Family 2012: un’occasione di gioia

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1 giugno 2012, ore 15.30
Fa caldo a Milano, il sole cocente illumina piazza Duomo dove già tantissime persone stanno aspettando l’arrivo del Papa, che atterrerà all’aeroporto di Linate alle 17. I volontari distribuiscono gratuitamente foulard bianchi con lo stemma del Family 2012, per proteggersi il capo. Gruppi di persone cominciano a sventolare le loro bandiere.
Arrivano da tutto il mondo. Il 29 maggio 2012 è cominciato il VII incontro mondiale delle famiglie e Milano si è letteralmente riempita di gente. I milanesi hanno aperto le loro case per ospitare le famiglie straniere, i negozianti hanno cominciato a rispolverare le loro conoscenze linguistiche -lanciandosi spesso in traduzioni improponibili- per rendere il loro soggiorno il più piacevole possibile. Spesso si è dovuti ricorrere ai gesti, come nella nostra parrocchia, in cui è stata mandata una comitiva di Capo Verde che non parla una sola parola di inglese. Ma a comunicare e a unire sono i sentimenti. Ce n’è uno che prevale e che mi sentirei di definire la parola d’ordine di questo incontro: la gioia. Il sorriso rischiara i volti di tutti, non c’è spazio per pensieri cupi o per lamentele. E’ la gioia dell’incontro a dominare i cuori di tutti.

Anche la musica unisce. Me lo racconta Francesco, reduce da una serata musicale organizzata da due oratori della stessa zona. “E’ stato bellissimo. Il gruppo di Capo Verde ha voluto suonare tre pezzi e da quel momento nessuno ha più voluto tirarsi indietro: hanno suonato gruppi dal Camerun e dalla Guinea Bissau, è stata una grandissima festa”.
Anche noi abbiamo ospitato una famiglia francese: una giovane coppia con un bimbo di quattro anni. Sono arrivati questa mattina, hanno pranzato con noi e poi io li ho accompagnati verso il centro città. Sono qui anche loro in attesa. Li vedo ma non li raggiungo: sono riuscita ad accaparrarmi un posto vicino alle transenne e non ho intenzione di lasciarlo. Il tempo passa mentre l’orchestra della scuola Civica di Milano suona un pezzo dopo l’altro e la gente continua ad arrivare.
Finalmente sul maxischermo appare la figura del Papa che dall’aeroporto viene portato qui in piazza. E’ incredibile vedere la quantità di gente che si è raggruppata per le strade attraverso cui passerà il Santo Padre e in realtà non mi rendo neanche conto di quanta ce ne sia intorno a me, o almeno fino a quando non vengo spiaccicata contro la transenna all’arrivo della Papamobile.
“La famiglia è patrimonio dell’umanità”, questo il messaggio lanciato da Benedetto XVI durante il saluto alla cittadinanza. La famiglia non è altro che un piccolo nucleo che rappresenta l’intera umanità. Per sentirci parte di una grande famiglia, che è il mondo, dobbiamo innanzitutto sapere che cos’è una famiglia: un porto sicuro, un nucleo d’amore che ci accetta per ciò che siamo. Capita troppo spesso di dimenticarsene. A volte per incomprensioni, per litigi che in fondo sono l’effetto di un eccessivo amore. Come possiamo amare il prossimo e accettarlo come nostro fratello se non sperimentiamo ogni giorno l’amore per la nostra famiglia?
A concludere l’incontro sono i milanesi che, con lo sguardo volto alla Madonnina a cui il Duomo è dedicato, ne intonano l’omonima canzone O mia bela madunina.

2 giugno 2012, ore 11.00
Questa mattina sono allo stadio di San Siro insieme ad oltre 70 mila persone. La maggior parte sono ragazzi di dodici anni che aspettano di ricevere il sacramento della Cresima o che l’hanno ricevuto da poco. I colori dell’arcobaleno dominano gli spalti: infatti a seconda della diocesi di appartenenza, a ciascuno è stata data una pettorina colorata. Ma il vero tripudio di colori comincia all’arrivo del Papa. Squadre di ragazzi volontari corrono da una parte all’altra del campo creando meravigliose coreografie, disegnando con semplici teli colorati il simbolo del Family e tante altre forme. Uno spettacolo meraviglioso. “Ieri sera siamo andati a letto alle due di notte e stamattina ci siamo alzati alle cinque” mi racconta una ragazza di sedici anni. “Abbiamo preparato il tutto ieri pomeriggio, provando e riprovando. Veniamo da diversi oratori anche da fuori Milano e siamo tutti volontari”. Un impegno non da poco.
Lo raccomanda anche il Papa: “non siate pigri, ma ragazzi impegnati, in particolare nello studio: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità per crescere. Siate disponibili e generosi verso gli altri, vincendo la tentazione di mettere al centro voi stessi, perché l’egoismo è nemico della gioia”. Sembrano raccomandazioni già sentite e risentite, eppure quante volte vediamo nella nostra società ingiustizie derivate da puro egoismo? Persone che si comportano in base ai loro interessi, a ciò che risulta poi più vantaggioso per loro stessi? Oppure quante volte ci capita di avere a che fare con persone che per pigrizia non prendono posizione e lasciano che siano altri a decidere per loro? Ma forse, prima di pensare agli altri, dovremmo interrogarci su quante volte siamo noi a lasciarci prendere da questi difetti.

In conclusione, una grande colomba circondata da tutte le bandiere del mondo. E rifletto su questa festa che non si è ancora conclusa anzi, si potrebbe dire che è appena cominciata. Viviamo un periodo di crisi, ce lo ricordano tutti i giorni i media. Però è una crisi economica che forse ci siamo meritati e che dovrebbe insegnare a tutti a non essere così tanto attaccati a ciò che è materiale. Poi vedo in giornate come questa persone capaci ancora di sorridere, di cantare, di ballare, di tenersi per mano tutti insieme. Vedo persone capaci di esprimersi a versi o a gesti per aiutare l’altro, vedo sconosciuti sorridersi per strada e darsi una mano. E mi dico che c’è ancora speranza e che questa crisi passerà. Finchè ci saranno famiglie capaci di riunirsi e stare per ore sotto il sole cocente per una causa in cui credono, nessuna crisi riuscirà a vincere.

Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…

  • Ilaria T.

    Grazie per questa bellissima testimonianza… 🙂 Mi sarebbe piaciuto tanto partecipare a questa festa bellissima per la Famiglia!