Filippo, un laureato speciale

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Ama la saga arturiana e la letteratura fantasy, si interessa di canto, gli piace navigare in internet per scoprire tante nuove cose interessanti. È appassionato di arte e si è laureato il 21 ottobre scorso, con il voto finale di 108/110, in Scienze e tecnologie arte moda e spettacolo alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo, con una tesi di storia dell’arte dal titolo “L’arte del corallo a Trapani”.

Nulla di particolarmente straordinario, se non fosse che ad aver raggiunto questo traguardo è stato un ragazzo ambizioso che ha saputo superare la disabilità grazie alla sua perseveranza, il sostegno della mamma Margherita e del papà Enzo e dei vari tutor che negli anni lo hanno aiutato a preparare le materie con dedizione e affetto.
Dopo ventitré anni di studi  e due diplomi, il dottor Filippo Adamo,  30 anni, ha raggiunto il suo obbiettivo: «Fin dalla scuola elementare volevo studiare quello che studiavano gli altri», racconta Filippo in un’intervista su un giornale locale. E possiamo dire che ha studiato anche più di tanti altri cosiddetti “normali”: lui, ragazzo con la sidrome di down – uno dei motivi per cui spesso c’è chi ricorre all’aborto –  si è impegnato davvero con costanza e dedizione, ed è riuscito a raggiungere un risultato straordinario; non è da tutti laurearsi con quasi il massimo dei voti, o prendere 30 in “storia della grafica”, come ha recentemente raccontato Filippo entusiasta, a maggior ragione se si ha un cromosoma in più.

Una grande lezione per tutti noi studenti “normali”, come quella volta in cui, durante la lezione di storia dell’arte medievale, la professoressa fece una domanda a noi studenti e nessuno seppe rispondere, nessuno tranne Filippo.

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"