Gaudì. L’architettura dello Spirito

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L’ultima volta che ho incontrato il prof. Bassegoda era il dicembre del 2004. Ci ricevette con la sua consueta disponibilità nella Finca Güell, sede della Real Catedra Gaudí da lui diretta dal 1968 al 2000. Un luogo fiabesco, dove si continua a raccogliere meticolosamente tutto quanto si riferisce alla vita e alle opere del maestro catalano. La biografia di Antoni Gaudí i Cornet che ci consegna, adesso anche nella versione italiana, può essere considerata il testamento di un uomo che ha dedicato la sua vita a ricostruire, tassello dopo tassello, il mosaico di una storia unica nel suo genere. Perché Gaudí è stato un vero architetto, forse il migliore architetto di tutti i tempi, l’architetto che ha lasciato nelle sue opere (non ha scritto quasi nulla) il segreto di un’arte che si pone in continuità sorprendente con l’opera della creazione. Il libro è intrigante, anche perché sfata molti miti sul gigante catalano: non aveva amanti, non era massone, non si dilettava di occultismo, anzi, c’è in corso il suo processo di beatificazione, che sta procedendo speditamente. Leggiamo nell’introduzione: «Dopo la sua morte, l’architettura da lui creata cadde vittima della moda razionalista e fu dimenticata se non disprezzata. La guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale cambiarono il volto del mondo, e fu solo nel 1952, in occasione del centenario della nascita di Gaudí, che critici e architetti posarono nuovamente lo sguardo su un’architettura che li inquietava e li sorprendeva. Quando tornarono a studiare Gaudí, si resero conto dell’atemporalità della sua architettura, basata su principi naturalistici espressi per mezzo della geometria reglada, cioè, l’uso di superfici curve composte da linee rette, un linguaggio nuovo nella costruzione. Gaudí, inoltre, espresse un’architettura totale, poiché nelle sue opere non c’era distinzione tra struttura e decorazione; nei suoi edifici entrambe vennero realizzate simultaneamente, al punto che non è possibile discernere dove inizia l’una e termina l’altra. L’osservazione non intellettualistica della natura è fonte della migliore ispirazione, ma sempre tenendo presente che la natura è opera del Creatore e che senza la spiritualità l’architettura non riesce a superare i limiti della mera tecnica, magari adorna di una retorica pseudofilosofica. Se a tutto questo si unisce una dedizione esclusiva e totale al proprio lavoro, allora può emergere una figura del calibro di Gaudí, personaggio oggi leggendario, catalano universale, ma soprattutto architetto, e perciò, innanzitutto, responsabile di un gruppo di operai insieme ai quali ricreare, con l’immaginazione umana, quelle forme che dal principio del mondo compongono questo pianeta». I lettori di Cogitoetvolo hanno un motivo in più per dedicare un po’ di tempo a questa biografia. Un allievo di Gaudí riporta una sua affermazione a proposito di Cartesio: «Il sillogismo: io dubito quindi sono, è il più illogico che si possa concepire; quello logico è: io dubito, quindi ignoro». E lo diceva perché non era un intellettuale. Era intelligente, come tutti coloro che non vogliono cadere preda dei luoghi comuni.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Gaudì. L’architettura dello Spirito
Autore: Joan Bassegoda i Nonell
Genere: Biografia
Editore: Ares
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 248
Cogitoetvolo