“Freedom” di Pharrell Williams: la libertà che fa ballare

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“Freedom” é una riflessione danzante sul concetto di libertà, che crediamo di possedere ma che immancabilmente confondiamo.

La musica di Pharrell Williams ha un sound inconfondibile, che ha la capacità di entrare perfettamente in risonanza con ogni singolo muscolo che possediamo e farlo vibrare sulle sue stesse note. Difficile aver ascoltato Happy senza provare l’impulso irrefrenabile di battere le mani, di tenere quel ritmo che ti fa venire voglia di alzarti e ballare. Un ritmo che in Freedom, il suo ultimo singolo, trova il suo potente sfogo in un grido che invoca la libertà, rompendo con prepotenza un caleidoscopico girotondo di accordi. Il video, studiato nei minimi dettagli, non rende soltanto giustizia al testo della canzone ma ne aumenta il valore.

Hold on to me. / Don’t let me go. 

Tieniti a me, non mi lasciare. Braccia che si incrociano e si stringono, formano una rosa. Il potere di essere un gruppo, di appartenere ad una comunità in cui ci si possa sentire accolti e sicuri. La possibilità di potersi fidare, la consapevolezza che ci sarà una spalla a cui aggrapparti quando tutto intorno sembra cedere. Una solidarietà che rischiamo di perdere, in una società in cui il piatto del giorno ha sempre un contorno di diffidenza, in cui si cresce imparando a non fidarsi mai di nessuno. Il rischio è di diventare schiavi di una solitudine che ha paura del dolore, che si chiude in casa e non apre la porta a nessuno per non rischiare di trovarsi davanti ad un ladro. Forse si sarà liberi dalla sofferenza. Ma che libertà è, se non c’è nessuno con cui condividerla?

We chose to believe / in where we’re from.
‘Cause you still believe / in everyone.

Abbiamo scelto di credere nel posto da cui veniamo; perché credi ancora in tutti. Due versi che raccontano gli italiani, che raccontano in particolar modo i giovani, che dietro al cinismo e al pessimismo cosmico imperante credono nel cambiamento, in una possibilità di miglioramento che in fondo è una potenzialità individuale. Crediamo nelle persone, sappiamo che dietro ogni maschera c’è un grande artista che ha solo un po’ paura del pubblico. Solo aggrappandoci a questo nucleo di verità e di onestà possiamo aiutarci e fare in modo che la nostra danza individuale diventi un meraviglioso e armonico ballo collettivo. Il potere di un gruppo di uomini che si riuniscono e combattono per ciò in cui credono, senza servirsi delle armi dell’oppressione, è libertà. È il volo spettacolare di uno stormo di uccelli che si librano nel cielo. Meraviglioso, perché ciascun uccello compie il suo volo in modo ordinato, senza rompere l’armonia del gruppo: espressione di una libertà che è realmente tale quando non cerca di limitarne e schiacciarne altre, semplicemente perché non ne sente il bisogno.

Who cares what they see? / Who cares what they know?

Che importa cosa vedono? Che importa cosa sanno? Il gruppo diventa negazione della libertà, quando identificarsi con esso significa porsi un’etichetta. A volte commettiamo l’errore di categorizzare le persone, di riporle in un cassetto insieme ad altri che ne condividano le caratteristiche. Così facendo ci poniamo, nei confronti dei nostri simili, come uno scienziato che, anziché lasciarsi stupire dalla multiforme realtà, prende in considerazione unicamente ciò che avvalora le sue teorie. L’essenza individuale viene mascherata dalle aspettative: siamo la nostra professione, siamo la nostra ricchezza, siamo la nostra età, siamo la nostra nazionalità e la nostra religione, il nostro orientamento sessuale e la nostra ideologia politica. Tutto ciò ci definisce e allo stesso tempo non ci rende giustizia, perché ognuno di noi si rivela nel modo in cui è in grado di amalgamare e far convivere tutti questi aspetti. E non esiste regola che fissi il corso delle nostre vite, se non quelle che ci auto-imponiamo.

Pharrell si indica più volte la testa, mentre canta la libertà. É lì che nasce la vera libertà, quella che, di fronte ad una civiltà che pretende il diritto di fare ciò che vuole, si chiede che cosa sente davvero. Una libertà che non ha paura, travolgente: una libertà che fa ballare.

Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…