Giovinezza è avere fede

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La giovinezza è questo: coltivare ancora, nonostante tutto, una speranza di libertà per il futuro. Libertà di essere chi vogliamo essere, libertà di amare.

Di fronte all’ultimo film del regista premio Oscar Paolo Sorrentino, come resistere alla tentazione di citare la “Canzona di Bacco e Arianna” di Lorenzo de’ Medici?

Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto sia
di doman non c’è certezza.

Nel momento di massimo rigoglio della cultura rinascimentale, il signore di Firenze riprende la più celebre tra le tematiche dell’epicureismo, quel carpe diem che le Satire di Orazio hanno reso immortale. Letteralmente, dal verbo carpere, sfogliare, strappare ad una ad una le foglie di un carciofo. Dunque: sfoglia il giorno a poco a poco, strappa al giorno ogni istante e fallo tuo. Perchè la vita è un battito e la felicità non si costruisce nel futuro, ma qui e ora. Presto il fisico ti abbandonerà e con lui se ne andrà la spensieratezza, sopraggiungeranno gli acciacchi e la malinconia. E la giovinezza sarà ricordo.

Così anche per Fred, anziano direttore d’orchestra, e Mick, regista attempato ma ancora in attività, i fasti giovanili sembrano ormai passati. I due amici si ritrovano per le vacanze primaverili in un albergo di lusso in Svizzera, dove soggiorna uno stravagante circo di fantasmi in pena: Maradona, ingrassato all’inverosimile ma ancora capace di palleggiare con una pallina da tennis; Jimmy Tree, giovane e talentuoso attore, ricordato dalla critica solo per aver interpretato un robot in un blockbuster fantascientifico; Lena, figlia di Fred, giunta alle soglie dei quarant’anni, ormai prossima a sfiorire; un introverso arrampicatore; una massaggiatrice capace di comunicare solo attraverso il linguaggio del corpo; un giovane violinista che si esercita suonando le Canzoni semplici composte da Fred; un’enigmatica vecchia coppia di sposi, che ormai non hanno più nulla da dirsi.

Fred e Mick osservano la vita scorrere lenta e monotona, mentre sullo sfondo aleggia ancora una domanda: quando arriva la giovinezza?

Fred sembra convinto di averla ormai perduta da tempo. Lasciatosi alle spalle la spensieratezza, le sregolatezze e gli scandali, i successi e gli errori, si crogiola ora nella sua apatia, convinto che non ci sia più qualcosa che valga la pena fare. Mick, invece, lavora instancabilmente al suo ultimo film, il suo “testamento artistico”. Circondato da un gruppo di giovani sceneggiatori, ancora inesperti, innamorati e desiderosi di vivere, Mick cerca ancora la freschezza passata: non si lascia scoraggiare dagli acciacchi del tempo, affronta la vita con sagacia, senza mai perdere l’entusiasmo giovanile.

Ma dove si nasconde la giovinezza?

Nella forma, come sembra suggerire l’arrivo di Miss Universo in Svizzera: un corpo statuario, una bellezza mai volgare e un’intelligenza inattesa. Nella forma, come sembra suggerire la fine del matrimonio di Lena: il marito le preferisce la popstar Paloma Faith, priva della forza morale e razionale di Lena, ma più giovane. Nella forma, come sembra suggerire Brenda Morel, un tempo attrice dalla bellezza mozzafiato, ormai vinta dall’età, truccata e ritoccata all’inverosimile: rifiuta il ruolo di protagonista nel film di Mick, al quale deve tutto il suo successo, preferendogli una serie tv e un compenso milionario. Proprio nell’intenso dialogo tra i due, Brenda esplode in un realismo sconcertante: “Questa stronzata del cinema finisce, la vita va avanti!” Ma quale vita? La vita della forma, con la sua insostenibile leggerezza, la sua precaria instabilità, il suo esserci solo per qualche istante. Il film di Sorrentino trasuda forma, a partire dalle inquadrature e dai rimandi sottesi: il regista si sofferma sui corpi, ne esamina il disfacimento, ne esplora le imperfezioni, le brutture del tempo, è attento al fumo, che quasi corrompe la carne, al vizio. Gli ospiti dell’albergo tacciono, parlano con il corpo, con l’apparire. La forma è ovunque: nei futili spettacoli che ogni sera cercano di impressionare gli avventori, nei vuoti esercizi di benessere che Fred sostiene per curare il proprio corpo, nella vita distaccata, lontano dai problemi del mondo, vita per chi può permettersi di non pensare. Risiede forse nella forma la nostra giovinezza? Quella forma che, come sostengono gli epicurei, presto si decomporrà sotto i nostri occhi. E allora bisogna far di tutto per trattenerla ancora un poco, per strappare al presente ancora un po’ di fascino esteriore, per apparire ancora giovani, per esser lieti. E’ forse questa la grande bellezza che ci è concessa?

