Geek per professione e per amore

1

Si parla sempre troppo di storie negative, crisi economica, crisi di valori e di quei “giovani d’oggi” senza ideali e con tutte quelle qualità negative che conosciamo bene perché ce le sentiamo ripetere spesso.  Invece i giovani che si impegnano con dedizione per costruirsi un futuro bello ci sono, e non sono poi così pochi.
È il caso di Francesco Pisciotta, 22 anni, che si è lanciato in un’ attività in proprio come IT manager e web guru nella sua città natale, Matera, con l’obiettivo di contribuire al rilancio del sud  ma soprattutto per costruire un progetto di vita insieme a Maria, la sua fidanzata, con la quale condivide anche il valore della castità.

Ti definisci un giovane geek. Puoi spiegarti meglio?

Lavoro nel settore dell’informatica e delle ultime tecnologie da diversi anni e la definizione che reputo più giusta per quello che faccio e per il modo in cui lo faccio, la trovo nel termine geek. Può sembrare qualcosa da nerd ma in realtà per me ha un valore molto più ampio; geek è uno stile di vita, una sintesi delle mie idee, della passione e della voglia di crescita professionale che mi accompagna quotidianamente.

Credi molto nelle nuove tecnologie e soprattutto nel web 2.0, puoi dirci perché? Qual è la tua mission?

Viviamo in un mondo in continua rivoluzione e da qualche anno questa stessa rivoluzione è guidata dalle tecnologie. C’è chi ci crede e chi invece è ancora diffidente. Personalmente credo nell’impatto positivo che può portare nella vita di ognuno di noi, come supporto per tutte le esigenze e bacino infinito di informazioni. Tutto questo è reso possibile grazie al mondo del web 2.0, ovvero una rete di comunicazione senza confini in grado di unire in real-time ogni singolo punto del pianeta… È a dir poco fantastico!
È proprio per questo che ho lanciato una mia attività fondata sulle tecnologie del web 2.0, orientata all’innovazione e alla creazione di strumenti necessari per la crescita delle aziende in un periodo di elevata competitività.
Obiettivo dichiarato: rendere il mondo un po’ diverso da come l’ho trovato (in positivo ovviamente) grazie ad innovazioni tecnologiche e di forte impatto sociale.

Cosa ti ha spinto, in un periodo di crisi in cui tutti cercano un posto di lavoro, ad abbandonare il tuo e rischiare per  iniziare un’avventura da freelance nella tua città? Immagino che non sia mancato chi ti abbia dato del folle…

Ho lavorato per tre anni in una grossa realtà di Roma con quasi mille persone, ed ero il braccio destro del CEO (amministratore); in particolar modo il mio ruolo da CIO consisteva nel coordinare ed eseguire le operations nel settore tecnico e allo stesso tempo ideare e costruire strategie di marketing. La società lavora con le maggiori aziende nel settore energetico e delle comunicazioni sul territorio italiano e per me, a soli 20 anni, è stata un’esperienza irripetibile oltre che una palestra di vita.
All’inizio del 2014 ho fatto una riflessione su quelle che erano le mie aspirazioni di vita e professionali e mi sono accorto che purtroppo divergevano dall’azienda nella quale mi trovavo e da Roma; proprio per questo a marzo ho preso una decisione fondamentale, spinto dai miei ideali e dalle mie ambizioni. Ho lasciato il mio incarico, sono tornato nella mia città natale, Matera, e ho lanciato una nuova attività.
Molti hanno pensato che fosse una decisione folle, impensabile, e soprattutto sbagliata in un momento molto delicato per il mondo del lavoro. Gli ideali e le aspirazioni sono stati più forti di tutto ciò. Credo che ognuno debba seguire le proprie idee perché se non si ha il coraggio di farlo si può avere un rimpianto in eterno, ed io questo rimpianto proprio non lo volevo!
Ho iniziato dunque un nuovo percorso, lavorando su progetti di mia iniziativa e con aziende in tutto il territorio italiano (continuo anche a collaborare anche con l’azienda in cui ero CIO).
A inizio maggio ho fondato la startup di Cane in Viaggio  per aiutare i viaggiatori con i loro amici a quattro zampe nella ricerca di strutture a loro dedicate (hotel, ristoranti e molto altro). Sono certo che questo contribuirà alla riduzione degli abbandoni estivi.
Al tempo stesso sono docente di informatica in una società di formazione locale ma, cosa più importante, ho avviato dei percorsi con i giovani lucani al fine di guidarli nella crescita professionale nel mondo delle ultime tecnologie.

I tuoi prossimi obiettivi professionali?

Come già detto, la mia mission professionale consiste nella creazione di un’idea o di un progetto in grado di cambiare il mondo, ma per farlo ho bisogno di risorse in grado di aiutarmi con la loro passione e le loro capacità. Proprio per questo vorrei intensificare gli incontri con i ragazzi della regione (magari estenderlo a tutto il sud) per guidarli, formarli e soprattutto aiutarli nella crescita della loro autostima e dei loro valori.
Mi piacerebbe creare un polo tecnologico e innovativo che possa valorizzare ancor di più il sud e la posizione dell’Italia (dal punto di vista delle tecnologie) nei confronti delle realtà più affermate a livello globale; insomma un modello di Silicon Valley che parli italiano dove i valori professionali possono godere della bellezza senza eguali del territorio.
Forse sarà esaltato e troppo ambizioso, ma non ci sono limiti alle idee!

