Giona, una scelta d’amore

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“Suo figlio non potrà vivere. Abortisca.” È la frase più brutta che possa essere detta ad una madre, eppure è ciò che tante mamme si sentono dire quando sono incinta di figli che la scienza chiama “feti terminali”.

È ciò che è successo anche a Sabrina Pietrangeli, che era in attesa del terzo figlio quando le viene detto che il bambino aveva una malformazione urinaria gravissima, era insomma un “feto terminale”, senza speranza di vita; sarebbe stato inutile portare avanti la gravidanza, l’unica soluzione era l’aborto “terapeutico”. Ma Sabrina e il marito Carlo hanno voluto compiere lo stesso una scelta d’amore che gli ha cambiato la vita per sempre: accompagnare con amore alla nascita e poi alla prematura morte naturale il proprio figlioletto.

Le cose in realtà non sono andate esattamente così, sono andate molto meglio! Giona, è questo il nome del loro terzo figlio, ha ora otto anni ed è un bambino pieno di vita, nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare sin dal grembo materno e i vari interventi dopo la nascita, i problemi di salute che richiedono cure, diete particolari. “Suo figlio non potrà vivere. Abortisca.”, questo avevano detto a Sabrina sbrigativamente otto anni fa e invece Giona eccolo qua, a dire alla mamma la frase più bella che possa essere detta: “Tu sei la mia mamma”.

Questo miracolo è stato possibile perché Sabrina e Carlo hanno detto sì alla vita, hanno provato di tutto per salvare il proprio figlio già nel grembo materno e non si sono arresi alla cultura della morte che consigliava loro di non farlo nascere. Infatti, dopo la loro decisione di portare avanti lo stesso la gravidanza, nonostante la scarsa possibilità di sopravvivenza del bambino, hanno scoperto l’esistenza di terapie fetali effettuate dal dottor Giuseppe Noia al Centro Diagnosi e Terapia Fetale del Policlinico Gemelli di Roma. C’era dunque una possibilità di salvezza! L’intervento invasivo di correzione fatto sul bambino non ha inizialmente avuto esito positivo, ma poi l’ostruzione urinaria si è risolta e Giona è nato a trentotto settimane, ed ora è qui per dire al mondo “ce l’ho fatta”.

Da questa personale esperienza è nata l’associazione La quercia millenaria onlus, per comunicare a tanti altri genitori di “figli terminali” un messaggio di speranza, cioè che un’alternativa all’aborto “terapeutico” esiste. Purtroppo invece le terapie fetali non vengono praticate in tutti gli ospedali e di solito le famiglie vengono lasciate sole o viene consigliato loro di abortire, senza informarle della possibilità di cure effettuabili in altri centri.

L’associazione accoglie i genitori e, grazie ai vari specialisti che si sono aggiunti nel corso degli anni, offre la possibilità di curare i figli, ancora nel grembo materno, con terapie fetali innovative. I genitori non vengono lasciati soli, sono sostenuti anche psicologicamente anche quando le cure non possono risolvere i problemi, perché c’è sempre un’alternativa all’aborto: accompagnare amorevolmente alla nascita e poi assistere fino alla morte naturale il proprio figlio.

“Molto meglio avere un figlio da ricordare che un aborto da dimenticare”. E’ quanto sostengono quelle famiglie che, benché alla fine hanno perso il loro figlio, sono comunque serene e spesso dopo un anno sono nuovamente pronte ad accogliere con amore una nuova vita in arrivo, al contrario di chi invece paga ancora le conseguenze traumatiche dell’aborto.

Insomma, la vita vince sempre quando si fa una scelta d’amore e Giona ne è la prova vivente; vince anche quando è brevissima: è il regalo più bello fatto ad un figlio amato.

“Mio figlio ha lottato per vivere, ha lottato per testimoniare che la vita, pur se brevissima, ha valore, un valore inestimabile…” (Maurizio, padre di un angioletto)

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"