Sorrentino ribalta la situazione.

Il primo ad accorgersene è Jimmy Tree. Si trova in Svizzera per preparare il personaggio che dovrà interpretare nel suo prossimo film: Adolf Hitler. Osservando Fred e quella voglia di vivere che sembra aver perso, Jimmy si rende conto di quanto sia inutile raccontare l’orrore, la distruzione, la tortura, la sofferenza. L’uomo ha bisogno d’altro! E’ la passione ciò che ora intende cantare, la passione sconvolgente, che non dà pace all’anima, il desiderio, che spesso conduce al peccato, la passione irrefrenabile del vivere. Ciò che ci rende uomini: la passione, l’amore. All’apoteosi della forma e della corporeità, Sorrentino improvvisamente contrappone la sostanza: le emozioni. “Le emozioni sono tutto quello che abbiamo”: è l’ultima confessione di Mick. Abbattuto dallo scontro con Brenda, irrimediabilmente ferito a morte dal rifiuto dei produttori di finanziare il suo film, mette in guardia Fred: la giovinezza risiede nelle emozioni, nelle sfide, nell’incertezza, nella lotta, nel pericolo, nel mettersi in gioco, nell’amore. Lo scopre Lena, tra le braccia dello scalatore, capace di tenerla sospesa nel vuoto: non è il fisico, non è la forma, ma il brivido, l’emozione, a tenerci vivi. L’amore.

“A cosa pensa?” chiede un’infermiera a Maradona: “al futuro”.

La giovinezza è questo: coltivare ancora, nonostante tutto, una speranza di libertà per il futuro. Libertà di essere chi vogliamo essere, di prendere in mano la nostra vita, di ricominciare o cominciare per la prima volta, libertà di vivere, amare, provare emozioni. Giovinezza è credere nel futuro, non semplicemente illudersi, non la semplice spensieratezza di chi non accetta le responsabilità, non semplice incoscienza. Cogli l’attimo? No, vai a fondo, non fermarti alla superficie, esplora la vita fin nel suo midollo, emozionati, piangi, soffri, godi, ma soprattutto ama ogni istante. Giovinezza è, in fondo, avere fede in un futuro migliore, avere fede in una felicità a cui tutti siamo chiamati. Quando arriva la giovinezza? A qualsiasi età. E forse non è un caso che la prossima produzione firmata Sorrentino riguarderà proprio il tema della fede: la storia di Papa Pio XIII. Giovinezza è avere fede.

Alvise Renier

Perdutamente affascinato dalla domanda che il pastore errante dell'Asia non riesce a trattenere di fronte al cielo stellato: “Che fai tu Luna in ciel?”. E’ lo stupore il sale della vita! Amante della realtà in tutte le sue sfaccettature: continuamente teso alla ricerca della meraviglia e dell'infinito. Acerrimo nemico dell’indifferenza e terribilmente curioso, assetato di conoscenza, inguaribile ottimista. Scrivo per andare oltre, al cuore della realtà.