Altri progetti e sogni nella tua vita? Come ben sai, noi donne siamo sempre un po’ curiose, vado subito al dunque: c’è posto per una donna nella tua vita di geek o sei single?

Se penso alla mia vita e al mio percorso professionale intravedo sempre lei al mio fianco, Maria!
Si dice che dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna, ma io invece credo che un uomo e una donna diventano grandi insieme!
Da quando ho conosciuto Maria, ho capito che nessuna rivoluzione tecnologica e innovativa può esser più potente di quella che può portare l’amore, il vero amore! Lei è la mia ispirazione, la mia fonte di coraggio e la mia guida nelle scelte più importanti; sa ascoltarmi, supportarmi e consigliarmi senza sosta. Insomma, il mio obiettivo più grande in assoluto è di creare un futuro insieme… E fortunatamente lei è d’accordo!

Racconta, allora, come vi siete conosciuti?

Tutto è nato nell’agosto del 2011. Era una sera d’estate e mentre girovagavo in Internet, mi ritrovo una richiesta di amicizia su Facebook; era una ragazza molto carina e all’apparenza molto limpida. Decisi così di accettare la richiesta e iniziai a curiosare sul suo profilo per capire chi fosse. Improvvisamente però vedo che lei annulla l’amicizia virtuale. Incuriosito dalla cosa, le mando un messaggio privato e lei mi racconta di aver confuso me con un suo amico. Continuiamo comunque a chattare e scopriamo molte cose in comune. Entrambi vivevamo nello stesso quartiere di Roma, esattamente di fronte! Ma soprattutto entrambi avevamo seguito il percorso di studi presso lo stesso centro, l’ Elis, io il corso di Linguaggi e Tecnologie Multimediali, lei la scuola alberghiera. La cosa mi aveva colpito molto e mi sarebbe piaciuto incontrarla per chiacchierare davanti ad un caffè (ok confesso, volevo provare ad approfondire la conoscenza anche per un qualcosa che va al di là dell’amicizia). Lei però mi respingeva mostrandosi indifferente soprattutto per la differenza di età (sono due anni più piccolo di lei).
Così abbiamo continuato a sentirci sporadicamente per un mese fino a quando, il 2 ottobre, mentre ero di ritorno da un’esperienza a Dublino, ricevo un suo SMS dove dice di esser disposta ad incontrarmi. La trovo così alla stazione Tiburtina ad aspettarmi e trascorriamo più di un’ora a parlare di noi e del nostro passato.
È iniziato da quella sera un mese di frequentazione che ci ha condotto ad una bellissima storia d’amore. Un rapporto profondo, incentrato sulla trasparenza tipica di un’amicizia forte ma con valori inestimabili che solo un amore puro può portare.

Che cosa significa per voi questo periodo di fidanzamento?

Riteniamo che il fidanzamento sia la palestra più importante per la coppia, un periodo di esplorazione del partner che conduce a un percorso ben preciso; è un po’ come il progetto di costruzione della propria casa, per realizzarla occorre fare fondamenta molto salde, sulle quali andare a costruire in seguito tutto il resto senza tralasciare alcun dettaglio.
È proprio per questo che viviamo un fidanzamento fondato sugli aspetti cristiani, dove il rispetto reciproco è l’ingrediente di base per la ricetta dell’amore e della felicità; un rapporto dove anche l’attesa diventa un punto di forza che ci spinge a confrontarci sempre più e ad affrontare i nostri limiti. 

Che cosa intendi per “attesa”? 

Riteniamo che il rapporto intimo fra un uomo e una donna sia il valore massimo e proprio per questo un dono da riservare alla persona più speciale della propria vita. Il coronamento del vero amore lo raggiungiamo solo con il matrimonio; è questo che ci ha spinto alla castità prematrimoniale.Non è una rinuncia e neppure un limite, anzi. Aiuta il nostro rapporto ad elevarsi alla massima potenza, esaltando  la comunicazione e aiutandoci nella conoscenza reciproca.
Prima di conoscere Maria non comprendevo l’importanza della castità prematrimoniale, ma da quando c’è lei nella mia vita per me questa scelta è sinonimo di orgoglio e felicità per il nostro fidanzamento.

Ma invece come vivete adesso la lontananza? Maria come ha preso la tua scelta di trasferirti a Matera?

In questi ultimi tre mesi stiamo provando un nuovo ostacolo che è quello della distanza. Maria sta portando avanti gli studi a Roma e questo ci costringe ad un rapporto per lo più telefonico, un esercizio molto complicato che siamo certi contribuirà a rafforzarci. Fortunatamente da settembre anche lei si trasferirà a Matera per terminare l’ultimo anno dei suoi studi; lei è di Apricena (FG) e ha preso questa scelta radicale per seguire quelle che sono le mie ambizioni professionali, ma soprattutto per portare avanti i lavori della nostra “casa ”, dove ogni giorno è prezioso e irripetibile, quindi va gelosamente custodito.
Sono certo che non le sarò mai riconoscente così come vorrei per questa sua scelta coraggiosa; proprio per questo proverò a dimostrarglielo giorno dopo giorno per tutta la vita. Forse solo così potrò riuscirci!

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"