Giovani volontari e il loro sogno

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I giovani d’oggi. Che strana categoria. Luci e ombre, critiche e complimenti, speranza e terrore. Cosa sono? Il “futuro del mondo” o soltanto un “branco di bamboccioni”?

Diamo loro un’occhiata da vicino. Ci sono giovani che pensano a studiare, altri a lavorare, giovani che pensano a sistemarsi, garantendosi un bel posto di lavoro, possibilmente a tempo indeterminato, uno stipendio appagante, una casa magari e, perché no, uno stile di vita soddisfacente. E poi ci sono giovani che pensano a come garantire un futuro migliore ai bambini africani.

No, non avete letto male. Potete rileggerla mille volte quella frase, rimarrà tale e quale. Perché è la verità. Mentre noi ci preoccupiamo di scuola-università, lavoro, cibo, palestra, amici, vacanze, tasse, stipendi e chi più ne ha più ne metta, c’è un gruppo di persone che sta lavorando a dei progetti finalizzati ad aiutare i giovani africani a costruirsi un percorso, lontano dalla miseria e dalla fame.

Sto parlando di Okapia, la ONLUS fondata lo scorso 6 Novembre a Milano da un gruppo di giovani volontari pieni di talento ed energie. L’associazione, che opera nella Repubblica Democratica del Congo, «agisce per favorire e promuovere iniziative di sviluppo sostenibile» collaborando con alcune entità locali. Il loro obiettivo è quello di educare e formare i ragazzi africani, insegnando loro un mestiere e dandogli tutti gli strumenti per lavorare, al fine di favorirne l’autonomia e migliorarne le condizioni di vita. Nel frattempo, qui in Italia, promuovono progetti formativi, interculturali e d’integrazione.

Insomma, stiamo parlando di un gruppo di ragazzi che non solo si recano in Congo per fare attività di volontariato, ma che hanno deciso di investire ulteriori energie per poter essere ancora più incisivi.

Hanno scelto come simbolo l’okapi, un animale strano, piuttosto bruttino – possiamo dirlo, lo ammettono anche loro – un incrocio tra una zebra, un cavallo e una giraffa, che vive nelle foreste pluviali del Congo, i luoghi in cui opera la loro associazione. Sembra quasi che con questo simbolo vogliano invitarci ad andare oltre le differenze di etnia, il colore della pelle, le barriere culturali, perché in fondo, per quanto strani e diversi, siamo tutti abitanti dello stesso pianeta e pertanto dobbiamo aiutarci l’un l’altro.

I ragazzi di Okapia conoscono bene quei luoghi, non perché hanno letto degli articoli o li hanno visti in televisione, ma perché ci sono stati, ne hanno respirato gli odori, assaggiato i sapori, conosciuto la gente, percorso le strade sterrate e polverose, visitato i villaggi di capanne, fango e povertà. Sanno benissimo che in quei luoghi è tutt’ora in corso una guerra tribale spietata, che miete vittime nel silenzio della stampa occidentale. Sanno benissimo che molti villaggi si sono stancati di coltivare i campi e allevare il bestiame, perché periodicamente gli eserciti di passaggio distruggono e portano via tutto. Sanno benissimo che quegli stessi eserciti violentano donne e bambine e trasformano giovani e giovanissimi in soldati assetati di sangue. Sanno benissimo che ci sono migliaia di bambini e ragazzi in cerca di una strada, di un percorso di vita che sembra impossibile. Lo sanno, per questo vogliono lottare. Per trasformare le difficoltà in opportunità e per dare a tutti loro un «percorso possibile», lavorando insieme.

Un messaggio di profonda speranza. Un ottimismo così spudorato da essere indice di un grande coraggio e di una grande generosità.

Per questo, oggi, sono loro gli eroi del giorno.

E con il cuore pieno d’ammirazione, faccio loro i miei migliori auguri, sperando che possano riuscire a realizzare il loro progetto e con esso i sogni di tutte le persone che aiuteranno.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L’ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L’Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi “col naso all’insù”.