è diventata preoccupante. Alcuni dati ci dicono che una famiglia su sei fatica ad arrivare a fine mese, e una su tre va in crisi se appare all’orizzonte una spesa imprevista, anche solo di poche centinaia di euro! Spese mediche, ad esempio, che creano disagio a una famiglia su 8.

La povertà offre poche prospettive, credo che bisogna studiare meglio il quadro per trovare nuove soluzioni.
La preoccupazione di tante famiglie: il lavoro! La mancanza di lavoro sicuramente incide moltissimo sulla famiglia, che per questo motivo diventa luogo di grandi tensioni! Se il lavoro è fondamentale per l’uomo e per la società civile, la sua mancanza porta facilmente il singolo alla rovina e la collettività allo sbando. Se l’uomo perde il lavoro, si sente toccato nell’intimo della sua dignità e delle sue innate aspirazioni ossia esprimere sé stesso e sentire di partecipare alla vita della comunità.

La mancanza di lavoro, poi, è particolarmente grave per noi, giovani generazioni, alle quali è affidato il compito di costruire il futuro ed il bene comune. Ma che futuro costruiamo? Sicuramente noi cogitanti siamo quelli più a rischio: questa crisi si ripercuote poi nel futuro!

Ma credo che se c’è il sogno di fare una famiglia, questo sogno va mantenuto! Perseguire i propri sogni è fondamentale, e far vedere alla società che noi ci crediamo nonostante lo Stato non ci aiuti, anzi, remi contro, forse può servire a scuotere un po’ gli animi! Certo, costa, eccome!

Ma i segnali positivi non mancano, come non mancano la volontà, l’intelligenza e l’energia di molti per tenere le attuali posizioni lavorative e di studio, per inventare ed innovare. Per questo la disperazione ed il disfattismo non devono prevalere e paralizzare gli sforzi, da qualunque parte vengano.

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.