Generazione di plastica

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Schiavi di una ossessione estetica. Il mercato della medicina del benessere che, anno dopo anno aumenta il tasso di crescita! D’altra parte quanti sono gli interventi di chirurgia plastica in Italia a cui si sottopongono pazienti tra i 18 e i 25 anni? La quota di giovani che fanno questo tipo di interventi è cresciuta nel tempo in maniera esponenziale. Stando ai risultati di una recente indagine della Swg (2009), il cui obiettivo è stato quello di indagare la propensione delle donne verso gli interventi di chirurgia estetica, emerge un quadro non troppo entusiasmante. Sedere, pancia e fianchi sono in cima alla classifica dei difetti da correggere. Seguono le gambe poco modellate, il seno da ritoccare, la pelle e il viso. Certamente, inutile nasconderlo, tali dati rappresentano un segno della necessità di adeguare il proprio corpo a modelli mediatici imposti. Bandita, dunque, ogni forma di rotondità, le nuove generazioni hanno difficoltà ad accettarsi completamente per quello che sono e individuano un “pezzo” del corpo che, a loro detta, andrebbe sottoposto a restyling. Possiamo chiamarla Barbie generation: la ricerca della perfezione oggi è all’estremo e si assiste ad una corsa all’eccesso. Un naso storto o delle labbra sottili possono diventare un vero e proprio problema esistenziale, da risolvere ad ogni costo. A reputare spesso inadeguati i propri tratti fisici sono soprattutto gli adolescenti che inseguono un modello di bellezza irraggiungibile, convinti che esso rappresenti una chance in più in quella competizione “all’ultimo fiato” che è diventata la loro vita di ogni giorno. Ed ecco quindi che il mondo “dell’apparire” rischia di diventare una strada senza uscita perché la moda, i film, la tv, propongono modelli di fisicità che inevitabilmente tendono ad essere riprodotti. Bisogna essere magri, palestrati, vestiti in maniera “trendy” per imitare l’idolo musicale, l’attore del momento o uno stile dominante. I motivi che portano a queste scelte sono diversi. La famiglia, in primo luogo, può essere la causa di scelte drastiche da parte dei figli, che, pur di distinguersi dal genitore, prediligono uno “stile di vita” più consono alla realtà attuale. La compagnia degli amici influisce non poco. Si gareggia per essere il più bello, il più muscoloso o anche il più svelto nell’arrangiarsi e nell’emergere. La ricerca della perfezione fisica può trasformarsi in una “malattia”, spesso e volentieri, non solo nei giovani. “Voglio essere meglio di tutti a tutti i costi” sembra essere un comandamento nello sport agonistico e nell’apparire per quello che non si è! Il desiderio di primeggiare diventa, in ogni situazione, una questione di principio e non più di merito. Ma quanti di voi hanno gareggiato provando l’emozione di vincere per qualcuno e la soddisfazione di partecipare per tutti gli altri con l’unica qualità di essere quello che si è?  

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.