Giù al nord

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Un film di Dany Boon. Con Kad Mérad, Dany Boon, Zoé Félix, Philippe Duquesne, Line Renaud. Titolo originale: Bienvenue chez les Ch’tis. Commedia, durata 106 min. – Francia 2007. – Medusa

Nord: hanno nebbia e piove sempre, ma sono ricchi e si lavora.
Sud: si mangia bene, ma sono sfaticati e non hanno nulla. Vanno tutti a lavorare al nord.
Queste sono spesso le critiche che creano conflitti tra nord e sud.
Lo stesso viene rappresentato in modo molto divertente in questa commedia, ma nel modo inverso. In Francia funziona al contrario.
Philippe è direttore di un ufficio postale in Provenza. Obbligato al trasferimento tenta di farsi mandare in Costa Azzurra e, per ottenere l’assegnazione, inscena un trucco che viene scoperto. A questo punto potrebbe temere il licenziamento. Invece gli accade…di peggio. Viene destinato all’ufficio postale di Bergues nel Nord-Pas de Calais. Non c’è nessuno che non lo compatisca, perfino un agente della polizia stradale lo commisera quando viene a conoscenza della sua meta. La moglie, caduta praticamente in depressione alla notizia, non lo segue. Giunto a destinazione tutto sembra così come era stato narrato. I locali parlano un dialetto pressoché incomprensibile, il cibo non è allettante e l’appartamento dove dovrebbe andare a vivere è privo di mobilio. Ma ben presto le cose cambiano perchè scoprirà che si può vivere (e vivere bene) anche al Nord; ma come farlo capire a sua moglie?

Il tema non è dei più semplici, ma è molto sentito anche da noi in Italia: il pregiudizio e, soprattutto, un pregiudizio legato a una regione della Francia. Il Nord sopra Parigi è considerato dai francesi un luogo buio, dove fa freddo e piove sempre abitato da gente rude, poco socievole e dai gusti strani. Per di più parlano un dialetto-lingua detto Ch’timi perché in quell’idioma la ‘s’ francese suona ‘ch’ e il ‘toi’ e ‘moi’ diventano ‘ti’ e ‘mi’.

Quello che alla commedia italiana riesce sempre più difficile fare (pensiamo a Aldo Giovanni e Giacomo) sembra invece ancora possibile in Francia: coniugare il divertimento con l’umanità e con un messaggio non didascalico.

E’ un film che in Italia toglie ogni pregiudizio sulle diversità che ci sono al di là e aldi qua del Po. Non è poi così terribile, anzi…ci si fanno un sacco di risate!

 

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Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società.
E’ formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.